Una cicca accende il rogo: i Carabinieri Forestali individuano il presunto responsabile

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Una cicca accende il rogo: i Carabinieri Forestali individuano il presunto responsabile – Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Latina, nel corso di controlli ambientali in
materia di incendi boschivi, sono intervenuti in Comune di Latina, Strada della Segheria, località Argilla,
dove era in atto un incendio in via di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco di Latina.
Le fiamme, alimentate dal vento, avevano lambito parte di vegetazione seccagginosa di un terreno
seminativo e parte di un’area boscata, popolata da essenze di eucalipto, che si estende lungo un fosso di
confine ed in una porzione di terreno che raggiunge la Strada Statale 148 “Pontina”.
Nel corso del sopralluogo, finalizzato alla individuazione del punto di innesco delle fiamme, è stato sentito
a sommarie informazioni testimoniali un soggetto che si adoperava a spegnere le fiamme con un tubo
dell’acqua.


Il soggetto dichiarava di essersi accorto delle fiamme verso le ore 17.30, ma precedentemente era transitato
sul suo terreno (punto in cui si sono sviluppate le fiamme) per verificare il posto in cui avrebbe dovuto
effettuare il giorno seguente un trattamento con diserbante.
In questa circostanza ha ammesso che, nel transitare sul terreno, aveva gettato a terra involontariamente
una cicca di sigaro e che molto probabilmente le fiamme si erano sviluppate in quel punto.
Alla luce di quanto dichiarato, constatati i fatti ed effettuata l’attività d’indagine, i militari procedeva
denunciare a piede libero all’Autorità Giudiziaria competente il presunto responsabile dell’incendio
boschivo, reato previsto espressamente dall’articolo 423 bis del Codice Penale.
La superficie percorsa dal fuoco è stata stimata in circa ha 1.00.00 tra sterpaglie ed area boscata.
I militari, al fine di individuare con esattezza il punto di origine dell’incendio, hanno messo in atto il
Metodo delle Evidenze Fisiche (M.E.F.).
Il M.E.F. è infatti un sistema d’indagine che permette, sulla base di rilevi tecnici inerenti alla tipologia di
soprassuolo boscato bruciato, alle condizioni del vento, all’orografia del terreno e di altre evidenze fisiche
(ad esempio corteccia bruciata, segni sul terreno, sulle pietre e sulla vegetazione) di risalire all’origine
dell’incendio ed in particolare al punto di innesco.
Il risultato delle attività condotte mediante l’applicazione del M.E.F. ha confermato che il punto d’innesco
dell’incendio coincide con quello che l’interessato ha dichiarato essere quello dove aveva gettato in
precedenza il mozzicone di sigaro.


I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di
prevenzione e repressione dei reati a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando cittadini e
imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di gestione del terreno e della proprietà al fine di
prevenire fenomeni di fuochi che possono sfociare in veri e proprio incendi con le conseguenze devastanti
in termini di perdita di biodiversità ed ecosistemi. Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle
Autorità – eventualmente ricorrendo al numero gratuito di emergenza ambientale 1515 dei Carabinieri Forestali – i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un
danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.
I procedimenti si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli l’indagati vale il principio di non
colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.