Tumori precoci in aumento, l’allerta del Gemelli: cresce l’incidenza sotto i 50 anni – Il tumore non è più una malattia che riguarda solo l’età avanzata. A lanciare l’allarme è il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, che segnala un aumento preoccupante dei tumori a insorgenza precoce, diagnosticati cioè in persone con meno di 50 anni. Un cambiamento profondo nello scenario oncologico, che sta modificando il modo di osservare, prevenire e curare la malattia.
Negli ambulatori e nei reparti oncologici arrivano sempre più spesso pazienti giovani, spesso nel pieno della vita lavorativa e familiare, che si trovano ad affrontare una diagnosi inattesa. Tumori come quelli del colon-retto, del pancreas e del polmone, un tempo tipici dell’età più avanzata, stanno comparendo con maggiore frequenza in fasce di popolazione che fino a pochi anni fa non rientravano nei principali programmi di prevenzione.
Secondo gli specialisti del Gemelli, si tratta di un fenomeno reale e strutturale, non di un’eccezione statistica. Le proiezioni indicano che, se il trend attuale non verrà invertito, il numero di casi potrebbe crescere in modo significativo nei prossimi decenni. Una prospettiva che impone una riflessione urgente sul ruolo degli stili di vita moderni e sull’organizzazione dei sistemi sanitari.
Tumori precoci, l’alimentazione tra le possibili cause
Le cause non sono ancora del tutto chiarite, ma il quadro che emerge è complesso. Alimentazione squilibrata, ricca di cibi ultra-processati, sedentarietà, aumento del sovrappeso e dell’obesità sembrano giocare un ruolo importante. A questi fattori si aggiungono elementi ambientali e alterazioni dell’equilibrio intestinale, che potrebbero contribuire allo sviluppo della malattia in età sempre più giovane. Non va escluso, inoltre, il peso di predisposizioni genetiche che spesso rimangono sconosciute fino alla diagnosi.
Un altro nodo critico riguarda la diagnosi. Nei pazienti under 50 i sintomi vengono frequentemente sottovalutati o attribuiti a disturbi comuni: stanchezza, dolori addominali, cambiamenti dell’alvo, anemia o perdita di peso possono non destare subito sospetto. Questo porta spesso a diagnosi tardive, quando il tumore è già in fase avanzata e il percorso di cura diventa più complesso.
Per rispondere a questa nuova sfida, il Policlinico Gemelli sta puntando su un modello di oncologia integrata che unisce assistenza, ricerca e innovazione. L’obiettivo è anticipare la malattia attraverso diagnosi sempre più precise, sviluppare terapie mirate e personalizzate e utilizzare in modo avanzato i dati clinici per migliorare le decisioni terapeutiche. La medicina di precisione diventa così uno strumento centrale per affrontare tumori che colpiscono pazienti sempre più giovani e con caratteristiche biologiche spesso diverse da quelle tradizionali.
Allo stesso tempo, cresce il dibattito sulla necessità di ripensare le strategie di prevenzione. L’idea di anticipare gli screening oncologici per alcune fasce di popolazione, soprattutto in presenza di fattori di rischio o segnali sospetti, non è più considerata un’ipotesi estrema, ma una possibile risposta a un problema emergente.
Il messaggio che arriva dal Gemelli è chiaro: i tumori precoci non sono più un’eccezione. Serve maggiore consapevolezza, sia tra i cittadini sia tra i professionisti sanitari, per riconoscere i segnali della malattia e intervenire tempestivamente. Perché la lotta contro il cancro passa anche dalla capacità di adattarsi a una realtà che cambia, dove l’età non rappresenta più una garanzia di protezione.














