Gaeta Sociale comunica: "A quanti ci hanno interpellato, anche con toni provocatori, in merito alla questione delle concessioni balneari, rispondiamo presentando una proposta concreta: un contributo che rispecchia appieno la nostra visione della politica e la nostra natura di laboratorio politico propulsivo. L’Ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 10 luglio (pubblicata il 22 luglio) sul caso "Balneari Rimini II" ha segnato un punto di svolta fondamentale. La Corte ha stabilito che la "scarsità della risorsa" — presupposto essenziale per l'applicazione della Direttiva Bolkestein — non può essere data per scontata, ma deve essere formalmente accertata dall'autorità nazionale competente.
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A livello nazionale, il Governo italiano ha già attestato con la Nota del 6 ottobre 2023 che la risorsa costiera non è scarsa. Pertanto, l'obbligo di gara pubblica e il divieto di rinnovo automatico si applicano esclusivamente se il singolo Comune accerta motivatamente che la risorsa sia scarsa sul proprio specifico territorio. La Corte di Lussemburgo ha stabilito che spetta esclusivamente al Governo mappare il territorio, mentre al giudice nazionale spetta solo un controllo di coerenza.
Crolla così il castello accusatorio di certa sinistra demagogica e ostile al tessuto produttivo, una sinistra punitiva nei confronti di chi fa impresa che voleva spalancare le porte alle gare subito sulla pelle dei lavoratori, basandosi su una presunta rarità del bene spiaggia mai oggettivamente provata. Il punto centrale è che l’obbligo di messa a gara scatta solo e soltanto in presenza di una comprovata “scarsità delle risorse naturali”. Il caso “Balneari Rimini II” ha permesso di blindare l’applicazione dell’Articolo 12 della Direttiva Bolkestein.
Nei punti 55-57 dell’ordinanza, la Corte affida ai magistrati italiani quattro compiti precisi e sequenziali:
1. Verificare che il Consiglio dei Ministri sia l’autorità legittimata a effettuare la valutazione della risorsa;
2. Accertare che i criteri usati nella nota del 2023 siano astratti, generali, proporzionati e non discriminatori;
3. Assicurarsi che tale nota abbia carattere vincolante nell’ordinamento interno;
4. Verificare se il diritto nazionale consenta ai singoli Comuni (come Gaeta) di discostarsi dai dati nazionali solo laddove esistano evidenze locali di scarsità e solo se abbiano la competenza a derogare — competenza che per legge non possiedono, avendo solo funzioni amministrative delegate in primo luogo dall’Agenzia del Demanio e, in secondo luogo, dalle Regioni nell’ambito della competenza costituzionale sul Governo del territorio.
Sul nostro litorale la risorsa spiaggia non presenta alcuna scarsità: a seguito dell’adozione definitiva del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) nel gennaio 2026, il Comune di Gaeta garantisce oltre il 51% di spiagge libere, nel pieno rispetto della Legge Regionale del Lazio, prevedendo al contempo l'assegnazione di 20 nuove concessioni.
È lapalissiano che sul territorio comunale ci sia un'ampia disponibilità di aree demaniali idonee, rendendo illegittima qualsiasi disapplicazione automatica delle normative nazionali a tutela dei concessionari.
Basta demagogia contro chi fa impresa a Gaeta, gli attacchi sferrati da certa sinistra demagogica e ostile al tessuto produttivo contro i balneari rappresentano un atto di acredine del tutto ingiustificato che reca un danno diretto all'intera città di Gaeta. Il più delle volte risulta incomprensibile questo accanimento sistematico verso chi ha scelto di fare impresa sul territorio, costruendo un'attività con sacrifici, investimenti continui e coraggio imprenditoriale. Sminuire il lavoro altrui è un atteggiamento miope, distruttivo e irresponsabile. Criminalizzare chi opera legalmente nel settore turistico è inaccettabile.
Chi bolla le tariffe degli stabilimenti balneari come "esorbitanti" ignora completamente le dinamiche del mercato turistico italiano, l'offerta di Gaeta è pienamente competitiva ed equi-distribuita rispetto all'elevato standard dei servizi di assoluta eccellenza. A danneggiare l'immagine della città non sono gli operatori economicamente attivi, bensì il disfattismo ideologico e le denigrazioni scagliate dai leoni da tastiera. Chi critica nascondendosi dietro l’anonimato, senza metterci la faccia, dimostra una totale assenza di argomenti e credibilità.
Le porte dell'Amministrazione, sino ad oggi, sono sempre state aperte al confronto serio e costruttivo. Temi fondamentali dello sviluppo turistico si discutono nei tavoli istituzionali con soluzioni percorribili, non attraverso la gogna mediatica di chi sa solo insultare.
Principi Guida del Movimento Gaeta Sociale
- La crescita economica si ottiene favorendo la nascita di nuove imprese e difendendo il tessuto delle micro e piccole aziende familiari esistenti, non svendendo il patrimonio locale a grandi gruppi finanziari o concentrando il reddito nelle mani di pochi monopolisti.
- Le evidenze pubbliche e le risorse private devono servire per recuperare e riqualificare le zone costiere oggi abbandonate, degradate o occupate abusivamente.
- Occorre superare la gestione "a macchia di leopardo" dei Comuni, che ha generato contenziosi infiniti, aumento dei costi burocratici ed estrema incertezza per gli operatori del settore.
CONCESSIONI BALNEARI A GAETA: NON SERVE ESPROPRIARE CHI LAVORA, SERVE RIQUALIFICARE IL DEGRADO!
Mentre si continua a fare terrorismo psicologico sulle spiagge e sul futuro di tantissime famiglie, il Movimento Gaeta Sociale risponde con la concretezza dei fatti e del diritto.
La svolta europea: L’ordinanza della Corte di Giustizia UE parla chiaro. L’obbligo di gara e la direttiva Bolkestein scattano solo se la risorsa spiaggia è "scarsa".
Nel territorio comunale di Gaeta la risorsa demaniale non risulta scarsa: l'adozione del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) del gennaio 2026 consente infatti il rilascio di 20 nuove concessioni, pur mantenendo la quota di litorale libero al di sopra della soglia del 50% prescritta dalla normativa regionale.
Cosa significa? Che sul nostro territorio c'è spazio per investire senza distruggere chi ha creato valore in questi anni!
LA NOSTRA ANALISI PER L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
MORATORIA SUBITO E TUTELA DEI TITOLI AL 2033: Basta “Bolkestein” alla cieca! In assenza di un atto che certifichi la "scarsità" della risorsa a Gaeta, la disapplicazione delle proroghe al 2033 è illegittima. Il Comune blocchi i bandi in ordine sparso e si tuteli dal rischio di contenziosi e risarcimenti milionari.
VALORIZZARE LE AREE DA RIGENERARE, NON SMANTELLARE CHI GIÀ FUNZIONA: destabilizzare le attività turistiche consolidate non produce alcun valore economico per la città. Chiediamo che le
20 nuove opportunità previste dal PUA siano destinate prioritariamente alla riqualificazione di tratti di costa oggi abbandonati, degradati o privi di servizi, trasformando il degrado in risorsa per Gaeta.
LAVORO VERO E IMPRENDITORIA GIOVANILE: La vera concorrenza si fa ampliando l'offerta, non concentrando le concessioni nelle mani di pochi o grandi gruppi. Con i nuovi lotti del PUA creiamo: Decine di nuovi posti di lavoro per la nostra comunità. Nuove opportunità per giovani under 35 e disoccupati locali. Maggiori entrate per le casse del Comune da reinvestire in servizi.
Giù le mani dal lavoro di chi ha investito una vita nel nostro turismo. Si alla rigenerazione di Gaeta!
BASTA GIUNGLA BUROCRATICA! IL GOVERNO FACCIA CHIAREZZA, IL COMUNE DI GAETA AGISCA SUBITO.
I balneari non hanno bisogno di incertezza, ma di regole nazionali uniche, chiare e giuste. Il Movimento Gaeta Sociale torna all'attacco per difendere le imprese del nostro litorale da interpretazioni errate e dalla frammentazione regolatoria dei singoli Comuni!
BASTA CON IL "FEUDALESIMO" DEI COMUNI Il Governo e l’Agenzia del Demanio (proprietaria degli arenili) devono stabilire linee guida nazionali unitarie. Servono standard omogenei su tutto il litorale per ridurre i costi burocratici, evitare “milionari” contenziosi paralizzanti e garantire vera sostenibilità ambientale e accessibilità per tutti.
NO AL CAMBIO DI REGOLE IN CORSA (art. 37 codice della navigazione) È urgente un chiarimento governativo: la modifica dell'art. 37 del Codice della Navigazione (del 30/12/2009, operativa solo da luglio 2024) non si applica alle concessioni rilasciate prima del 2010!
- L'errore degli Enti Locali: Il rinnovo quadriennale non è un nuovo rilascio. Confondere la burocrazia del rinnovo con una nuova concessione è un errore grave che crea solo caos amministrativo e contenziosi.
- Le sentenze europee parlano chiaro: la direttiva Bolkestein non si applica alle concessioni antecedenti al 2009, sorte sotto il principio del "diritto di insistenza".
IL COMUNE DI GAETA PRENDA POSIZIONE Chiediamo all'Amministrazione Comunale di Gaeta di sollecitare immediatamente l'Agenzia del Demanio, le Autorità Governative e la Regione Lazio. Serve un'interpretazione corretta prima che la nostra costa sprofondi in una giungla di ricorsi e sentenze.
IL FUTURO È CHIARO: La bussola resta l'Art. 10, comma 1 della Legge 88/2001 (mai abrogato).
Per le imprese storiche che hanno creato valore sul territorio per decenni, l'incubo della Bolkestein deve essere definitivamente superato!
La Bolkestein è solo un fantasma smarrito di un passato da incubo oggi sorpassato.
Il futuro della nostra costa passa per la valorizzazione delle nuove risorse, non per il sacrificio di chi lavora.
DEMANIO MARITTIMO A GAETA: CHI PAGHERÀ IL CONTO DEI RICORSI? IL COMUNE RISCHIA UN SALASSO DI SPESE LEGALI E RISARCIMENTI MILIONARI!
Invece di proteggere il litorale e le imprese locali, il rischio di scelte amministrative azzardate sta per scatenare una vera e propria bomba ad orologeria sulle casse del Comune di Gaeta.
La nostra non è un'amministrazione di sinistra demagogica e contraria alle imprese: ha il dovere politico e morale di sostenere chi produce ricchezza. Il Movimento Gaeta Sociale lancia un allarme chiaro: procedere con bandi al buio e disapplicazioni illegittime significherà ricoprire la città di contenziosi milionari e paralizzanti.
I COSTI DI UNA GIUNGLA GIURIDICA: UN DANNO PER TUTTI I CITTADINI UN SALASSO MILIONARIO IN SPESE LEGALI E RISARCIMENTI Continuare a ignorare l’Ordinanza della Corte di Giustizia UE (10/07/2026) e le reali norme in vigore esporrà il Comune di Gaeta a centinaia di ricorsi amministrativi e risarcitori.
- Quanto ci costerà? Parliamo di centinaia di migliaia — se non milioni — di euro in parcelle legali, periti, spese di giudizio e richieste di indennizzo per l'esproprio dell'avviamento d'impresa.
- Chi paga? Se l’Amministrazione sbaglia strada, a coprire le spese legali e le soccombenze nei tribunali saranno tutti i cittadini di Gaeta con i soldi delle proprie tasse!
L'ERRORE SULL'ARTICOLO 37 DEL CODICE DELLA NAVIGAZIONE Gli Enti Locali continuano a commettere un errore concettuale grave, scambiando un semplice rinnovo quadriennale burocratico per un "nuovo rilascio". Applicare la modifica dell'art. 37 (operativa solo da luglio 2024) alle concessioni sorte prima del 2010 è un cambio di regole retroattivo ed illegittimo che crollerà sistematicamente di fronte ai giudici, lasciando il Comune soccombente e con i conti in rosso.
IL COMUNE INTERVENGA SUBITO PER EVITARE IL DISASTRO, Gaeta non può comportarsi come una giunta ideologica ostile al tessuto produttivo. Chiediamo con forza all'Amministrazione Comunale di Gaeta di interpellare immediatamente l'Agenzia del Demanio, il Governo e la Regione Lazio per ottenere la corretta interpretazione normativa. Procedere alla cieca senza attendere linee guida unitarie nazionali è un atto di irresponsabilità amministrativa che devasterà il bilancio comunale.
Guardare avanti con una certezza: l'Art. 10, comma 1 della Legge 88/2001 rimane il faro normativo da seguire.
Le nuove assegnazioni vanno fatte sulle spiagge libere e su quelle da riqualificare previste dal PUA, che sono ben 20, dove non ci sono contenziosi pendenti né diritti d'impresa da espropriare. Per le imprese storiche, la tutela del titolo al 2033 è l'unica garanzia per evitare il blocco del turismo e un disastro finanziario per il Comune.
Tutelare chi lavora e chi fa impresa significa proteggere anche i soldi di tutti i gaetani.
Basta azzardi legali sulla pelle della città!"





