Giochi online e pubblicità: Google mette in atto la good policy health

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Il mondo dei giochi è sempre in fermento, soprattutto per quel che concerne la regolamentazione. Il prossimo aggiornamento, però, arriva direttamente da Google e dalla sua Gaming and Games Policy. Per il grande colosso, infatti, non basterà più la licenza legale del Paese di riferimento per rendere sufficiente la pubblicazione degli annunci.

Per poter ottenere l’autorizzazione bisognerà rispettare il requisito di good policy health, ovvero il criterio di un’adeguata conformità alle norme. A partire dal 14 settembre 2026 Google analizzerà attentamente gli account degli inserzionisti. Se dall’account di Google Ads risulteranno delle violazioni, non sarà concessa la possibilità di effettuare promozioni. Laddove questa sia già presente potrà essere anche revocata.

Inoltre, le licenze non potranno più riguardare sotto-domini, in quanto non sarà concessa l’autorizzazione a quei domini che non siano direttamente collegati agli enti che propongono giochi e scommesse. Potranno finire sotto l’occhio del ciclone anche i Manager Account, di cui si servono le agenzie, per la gestione dei profili. Se una gestione dovesse accumulare ripetute infrazioni, Google provvederà a bloccare l’agenzia impedendole di certificare altri profili.

Il provvedimento di Google è di certo ascrivibile all’interesse nel mantenere un controllo stringente su un mercato che continua a registrare una crescita importante. Stando infatti al report sull’Online Gambling pubblicato da Mordor Intelligence, il valore del mercato globale dell’iGaming ha ormai superato i 120 miliardi di dollari proprio nel 2026, trainato in grandissima parte dal segmento dei casinò digitali.

In questo quadro le preferenze degli utenti si concentrano soprattutto sui grandi classici da tavolo, come le roulette, che prima erano protagonisti delle sale da gioco fisiche. Oggi, anche grazie alle disparate varianti, questi giochi a distanza rappresentano una fetta consistente dei volumi di raccolta sui portali autorizzati.

Per questo Google, ma anche altri Stati europei, si affidano sempre più di frequente a normative in grado di ostacolare l’ingresso nel circuito dei giochi online di intermediari non trasparenti. In Belgio ci sono le restrizioni più rigide, ma anche in Spagna è stato emanato di recente l’obbligo di inserire avvertenze chiare nei messaggi promozionali.

Ripulire l’ecosistema pubblicitario è oggi solo una delle strade percorribili per un monitoraggio accurato del settore e per elevare lo stato di tutela degli utenti.