L’Italia alla guida della missione Plato: l’eccellenza nazionale nella caccia a una nuova Terra

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In un futuro remoto, la figura del cacciatore di esopianeti potrebbe non appartenere più solo alle pagine della fantascienza. Comandanti di astronavi a propulsione ionica, simili all’ingegnere Zeke descritto da Lester del Rey in “Le acque calme”, potrebbero solcare il cosmo alla ricerca di nuovi mondi ospitali, imbattendosi forse in civiltà evolute o nei resti silenziosi di imperi artificiali ormai scomparsi. In uno scenario segnato da una Terra sovraffollata e colpita dalla siccità, la ricerca di una “seconda casa” diventerebbe un mestiere ben remunerato, unendo il fascino dell’esplorazione ad un’attività lucrosa. Probabilmente solo i ricchi saranno in grado di lasciare il nostro mondo. Tuttavia, superando le suggestioni della fantasia, la realtà scientifica odierna sta già gettando le basi per questa esplorazione con la missione Plato dell’ESA.

Questa iniziativa rappresenta il passaggio definitivo dalla suggestione letteraria alla vera indagine statistica sui mondi abitabili. Attraverso il satellite Plato, il cui lancio è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, la comunità scientifica cercherà pianeti rocciosi situati nella zona di abitabilità, dove le condizioni potrebbero permettere la presenza di acqua liquida.

L’Italia è protagonista assoluta di questa impresa, coordinando la creazione del Plato Input Catalog (PIC), una vera “mappa del tesoro” stellare che comprende centinaia di migliaia di obiettivi selezionati per orientare con precisione gli strumenti del satellite. Il coordinamento di questo catalogo è affidato allo Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con la collaborazione dell’INAF e dell’Università di Padova, sotto la guida del professor Giampaolo Piotto.

L’apporto nazionale si estende alla strumentazione avanzata: le ventisei telecamere e il computer di bordo sono frutto dell’eccellenza dell’industria italiana e dei ricercatori dell’INAF. L’Agenzia Spaziale Italiana ha inoltre garantito il finanziamento e il coordinamento per la realizzazione dei telescopi e del catalogo degli astri. Questa sinergia tra istituzioni pubbliche e imprese private dimostra come l’esplorazione del cosmo produca innovazione e competenze di altissimo livello. Attraverso questa vasta indagine, Plato ci aiuterà a comprendere se il nostro pianeta sia un caso isolato o una realtà diffusa nell’universo.

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Pierluigi Larotonda
Laureato in Economia, ha collaborato col giornale web primaPrato, cronaca, e con Bisenziosette, settimanale carta stampata, occupandosi soprattutto di arte e libri. Ha scritto alcuni articoli culturali su Affari Italiani (2009). Conduce da molti anni il programma culturale Racconti Urbani su Radiocanale7 (arte, letteratura, storie metropolitane). Accanito lettore, tra i suoi libri l'almanacco calcistico NAZIONALI SENZA FILTRO (prefazione dell'osservatore tecnico azzurro del 2006, Giampiero Ceccarelli) e il saggio inchiesta IL DELITTO AMMATURO (presentato in Sala Stampa Camera dei Deputati l'8 novembre 2022 e con prefazione del giornalista Simone Di Meo). Ultimo volume pubblicato: Pali Azzurri, almanacco illustrato dei portieri della Nazionale italiana - prefazione di Giovanni Galli