Il videoclip ufficiale di “Wendy (Remix)”, la rilettura firmata dal cantautore torinese Mao di uno dei brani dei Delta V, ha conquistato il premio come miglior video musicale al Ponza Film Festival, manifestazione che si è svolta sull’isola pontina dal 4 al 6 settembre 2026. Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria nel corso della cerimonia di premiazione, ospitata nella Sala Polifunzionale “Carlo Pisacane”, e rappresenta un importante riconoscimento per un progetto nato dall’incontro tra musica, immagini e sensibilità artistiche differenti ma profondamente affini.
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Realizzato per la regia di Nicolas Fransolet, il videoclip di “Wendy (Remix)” accompagna la nuova versione del brano attraverso le strade di Tokyo, osservando la capitale giapponese nel passaggio dalla luce del giorno alle atmosfere notturne. Non ci sono protagonisti nel senso tradizionale del termine, né una storia costruita secondo una trama convenzionale. La vera protagonista è la città, attraversata quasi sempre da un mezzo in movimento e raccontata attraverso ciò che accade davanti all’obiettivo.
Originario di Bruxelles e oggi basato a Montréal, Fransolet porta nel video un approccio vicino alla sua pratica fotografica: le immagini non sembrano essere costruite o messe in scena, ma semplicemente osservate e raccolte. Tokyo appare così nella sua quotidianità, in un equilibrio costante tra la dimensione monumentale della metropoli e la fragilità dei piccoli gesti individuali. È proprio nella distanza tra le persone e nella ricerca di una possibile prossimità che il linguaggio visivo del videoclip incontra quello musicale del remix.
«Questo premio non è mio», ha dichiarato Mao, attribuendo il riconoscimento ai Delta V, a Fransolet e a Danilo Samà, socio di CortoCorto, sottolineando come il risultato sia nato dalla libertà artistica concessa dalla band e dall’intuizione di mettere in contatto i diversi protagonisti del progetto. Una dichiarazione che restituisce bene lo spirito di una collaborazione in cui nessuno degli elementi prevale sugli altri, ma musica e immagini si alimentano reciprocamente.

Anche il brano nasce da un processo di trasformazione. Mao rilegge “Wendy” attraverso un arrangiamento elettronico e cinematografico, rarefatto e notturno, mantenendo intatta la scrittura originale dei Delta V ma spostandola verso un paesaggio sonoro più astratto ed evocativo. Il remix diventa così quasi una seconda vita della canzone, capace di modificarne la percezione senza cancellarne l’identità.
“Wendy” è uno dei brani contenuti in “In fatti ostili”, ultimo album dei Delta V, pubblicato da Universal Music Italia e accolto positivamente dalla critica. Dal disco è nato “In fatti ostili RMX”, pubblicato il 31 luglio 2026, progetto che rilegge integralmente l’album affidando ogni traccia a un artista della scena alternativa italiana. La partecipazione di Mao assume quindi un significato particolare, anche alla luce di un rapporto artistico che affonda le radici negli anni Novanta e nei primi Duemila.
Il cantautore torinese aveva infatti già collaborato con i Delta V nel brano “La mia cosa”, contenuto nell’album “Psychobeat”, firmandone testo e interpretazione. Mao era inoltre comparso nel videoclip de “Il primo giorno del mondo”, insieme ad Angela Baraldi e Garbo. Un legame che negli anni ha trovato nuove occasioni di incontro, fino alla più recente esperienza dal vivo: durante il tour di presentazione di “In fatti ostili”, Mao è stato artista d’apertura dei concerti della band, proponendo anche alcune nuove canzoni destinate al suo prossimo album.
Il premio del Ponza Film Festival arriva dunque al termine di un percorso nel quale la collaborazione tra Mao e Delta V si rinnova senza perdere memoria delle proprie origini. “Wendy (Remix)” diventa il punto d’incontro tra una canzone già esistente e una nuova visione, tra la sensibilità elettronica e cinematografica del remix e lo sguardo documentario di Fransolet. Il risultato è un videoclip che non cerca di raccontare Tokyo, ma di attraversarla, lasciando che siano la città, il movimento e il suono a costruire progressivamente un’unica esperienza audiovisiva.





