L'estate sta cedendo il passo all'autunno, e con essa si conclude ufficialmente una straordinaria stagione riproduttiva delle nostre amate tartarughe marine Caretta caretta lungo le coste del basso Lazio. Quest’anno più che mai le nostre spiagge si dimostrano un rifugio d'elezione per la nidificazione di questa specie protetta. Da Sperlonga a Gaeta (ricordate il meraviglioso nido all'Ariana?), passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse.

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Nel pomeriggio di martedì, anche l'ultimo capitolo di questa stagione si è scritto proprio sull'isola di Ventotene, dove, il personale del servizio naturalistico dell'Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido isolano, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull'isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta.

"Un sentito ringraziamento va rivolto a tutti i cittadini e agli operatori balneari che, con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale" afferma Fabio Refini, Direttore dell'Ente Parco, che aggiunge anche "una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l'attività dei nostri ricercatori per l'analisi e l'elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.” Appuntamento alla prossima avventura, sul bagnasciuga!