Nuovi sviluppi nell'indagine sulla morte di un uomo di 48 anni, trovato senza vita il 13 febbraio scorso nella cantina dello stabile in cui abitava, a Gaeta. La Procura della Repubblica di Cassino ha iscritto nel registro degli indagati una donna di 51 anni, nei cui confronti viene ipotizzata la fattispecie di istigazione al suicidio. Un passaggio investigativo che apre nuovi interrogativi sulle circostanze del decesso, ma che non costituisce, naturalmente, un accertamento di responsabilità.

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La vicenda, inizialmente ricondotta all'ipotesi del suicidio, è tornata all'attenzione degli inquirenti dopo le iniziative intraprese dai familiari della vittima, che hanno chiesto ulteriori approfondimenti su alcuni aspetti ritenuti meritevoli di chiarimento. Tra gli elementi segnalati vi sarebbe la circostanza che la porta della cantina fosse stata trovata chiusa dall'esterno e che alcune chiavi, inizialmente non rinvenute, sarebbero successivamente ricomparse in una busta lasciata nella cassetta della posta dello stabile, insieme ad alcuni effetti personali dell'uomo.

Proprio per approfondire questi aspetti, i familiari si sono rivolti all'autorità giudiziaria attraverso un esposto presentato dall'avvocato Pasquale Di Gabriele, legale che li assiste nella vicenda. La Procura ha disposto ulteriori accertamenti, tra cui la riesumazione della salma per consentire l'esecuzione di un esame autoptico. Gli approfondimenti medico-legali dovranno contribuire a chiarire le cause del decesso e a verificare la compatibilità degli elementi emersi con le diverse ipotesi investigative.

L'attenzione degli investigatori si concentra anche sui rapporti intercorsi tra l'uomo e la donna indagata, nonché sulle comunicazioni telefoniche e sui messaggi che potrebbero contribuire a ricostruire il contesto degli ultimi giorni di vita della vittima. Si tratta di verifiche ancora in corso, i cui risultati saranno determinanti per comprendere se sussistano elementi penalmente rilevanti.

La famiglia, attraverso il proprio legale, chiede che ogni circostanza venga esaminata con attenzione e che si possa arrivare a una ricostruzione completa e attendibile dei fatti. Una vicenda delicata, che richiede particolare cautela anche sul piano dell'informazione: l'iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una dichiarazione di colpevolezza e ogni responsabilità dovrà essere eventualmente accertata nelle competenti sedi giudiziarie.

I prossimi accertamenti medico-legali e investigativi rappresenteranno un passaggio importante per fare chiarezza su una morte che, a distanza di mesi, continua a sollevare interrogativi.