È stata consegnata ieri mattina a Latina, presso la Sala Conferenze del Polo Pontino della Sapienza – Università di Roma, la Medaglia d’Onore conferita alla memoria di Elpidio Iadicicco e Zenobio, due Internati Militari Italiani che vissero la deportazione durante la Seconda guerra mondiale. La cerimonia, organizzata dalla Prefettura di Latina in occasione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, ha visto la consegna dei riconoscimenti da parte del prefetto Vittoria Ciaramella. A ritirare le medaglie sono stati i familiari dei decorati: per Iadicicco il nipote Daniele Elpidio Iadicicco, mentre per Zenobio il nipote Francesco Zenobio, entrambi alla presenza del sindaco di Formia Gianluca Taddeo, che ha voluto rendere omaggio alle loro memorie.

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"Questi riconoscimenti rappresentano un tributo alla memoria di uomini che hanno affrontato la deportazione e la prigionia senza rinunciare alla propria dignità. Custodire le loro storie significa trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà, della pace e del rispetto della persona. Come Amministrazione comunale, siamo vicini alle famiglie e intendiamo mantenere vivo il ricordo di chi ha vissuto le tragedie della guerra", ha dichiarato il sindaco Gianluca Taddeo.

Elpidio Iadicicco, dalla deportazione al ritorno a Formia - Nato il 17 settembre 1922, Elpidio Iadicicco fu arruolato nell’Aeronautica a Capodichino il 3 aprile 1943 e destinato all’aeroporto di Agrinion, in Grecia. Dopo l’8 settembre venne catturato dai tedeschi per aver rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e deportato nel campo di prigionia e lavoro di Prenzlau, in Germania.

Qui trascorse quasi due anni tra lavoro coatto, fame e freddo, con conseguenze sulla propria salute. Liberato l’8 maggio 1945, affrontò il lungo viaggio di ritorno in Italia, percorrendo, secondo il racconto della famiglia, circa 1.700 chilometri. Dopo un ulteriore periodo di servizio militare, nel 1946 tornò alla vita civile. Visse e morì a Formia, dove oggi la Medaglia d’Onore ne mantiene vivo il ricordo.

Francesco Zenobio, la prigionia dopo l’8 settembre - Nato l’11 novembre 1918, Francesco Zenobio, originario di Minturno, era arruolato nella Guardia di Finanza e si trovava in Albania all’epoca dell’armistizio. Dopo l’8 settembre 1943 fu catturato e deportato dai tedeschi, attraversando diverse strutture di prigionia, tra cui il campo di Görlitz-Stalag, in Polonia. Fu liberato il 27 agosto 1945, dopo un lungo periodo di internamento e sofferenze.

Nel corso della mattinata sono stati ricordati complessivamente nove decorati, attraverso testimonianze, approfondimenti storici, letture degli studenti e proiezioni dedicate alla deportazione e all’internamento.

La Medaglia d’Onore restituisce così alla memoria pubblica le vicende di uomini che hanno vissuto la tragedia della guerra, mantenendo vivo il valore della testimonianza per le generazioni future.