Il dato emerge dall’ultimo aggiornamento epidemiologico diffuso dalla Regione Lazio insieme all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, aggiornato al 26 agosto 2026. In pochi giorni il quadro regionale ha registrato un ulteriore incremento, confermando una circolazione del virus che non riguarda più esclusivamente il territorio pontino. La provincia di Latina, con 25 casi, rappresenta l’area maggiormente interessata dall’infezione. Il dato assume particolare rilievo nel quadro complessivo regionale, anche se la diffusione del virus appare ormai più ampia.
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I casi sono stati registrati in diverse aziende sanitarie della Capitale. Sono 7 i casi nella Asl Roma 1, altrettanti nella Roma 2, mentre la Roma 3 ne conta 3. A questi si aggiungono 11 casi nella Roma 5 e 5 nella Roma 6. Il quadro regionale comprende inoltre 3 casi nella provincia di Viterbo e 2 in quella di Frosinone. La distribuzione territoriale mostra quindi una presenza del West Nile che attraversa diverse zone del Lazio. Latina rimane il principale focolaio regionale per numero di segnalazioni, ma l'interessamento di più province rende necessario mantenere alta l'attenzione sul fronte della sorveglianza.
Il West Nile virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. Nella maggior parte delle persone l'infezione può non provocare sintomi oppure manifestarsi con disturbi relativamente lievi. In una minoranza dei casi, tuttavia, il virus può interessare il sistema nervoso e provocare forme neuro-invasive più gravi. Per questo motivo, l'aumento dei casi non va interpretato esclusivamente attraverso il numero complessivo delle infezioni, ma anche considerando la tipologia delle manifestazioni cliniche e l'evoluzione della sorveglianza epidemiologica.
L'Istituto Superiore di Sanità, attraverso il sistema nazionale di sorveglianza integrata, monitora la diffusione del West Nile e delle altre infezioni trasmesse dalle zanzare. Il fenomeno interessa infatti non soltanto il Lazio, ma diverse regioni italiane.
Il confronto con il 2025
Il numero attuale va inoltre letto nel confronto con la stagione precedente. Alla fine di agosto 2025, il Lazio aveva raggiunto 218 casi, un dato sensibilmente superiore ai 63 casi registrati nell'aggiornamento del 26 agosto 2026. Il confronto non significa, tuttavia, che l'attuale situazione debba essere sottovalutata. La stagione di circolazione delle zanzare è ancora in corso e i dati epidemiologici possono cambiare rapidamente nelle prossime settimane.
Prevenzione, la prima misura resta quella contro le zanzare
In assenza di una terapia antivirale specifica per l'infezione da West Nile, la prevenzione delle punture rappresenta uno degli strumenti fondamentali per ridurre il rischio di contagio. Le raccomandazioni comprendono l'utilizzo di repellenti, l'impiego di zanzariere e la riduzione, per quanto possibile, dei luoghi in cui le zanzare possono riprodursi, come piccoli ristagni d'acqua presenti nei pressi delle abitazioni. La situazione laziale resta dunque sotto osservazione. I 63 casi confermati rappresentano una fotografia aggiornata al 26 agosto, con Latina ancora in testa alla distribuzione territoriale, ma con una circolazione ormai documentata anche nell'area romana e nelle province di Viterbo e Frosinone.
Per il momento, il dato più importante è la necessità di continuare a monitorare l'andamento dell'infezione senza creare allarmismi, ma mantenendo alta l'attenzione soprattutto nelle aree dove la presenza del virus è stata maggiormente documentata.





