Casa Vinicola Ciccariello, secondo argento consecutivo al Concorso Enologico Internazionale “Città del Vino” – Ci sono riconoscimenti che valgono più di una medaglia. Perché raccontano una storia fatta di sacrifici, di affetti e di un’eredità custodita con amore. È con questo spirito che Paolo, Alessandro e Claudio Ciccariello hanno accolto la seconda medaglia d’argento consecutiva conquistata dalla Casa Vinicola Ciccariello al XXIV Concorso Enologico Internazionale “Città del Vino”, svoltosi nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio. Un premio che ha il sapore della continuità e della memoria. Oggi sono loro, i tre fratelli, a portare avanti un progetto nato oltre sessant’anni fa grazie ai genitori, che con passione e sacrificio hanno costruito le fondamenta di un’azienda diventata punto di riferimento nel settore vitivinicolo.
Ai microfoni di Lazio TV, i fratelli Ciccariello hanno raccontato: «È una grandissima soddisfazione per la nostra famiglia e per la nostra azienda», raccontano con emozione. «I nostri genitori non ci sono più, ma ogni giorno continuiamo il cammino che hanno iniziato. Questo riconoscimento è dedicato anche a loro.» Ancora una volta è stato il Merlot, fiore all’occhiello della produzione Ciccariello, a conquistare la giuria internazionale, confermando la qualità di un vino nato dall’equilibrio tra tradizione e innovazione. Dietro ogni bottiglia, però, non c’è soltanto tecnica. C’è una famiglia che ha scelto di non disperdere un patrimonio di esperienza e di trasformarlo in una sfida quotidiana.
«Il segreto? La passione. L’amore per questo lavoro. Per fare un buon vino bisogna metterci il cuore. I nostri genitori ci hanno lasciato un sapere immenso e noi cerchiamo ogni giorno di esserne all’altezza.» Parole semplici, ma che racchiudono il senso di una vita trascorsa tra vigne, cantina e sacrifici. Una dedizione che oggi trova conferma in un premio prestigioso, ma che guarda già al futuro. «Due medaglie d’argento sono una gioia immensa, ma il nostro obiettivo è continuare a crescere»
Un sogno che passa anche attraverso le difficoltà imposte dai cambiamenti climatici, capaci di mettere ogni anno alla prova il lavoro dei produttori. «Il clima ci preoccupa sempre di più, ma esperienza, attenzione e competenza ci aiutano ad affrontare ogni stagione. Cerchiamo di prevenire i problemi prima che diventino tali, senza mai perdere di vista la qualità.» La cerimonia di premiazione è stata anche l’occasione per ribadire il valore del vino come patrimonio culturale e identitario del Paese. Nel corso dell’evento è stato ricordato come il vino non rappresenti soltanto un’eccellenza agroalimentare, ma un autentico racconto del territorio, della storia e delle tradizioni italiane.
Con le sue 530 Indicazioni Geografiche e oltre 500 Città del Vino, l’Italia continua a essere uno dei principali protagonisti del panorama enologico mondiale. Ogni bottiglia diventa un invito a conoscere paesaggi, borghi, persone e culture che rendono unico il nostro Paese.

L’edizione 2026 del concorso ha visto la partecipazione di circa 1.500 campioni tra vini e distillati, assegnando 62 medaglie d’oro e 313 medaglie d’argento. Tra queste c’è anche quella conquistata dalla Casa Vinicola Ciccariello, un risultato che premia non soltanto un vino, ma una famiglia che ha saputo trasformare il ricordo dei propri genitori in una forza capace di guardare avanti.

Per Paolo, Alessandro e Claudio quella medaglia non rappresenta un punto di arrivo. È un nuovo punto di partenza. Perché ogni vendemmia è una promessa, ogni bottiglia racconta una storia e ogni calice porta con sé il profumo di una terra, il valore del lavoro e l’amore di una famiglia che, da oltre sessant’anni, continua a credere che il vino più buono sia quello fatto con il cuore.















