Minturno, nasce il comitato referendario per il No: «Uniti a difesa delle Costituzione»

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Si è costituito ufficialmente a Minturno il “Comitato per il NO nel referendum costituzionale”, una coalizione ampia che unisce numerose realtà associative, sindacali e politiche del territorio. Fanno parte del Comitato Minturnese per il No: CGIL, SPI CGIL, Sinistra Italiana Sud Pontino, Partito Democratico di Minturno, ANPI, Libera Sud Pontino, Giovani Democratici del Golfo.

La nascita del Comitato è avvenuta durante una partecipata riunione di coordinamento, a testimonianza di una risposta pronta e corale della società civile minturnese all’appello nazionale per la difesa dei valori democratici e costituzionali. Un incontro che di fatto costituisce la nascita del Coordinamento Minturnese dei Comitati per il No, una rete che opererà in stretto raccordo con gli altri comitati provinciali già attivi e con quelli formati da magistrati, con l’obiettivo di costruire una campagna radicata e capillare su tutto il territorio locale. A presiedere il comitato locale sarà Lorenzo Corea, eletto all’unanimità, attuale Segretario del circolo del Partito Democratico di Minturno.

Gli elettori sono chiamati a confermare o respingere la legge costituzionale approvata dal Parlamento nel 2025, che introduce tre pilastri fondamentali di riforma dell’ordinamento giudiziario. Innanzi tutto la separazione delle carriere: distinzione netta tra i ruoli di magistrato giudicante (giudice) e magistrato requirente (pubblico ministero) fin dall’inizio della carriera. Lo sdoppiamento del CSM: istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Infine la creazione dell’Alta Corte Disciplinare, un tribunale speciale incaricato dei procedimenti disciplinari per i magistrati, separato dai CSM. Infine la legge introduzione del sorteggio per la selezione dei membri dei due CSM.
«La campagna referendaria – fanno sapere dal Comitato – sarà caratterizzata da una presenza costante nelle piazze, nei luoghi di lavoro, attraverso banchetti, volantinaggi, momenti di formazione e iniziative pubbliche. Il comitato metterà a disposizione le proprie sedi come punti logistici per la distribuzione dei materiali, favorendo il coinvolgimento anche dei comuni della provincia, dove la partecipazione sociale deve tornare ad essere sentita. Siamo consapevoli del grande impegno che ci attende, ma siamo fiduciosi».

L’urgenza della mobilitazione nasce dalla necessità di informare correttamente la cittadinanza su una riforma che rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri e il principio di uguaglianza, stravolgendo di fatto la Carta Costituzionale. Il Comitato intende spiegare, con un linguaggio chiaro e messaggi diretti, come le modifiche proposte — dal sorteggio dei componenti degli organi di garanzia alla creazione di nuove strutture burocratiche — possano tradursi in ripercussioni concrete sulla vita dei cittadini e delle imprese, nonché in un aumento dei costi pubblici, senza minimamente incidere sulla lunghezza inaccettabile dei procedimenti giudiziari che può essere migliorata solo con l’investimento in assunzione di personale, strutture e mezzi adeguati. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e agli studenti, penalizzati dall’assenza di meccanismi per il voto fuori sede. Il Comitato è aperto a confronti e dibattiti nel merito, e ad unire altre associazioni che condividono la stessa posizione sul quesito referendario, è possibile contattare il comitato tramite la mail comitatono.minturno@gmail.com, o direttamente al numero di cellulare del Presidente: +39 388 1666996.

«Non essendo previsto un quorum per la validità della consultazione – sottolinea e conclude il Comitato – ogni singolo voto sarà determinante per il futuro dell’assetto istituzionale del Paese. Per questo garantiamo che il percorso appena iniziato sarà aperto all’adesione di tutti i cittadini e di ulteriori realtà organizzate che si riconoscono nei valori della Carta Costituzionale nata dalla lotta al nazifascismo e che desiderano impegnarsi attivamente per far sentire la voce del territorio in vista del fondamentale appuntamento referendario del 22 e 23 marzo».

Il referendum sulla giustizia in Italia è fissato per domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Si tratta di un referendum costituzionale confermativo (ai sensi dell’art. 138 della Costituzione), il che significa che non è previsto un quorum: la riforma sarà approvata o respinta a prescindere dal numero di elettori che si recheranno alle urne. È in corso un dibattito acceso: i sostenitori del “Sì”, prevalentemente partiti di centrodestra, promuovono la riforma come necessaria per l’imparzialità del giudici. I sostenitori del “No” (Associazione Nazionale Magistrati e parte dell’opposizione) denunciano invece i rischi per l’indipendenza della magistratura.