Votare NO al Referendum: Ecco il perchè spiegato in pochi passaggi. Incontro pubblico

Perché la riforma costituzionale non risolve i problemi reali della giustizia e mette a rischio l’equilibrio tra poteri dello Stato.

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Votare NO al Referendum: Ecco il perchè spiegato in pochi passaggi. Incontro pubblico – “La Legge, proposta dal Consiglio dei Ministri e recentemente approvata con voto di fiducia, senza il benché minimo confronto in Parlamento, modifica alcuni articoli della Carta costituzionale relativi all’organizzazione della magistratura e non affronta i problemi “reali” della giustizia: non rende più veloci i procedimenti, non incide sui carichi di lavoro, non adegua gli organici, né interviene sull’organizzazione dei tribunali o sulla digitalizzazione dei fascicoli. Non aggiunge un euro di risorse per rendere più efficiente la giustizia. Anzi, prevede ulteriori spese: due CSM e l’Alta Corte disciplinare.

La vera posta in gioco non riguarda la separazione delle carriere, poiché già ora sono pochissimi i passaggi dalla magistratura inquirente (PM) a quella giudicante e viceversa. Attualmente il cambio può essere effettuato una sola volta nell’intera carriera. I dati sono questi: nel 2019 sono stati 24 (5 da giudice a PM e 19 viceversa); nel 2020, 25 (10 e 15); nel 2021, 31 (15 e 16); nel 2022, 25 (8 e 17); nel 2023, 34 (8 e 26). Si tratta di poche decine su 9.600 magistrati. Questi sono i numeri e i fatti.

La composizione dei due CSM, con magistrati sorteggiati mentre i membri laici sono designati dalla maggioranza parlamentare di turno, indica chiaramente la volontà di sottomettere la magistratura alla politica.

Il Governo Meloni ha già cancellato il reato di abuso d’ufficio e ha ridotto l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini. Ha inoltre modificato l’assetto e l’organizzazione della Corte dei conti, riducendo le sanzioni per danno erariale nei confronti di funzionari pubblici e amministratori. Il tetto massimo previsto non potrà essere superiore al 30% del danno accertato, con un massimo di due annualità di stipendio. È chiara la direzione che si vuole intraprendere: cancellare controlli e regole, con il risultato che la legge non sarà uguale per tutti.

La Costituzione è di tutti e non di una sola parte. La riforma della giustizia, ivi compresi gli articoli della Costituzione, avrebbe dovuto essere ben diversa ed essere votata da una maggioranza più ampia del Parlamento. Il referendum non è confermativo della riforma Nordio, ma è lo strumento che la Costituzione affida ai cittadini per dire NO a una legge approvata solo dalla maggioranza.

Per queste ragioni votiamo e invitiamo a votare NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026.” Lo comunicano gli Avvocati:
Patrizia Menanno, Mattia Aprea, Alessandra Ciccolella, Marco D’Onofrio, Gianluca Giattino, Luigi Atrei Garofalo, Rosaria Battaglia, Giuseppe Bortone, Emanuela Di Marco, Claudia Magliuzzi, Raffaele Manfellotto, Erminio Neri, Lino Magliuzzi, Orazio Picano, Luca Di Mascio, Luigi Scipione, Dalila Scarpellino, Ernesto Schiano, Stefano Scipione.