Lazio e Campania, via libera al Dormex nei campi di kiwi. Si accende il dibattito tra agricoltura e salute - Il Lazio è tra le regioni italiane in cui è stato autorizzato temporaneamente l’uso del Dormex nelle coltivazioni di kiwi. Insieme al Basilicata, alla Calabria, alla Campania e alla Puglia, anche il Lazio rientra tra i territori interessati dalla deroga che consente l’impiego del fitoregolatore a base di idrogeno cianammide.

InserisciTuttoGolfotra le tue fonti preferite su Google

Lo troverai più spesso nelle notizie principali

La decisione riguarda uno dei comparti più rilevanti dell’ortofrutta nazionale. Il kiwi rappresenta infatti una produzione strategica per molte aziende agricole del Centro e del Sud Italia, dove le condizioni climatiche degli ultimi anni hanno reso sempre più complessa la gestione del ciclo vegetativo delle piante. Inverni meno rigidi e accumuli di freddo insufficienti incidono sulla fioritura e, di conseguenza, sulla quantità e qualità del raccolto.

Il Dormex viene utilizzato per stimolare il risveglio vegetativo delle piante, favorendo una germogliazione più uniforme. Per i produttori, si tratta di uno strumento tecnico capace di ridurre l’incertezza legata alle anomalie climatiche e di mantenere competitiva la produzione italiana rispetto a quella di altri Paesi.

La sostanza attiva del prodotto, tuttavia, è da tempo al centro di discussioni per i possibili rischi connessi alla salute degli operatori e all’impatto ambientale. Proprio per questo la sua autorizzazione è stata concessa in forma temporanea e con limiti precisi, sia territoriali sia temporali. Non un via libera generalizzato, dunque, ma una misura circoscritta alle cinque regioni indicate e legata a specifiche condizioni agronomiche.

Nel Lazio, dove la coltivazione dell’actinidia ha un peso economico significativo, la scelta è stata accolta con attenzione dal mondo agricolo. Le aziende chiedono strumenti efficaci per affrontare stagioni sempre più imprevedibili, mentre una parte dell’opinione pubblica solleva interrogativi sull’opportunità di ricorrere a sostanze controverse in un momento storico in cui la sostenibilità ambientale è al centro delle politiche europee.

Il tema, in realtà, va oltre il singolo prodotto. È il riflesso di una tensione più ampia tra esigenze produttive e principio di precauzione. Da un lato la necessità di garantire reddito e stabilità alle imprese agricole; dall’altro la richiesta di ridurre progressivamente l’impatto chimico sull’ambiente e sulla salute.

Il caso del Dormex nel Lazio e nelle altre regioni coinvolte riporta così al centro del dibattito una domanda cruciale: come sostenere l’agricoltura italiana in un contesto climatico mutato senza arretrare sugli standard di tutela? Una risposta definitiva non c’è ancora, ma il confronto è destinato a proseguire ben oltre la stagione dei kiwi.