Era il 25 agosto 2019 quando un enorme incendio si diramò sul Monte Redentore andando a cancellare oltre 200 ettari di terreno assieme a lecci, pini secolari e i ginepri. Ma è stato solo l’ultimo tragico episodio avvenuto sul monte, il quale ogni estate si trova a fare i conti con le fiamme, un problema divenuto consuetudine e per il quale l’amministrazione di Formia ha cercato possibili soluzioni per la sua riforestazione.

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Il Monte Redentore brucia

Dal 21 novembre 2019 nasce a Formia la Festa dell’Albero

Come avevamo già spiegato in un articolo pubblicato il 10 ottobre 2019 la piantumazione degli alberi è un obbligo di legge (Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 che prevede per i Comuni di piantare un albero per ogni nato a partire dal 16 febbraio 2013) che i Comuni non hanno rispettato in quanto non prevedeva una vera e propria sanzione in caso di inottemperanza. Dunque, in realtà, la Festa dell’albero, partita dal 21 novembre 2019 è stata solo un adempimento all’obbligo ma ha comunque dato inizio alla pratica della messa a dimora di un albero per ogni bambino nato e registrato all’anagrafe. Cosi assieme all’aiuto dei cittadini, dei volontari delle associazioni e delle attività commerciali sono stati piantati ben 280 alberi, realizzando così per la città formiana il “Bosco dei primi nati”.

Festa dell’Albero – “Bosco dei primi nati”

Proposte per la riforestazione del Monte Redentore: piantare un albero di cipresso per ogni defunto

Più decessi che nascite: piantiamo un albero per i nostri defunti

Secondo i dati registrati dall’Ufficio anagrafe del Comune di Formia dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019 le nascite sarebbero state circa 284 mentre si sarebbero registrati circa 374 decessi, realizzando un saldo naturale di -126. Dunque se si registrano più decessi che nascite perché non piantare un albero per ogni nostro defunto che diventerebbe un’eredità per i suoi posteri e per il futuro del pianeta.

 Il cipresso Mediterraneo resiste alle fiamme

Inoltre in un altro articolo precedente pubblicato, avevamo riportato un caso studio italo- spagnolo, compiuto dai ricercatori del Forest Fire Laboratory di INIA-CIFOR, in Spagna, e dall’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante di Firenze , in cui è stato dimostrato che durante l’incendio avvenuto nel 2012 nella provincia spagnola di Valencia, alberi come il cipresso mediterraneo sono riusciti a resistere alle fiamme e addirittura i frammenti delle sue foglie che si depositavano al suolo, riuscivano a trattenere l’acqua creando una barriera contro il fuoco. Inoltre, se nelle conifere la componente resinosa della pianta fa accelerare la combustione, in questi cipressi i componenti volatili infiammabili degassano poco a poco, rallentando l’incendio.

Dunque piantare cipressi potrebbe essere un’ottima soluzione contro gli incendi e farlo per ricordare un nostro caro scomparso assume un valore ancora più importante, in cui rispetto per l’ambiente e per l’essere umano si fondono e una vita lascia spazio ad una nuova.