Porto di Gaeta e pet-coke, La Penna chiede un’audizione in commissione. «Serve piena trasparenza sugli impatti ambientali»

«Lo sviluppo dello scalo deve essere compatibile con la tutela del territorio e della salute dei cittadini»

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Dopo l’interrogazione a risposta immediata rivolta al presidente Rocca e alla giunta regionale del
Lazio sulla movimentazione del pet-coke nel porto commerciale di Gaeta, il consigliere regionale del
Partito Democratico Salvatore La Penna compie un ulteriore passo istituzionale chiedendo la
convocazione di un’audizione dedicata per approfondire gli impatti ambientali delle attività dello
scalo.
La richiesta, indirizzata al presidente della VIII Commissione consiliare Agricoltura e Ambiente, di cui
La Penna è vicepresidente, punta ad acquisire un quadro aggiornato sullo stato dei monitoraggi
ambientali, sull’efficacia dei sistemi di controllo e sulle procedure adottate per prevenire la
dispersione delle polveri e il dilavamento dei materiali, con particolare riferimento alla
movimentazione delle rinfuse solide e del pet-coke. L’obiettivo è anche verificare le iniziative messe
in campo a tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita delle comunità del
Golfo.
«Con questa audizione vogliamo dare continuità al percorso avviato con l’interrogazione, chiamando
tutti i soggetti coinvolti a fornire il proprio contributo su una questione che riguarda l’intero
comprensorio del Sud Pontino» spiega La Penna. «Il porto commerciale di Gaeta rappresenta una
risorsa strategica per il territorio, ma la sua crescita deve procedere di pari passo con la tutela
dell’ambiente, della salute pubblica e delle condizioni di sicurezza dei lavoratori. È necessario
acquisire dati, verificare lo stato dei controlli e promuovere la massima trasparenza sulle procedure
adottate».


Alla seduta il consigliere regionale propone di invitare la Direzione regionale competente in materia
di ambiente, Arpa Lazio, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale,
l’Agenzia del Demanio, i sindaci dei Comuni di Gaeta, Formia, Minturno e degli altri enti interessati,
le organizzazioni sindacali, le associazioni ambientaliste e i rappresentanti del territorio.
«Ci aspettiamo un momento di confronto serio e costruttivo tra istituzioni, enti di controllo,
amministrazioni locali e parti sociali. Intendiamo verificare l’efficacia delle attività di monitoraggio,
approfondire le criticità emerse e valutare le eventuali iniziative di competenza della Regione Lazio –
aggiunge La Penna – per garantire la piena tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini,
coniugando le esigenze di sviluppo del sistema portuale con i principi di sostenibilità ambientale e
trasparenza amministrativa».

L’audizione consentirà inoltre di approfondire gli impatti ambientali derivanti dai flussi di traffico
connessi alle attività portuali, con particolare riguardo alle emissioni, alla dispersione delle polveri, al
rumore e agli effetti prodotti dall’intenso transito dei mezzi pesanti sui territori interessati.
«Le attività del porto non possono essere considerate separate dal contesto che le ospita. È necessario
governarne gli effetti sulla viabilità, sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità delle città del Golfo,
rafforzando il coordinamento tra tutti gli enti competenti. Solo così – conclude La Penna – sarà
possibile coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e tutela delle comunità locali».