Mennea, la Freccia del Sud che divenne grande a Formia

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Quello che possiamo certamente scrivere di Pietro Mennea è che è stato un grande atleta e un uomo tenace. Un personaggio vero, autentico. Primatista del mondo dei 200 metri piani per ben diciassette anni (dal 1979 al 1996), era soprannominato la Freccia del Sud ed è stato il più “nero” dei velocisti bianchi. Mennea ebbe il dono di incollare alla Tv gli italiani, come successe analogamente per il trionfo calcistico azzurro in Spagna ’82. Velocissimo, malgrado un fisico apparentemente normale, era in grado di recuperare durante le corse la distanza con quelli che gli stavano davanti. Memorabile il “recupera” pronunciato ben cinque volte dal telecronista Paolo Rosi nella gara dei 200 metri delle Olimpiadi di Russia. Il 28 luglio del 1980, Mennea vince l’oro a Mosca. Venti anni prima, un altro italiano, Livio Berruti, fu oro sui 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960.

Vinse la prima medaglia internazionale agli Europei di Helsinki 1971: bronzo nella 4×100 assieme a Guerini, Abeti e Preatoni.  

La sua guida storica fu Carlo Vittori che, nel Centro Bruno Zauli di Formia, preparò il grande atleta per le sfide più importanti, coronate da preziosi successi: bronzo olimpico nei 200 metri, 4 settembre 1972, alle Olimpiadi di Monaco (dietro a Borzov e Black) e lo storico record del mondo del 12 settembre 1979 a Città del Messico.

In Messico, Mennea fermò il cronometro sul 19″72 e la sua maglia 314 fece il giro del pianeta, entrando nell’Olimpo e nella storia. Una corsa con una progressione irresistibile, rabbiosa, tanto che Pietro tagliò il traguardo con quattro metri di vantaggio sul secondo, il polacco Leszek Dunecki. Grande fatica ed emozione, i suoi occhi spalancati sembravano due lanterne. Ci vollero ben diciassette anni perché l’impresa del ragazzo di Barletta -e anche molto formiano- fosse superata da un altro atleta, l’afroamericano Michael Johnson (23 giugno 1996). 

Il giornale vi regala un piccolo fumetto dedicato a questo campione dell’atletica mondiale

Ideazione e testi: Pierluigi Larotonda

Disegni: Niccolò Storai

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Pierluigi Larotonda
Laureato in Economia, ha collaborato col giornale web primaPrato, cronaca, e con Bisenziosette, settimanale carta stampata, occupandosi soprattutto di arte e libri. Ha scritto alcuni articoli culturali su Affari Italiani (2009). Conduce da molti anni il programma culturale Racconti Urbani su Radiocanale7 (arte, letteratura, storie metropolitane). Accanito lettore, tra i suoi libri l'almanacco calcistico NAZIONALI SENZA FILTRO (prefazione dell'osservatore tecnico azzurro del 2006, Giampiero Ceccarelli) e il saggio inchiesta IL DELITTO AMMATURO (presentato in Sala Stampa Camera dei Deputati l'8 novembre 2022 e con prefazione del giornalista Simone Di Meo). Ultimo volume pubblicato: Pali Azzurri, almanacco illustrato dei portieri della Nazionale italiana - prefazione di Giovanni Galli