Olio e olive, vitellone, vitigni storici, ricette della cucina contadina. Una parte importante dell’identità di Itri passa da ciò che la sua terra produce e dai saperi che, nel tempo, hanno trasformato queste produzioni in una tradizione ancora viva. È da questo patrimonio che l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Di Biase intende partire per rafforzare il racconto e la promozione del territorio, dando continuità a un lavoro che nell’ultimo anno ha riportato l’attenzione sulle produzioni locali e sulla cultura rurale itrana.
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Itri custodisce infatti un patrimonio agroalimentare che va oltre il valore gastronomico dei singoli prodotti. L’oliva Itrana e l’olio sono parte del paesaggio e della storia agricola del paese; il Vitellone di Itri appartiene alla tradizione zootecnica locale; vitigni come l’Abbuoto raccontano una storia antica che lega Itri al territorio pontino e aurunco. Accanto a queste produzioni vive una cucina popolare fatta di ingredienti semplici, preparazioni tramandate nelle famiglie e piatti legati alle stagioni e alle ricorrenze.
L’obiettivo dell’Amministrazione è riportare questo patrimonio al centro dell’attenzione, non come semplice richiamo alla tradizione, ma come parte concreta dell’identità di Itri e come risorsa per la promozione turistica, agricola ed economica del territorio.
In questa direzione si inseriscono le diverse iniziative che si sono susseguite nel corso dell’ultimo anno. “Monna Oliva” ha portato al Castello Medievale produttori, tecnici ed esperti del settore olivicolo, accompagnando anche il conferimento a Itri della Bandiera delle Città dell’Olio. Più recentemente, “Il Vitellone e l’Abbuoto” ha acceso i riflettori sull’allevamento, sulla viticoltura e sui prodotti della cultura rurale locale, mettendo insieme divulgazione, cucina e confronto tra operatori.
A questi appuntamenti si affiancano, durante l’anno, numerose iniziative dedicate alla cucina tradizionale, ai prodotti della terra e alle consuetudini popolari. Occasioni diverse per formato e pubblico, ma accomunate dalla volontà di mantenere vivo il rapporto tra il paese, le sue produzioni e la memoria gastronomica della comunità.
Anche ricorrenze profondamente radicate nella storia locale, come i Fuochi di San Giuseppe, continuano a raccontare questo legame: piazze e rioni diventano luoghi di incontro attorno ai fuochi e alle tavole, dove trovano spazio piatti e preparazioni della tradizione itrana. Il filo conduttore è chiaro: raccontare Itri anche attraverso ciò che la comunità coltiva, alleva, cucina e tramanda.
Per l’Amministrazione comunale la promozione dei prodotti tipici non può esaurirsi nella singola manifestazione. Il lavoro riguarda la conoscenza delle produzioni, la loro riconoscibilità, il rapporto con agricoltori e operatori locali e la capacità di inserirle in una narrazione più ampia del territorio.
Un ruolo centrale spetta proprio a coloro che ogni giorno mantengono vivo questo patrimonio: aziende agricole, allevatori, produttori, ristoratori e associazioni. Il valore delle produzioni locali nasce dal loro lavoro e dalla capacità di conservare competenze e saperi che appartengono alla storia di Itri.
Itri ha prodotti, tradizioni e conoscenze che meritano di essere conosciuti sempre di più anche fuori dai confini comunali. Recuperarli, raccontarli e creare nuove occasioni per farli incontrare con cittadini e visitatori significa lavorare sull’identità e sulle prospettive del paese partendo da qualcosa di concreto: la sua terra e le persone che continuano a prendersene cura.





