“Il decreto in oggetto “CuraItalia”, contenete le misure a supporto di famiglie, lavoratori ed
imprese per contrastare l’emergenza sanitaria, che è divenuta economica e sociale, dovuta al corona virus (COVID – 19) mette in campo una serie di risorse e misure non sufficienti a contrastare la drammatica gravità della situazione” questo è quanto afferma, il 21 marzo 2020, Confimprese Italia suggerendo al governo interventi mirate in materia di ammortizzatori sociali e fisco. “Gli interventi previsti, infatti, sarebbero dovuti essere mirati, con maggiore incisività, verso i lavoratori autonomi, verso le micro, piccole e medie imprese e verso le filiere (turismo, ristorazione, trasporti, …) che più di altre hanno subito e, purtroppo subiranno ancora, l’annullamento totale degli incassi” – continua Confimprese – “A tal proposito, alla luce dell’ormai conclamato impatto negativo che le aziende stanno sostenendo, anche in termini di bilancio previsionale per l’anno in corso, è fondamentale che le misure abbiano valenza anche preventiva ovvero che possano essere di sostegno, sulla base di una “ragionevole” previsione, all’ulteriore trend sfavorevole che verrà registrato nei prossimi mesi.

In altri termini, non si può aspettare di registrare un calo del fatturato e dell’occupazione ma bisogna attivarsi fin d’ora affinché alle AA.PP. sia consentito di trattenete, in bonis, liquidità in azienda (o di recuperarne di nuova) per poter continuare ad essere sul mercato.

Nel ribadire, ulteriormente, che servirà veramente una manovra shock, che auspichiamo arrivi con il prossimo decreto di aprile, e non solo 25 mld di euro, evidenziamo come il maxi decreto in questione sarebbe dovuto essere suddiviso in più interventi legislativi separando quelli in ambito sanitario, a quali plaudiamo, da quelli fiscali e di sostegno a famiglie, imprese, professionisti e lavoratori”.

I SUGGERIMENTI E LE INTEGRAZIONI NEL DETTAGLIO DI CONFIMPRESE ITALIA
“Tutto ciò premesso, entrando nel dettaglio dei capisaldi del provvedimento al fine di fornire elementi utili per permettere una più ampia ed inclusiva momentanea moratoria fiscale da condividere anche, attraverso una visione strategica, con l’Unione Europea, si rappresentano le seguenti osservazioni e/o integrazioni:
Al fine dell’applicazione degli art. 68 e 55 del decreto occorre innalzare a € 500.000,00 il limite imposto dal regolamento di esenzione 651/2014 e dal regolamento ‘De Minimis’ che individua gli aiuti di piccola entità alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza;
Ai sensi degli artt. n. 1256, 1463 e 1464 del C.C. in ordine all’impossibilità sopravvenuta della prestazione per cause non imputabili alle parti, l’annullamento dei provvedimenti d’indebitamento del conduttore nei confronti del locatore, per tutte le categorie catastali e di affitto di ramo d’azienda (tipici dei centri e gallerie commerciali, ma anche di tante attività di vicinato) per il periodo di sospensione dell’attività, compresa la rescissione contrattuale;
Art. 62 comma 2 sostituire la parola “ricavi” con utile netto ante imposte;
Modifica dell’art n 68 con la cancellazione per l’intero periodo di efficacia dei provvedimenti medesimi, sia statale che locale, di ogni forma di imposizione avente natura di contributo, tributo, tassa e imposta e di sospensione di ogni forma di prelievo coattivo sia statale o locale a carico delle imprese per l’intera durata dei provvedimenti adottati e comunque fino al 31/12/2020;
Art. 79 rinominare articolo in questione “misure urgenti per il trasporto aereo e su gomma
di merci”;
Comma 2 inserire le imprese di trasporto con licenza rilasciata dal Ministero dei Trasporti e che non abbiano più di 400.000,00 euro di utile netto (al fine di estendere lo Stato di calamità e indennizzare le aziende dei danni subiti come fermo macchina mancanza di fatturazione e quindi introiti, ratei di assicurazioni non goduti).

Innalzamento del bonus di € 600,00 per ogni mese di chiusura più altre due mensilità
dall’apertura;

Attuazione impianto normativo della legge 145/2018, commi 682 e 683;

Riduzioni straordinarie del canone di concessione demaniale con relativo riequilibrio;
allineamento dell’IVA al 10% per la filiera del turismo costiero italiano;

Estensione benefici dell’art. 88 al sistema turistico e balneare italiano;

Si propone di riconoscere il credito d’imposta pari al 60% a tutte le imprese, non solo
negozi e botteghe, che svolgono la propria attività in locali con contratti d’affitto registrati
regolarmente per uso strumentale e non abitativo quindi non solo a quelli accatastati C1.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

per quanto riguarda la Cassa integrazione, sia essa ordinaria che in deroga, si chiede che ad essa sia applicata una procedura molto semplificata che preveda la sola comunicazione
preventiva ai sindacati e non anche la previsione dell’esame congiunto; in tal modo si esaurisce l’obbligo di informazione e consultazione previsto dal D.lgs. 148/2015;
estensione della cassa integrazione a 13 settimane e non nove settimane.

FISCO

Il decreto prevede la sospensione delle ritenute di acconto dei redditi da lavoro autonomo per tutto il periodo dell’emergenza:

Si propone di abrogare l’art. 25 D.P.R. 600/73 che istituisce le ritenute di acconto sui redditi di lavoro autonomo oppure sostituire il testo dell’art. 25 D.P.R. 600/73 con “è data facoltà ai possessori di reddito di lavoro autonomo di compensare le ritenute trimestrali o mensili subite con i versamenti periodici da effettuare con esposizione nel modello F24 utilizzando il codice tributo (numero nuovo codice tributo) se di nuova istituzione o addirittura il codice tributo 1040.

Cancellazione di tutti i tipi di sanzione, sia in materia previdenziale che tributaria (per tributi e contributi regolarmente dichiarati dal contribuente) per tutte le cartelle esattoriali emesse sino ad oggi e per quelle che potranno essere emesse sino al 31/12/2022, con pagamento della sola sorta capitale ed interessi legali. riduzione dell’aliquota contributiva a carico delle aziende di 9 punti percentuali fino al 31/12/2022.

Occorrerà, terminata l’emergenza, così come in tutte le situazioni postbelliche, fare un Reset del Sistema Italia. Sarà imprescindibile, pertanto, firmare una vera e propria pace sociale tra i cittadini e lo Stato. Servirà una grande coesione tra i contribuenti ed il sistema tributario nazionale.

Un grande Giubileo, una tantum, fiscale, previdenziale e bancario con un solo obiettivo: Italia riparti!”.

Il Presidente
F.to Guido D’Amico