In questi giorni il tema della presenza degli alunni stranieri nelle classi è tornato al centro del dibattito politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di un provvedimento che dovrebbe introdurre un numero massimo di studenti stranieri per classe, nell’ambito delle nuove misure sulla scuola.

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È proprio alla luce di questo annuncio che assume particolare significato la testimonianza di Paola Villa, che racconta l’esperienza vissuta nella sua classe durante l’anno scolastico 2025-2026: dodici ragazzi, provenienti da esperienze, culture e Paesi diversi, che nel corso dell’anno hanno costruito un gruppo unito, senza che la presenza di alunni di origine straniera diventasse motivo di esclusione per gli altri.

Una testimonianza dal vissuto quotidiano della scuola che apre una riflessione: il problema è davvero la presenza di alunni stranieri nelle classi, oppure sono soprattutto il numero complessivo degli studenti, le risorse disponibili e le condizioni in cui gli insegnanti sono chiamati a lavorare a fare la differenza? Di seguito le parole di Paola Villa : "In quella classe c'erano 12 alunni, 6 femmine e 6 maschi. E la parità di genere era salva. Tutti molto incuriositi di iniziare il nuovo percorso: la scuola media. Sentirsi un po' più grandi ed avere a che fare con i ragazzi più grandi.

Gli alunni non provenivano dalla stessa scuola elementare, alcuni la scuola elementare l'avevano fatta all'estero altri qui in Italia e qualcuno a Formia. Le nazionalità era tante: avevamo due bengalesi, una nigeriana, un egiziano, un ucraino e una con un genitore tunisino e l'altro italiano, una giorgiana, poi c'era chi viveva al centro di Formia, chi su a Trivio, chi a Maranola...una classe geograficamente molto interessante.

Tutti i ragazzi con la voglia di conoscersi, nessuno intimorito da una pelle più scura o da un accento straniero, ma tutti con la voglia di conoscersi. Nei mesi che passavano i ragazzi si trasformavano sempre più in un corpo unico: tutti sbuffavano per quelle ultime tre ore di italiano, storia e geografia del venerdì e tutti chiedevano di avere i risultati dei problemi e delle espressioni al compito in classe di matematica.

Quel corpo unico faceva da scudo a chi aveva difficoltà a stare al passo con i nuovi ritmi della scuola media, fosse italiano o straniero, quel corpo era la "coperta di Linus" per tutti. E chi lo dimentica quel mese del Ramadan, cercammo tutte le scuse per rimandare festeggiamenti e sorprese mangerecce e rispettare chi durante le "ore di luce" non poteva o meglio non voleva mangiare per scelta religiosa...per trovarci dopo qualche settimana a riflettere sul digiuno dalla carne dei venerdì, che ci sono nel periodo della quaresima cattolica, concludendo che la volontà dei musulmani nel rispettare i "dictat" della fede batte senza alcun dubbio la volontà dei cattolici nell'obbedire ai "dictat" della loro fede. E ci facemmo anche delle interessanti discussioni "scientifiche" sul significato storico ed economico legato a quelle scelte.

Però poi tutti ci ritrovammo a festeggiare la fine dell'anno scolastico, perché "prof sappiamo che è vietato fare le feste a scuola, ma in realtà noi abbiamo portato la merenda per tutti. Non è una festa!". Io non so quale sia, per chi ci comanda al governo, il numero massimo di ragazzi stranieri per classe, ma di una cosa sono certa che nella nostra 1 A durante l'anno scolastico 2025-2026 nessuno si è sentito escluso e soprattutto nessun italiano si è sentito " messo all'angolo".

E averli ritrovati quest'anno più grandi di altezza, ancora più motivati nello spirito e anche con qualche "new entry", mi rende una professoressa orgogliosa e fortunata per quanto io sto imparando da tutta quella molteplicità di parole, dialetti, lingue, colori, usanze e modi di fare e mangiare che mi piacerebbe avere la premier Giorgia Meloni e tutti i suoi ministri a trascorrere una intera giornata con noi... così forse sarebbe più chiaro per loro che non esiste "un numero massimo di alunni stranieri per ogni classe". No, non esiste proprio.

Esiste sì un numero massimo di alunni per classe, quello sì che dovrebbe esistere senza tener conto di stranieri e alunni con disabilità, quello dovrebbe esistere per garantire a tutti una scuola migliore. "