Il nome può far pensare a una malattia legata esclusivamente a una determinata regione italiana. In realtà, il Toscana virus (TOSV) è presente in diverse aree del Mediterraneo ed è conosciuto dalla comunità scientifica da oltre mezzo secolo. È tornato in questi giorni sotto i riflettori dopo che Tommaso Paradiso ha raccontato sui social di aver contratto l’infezione in seguito alla puntura di un pappatacio. Il cantante ha spiegato di essere in fase di guarigione, ma di non essere ancora tornato al massimo della forma.
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Il Toscana virus è un arbovirus, cioè un virus trasmesso attraverso la puntura di un artropode. Nel caso del TOSV il vettore è rappresentato dai flebotomi, comunemente chiamati pappataci. Il virus fu isolato per la prima volta in Toscana nel 1971, da cui deriva il suo nome. Da allora è stato identificato in diverse zone dell'area mediterranea. In Italia è considerato un virus endemico e la sua circolazione è particolarmente importante durante i mesi più caldi.
Il contagio avviene attraverso la puntura di un pappatacio infetto . Non si tratta quindi di un virus trasmesso dalle normali zanzare e, soprattutto, non è considerato un'infezione che si trasmette normalmente da una persona all'altra. I pappataci sono insetti molto piccoli, generalmente più difficili da individuare rispetto alle zanzare. La loro attività aumenta soprattutto nella stagione calda. Nella maggior parte delle persone l'infezione può essere asintomatica oppure provocare una forma lieve. Quando compaiono, i sintomi possono comprendere:
- febbre;
- forte mal di testa;
- stanchezza e debolezza;
- dolori muscolari;
- nausea e vomito;
- malessere generale.
Il periodo di incubazione è generalmente di alcuni giorni e può arrivare fino a circa due settimane. La forma febbrile normalmente si risolve spontaneamente nell'arco di alcuni giorni.
Quando può diventare più serio
Il principale motivo per cui il Toscana virus viene seguito con attenzione dagli infettivologi è la possibilità, seppur meno frequente, di un interessamento del sistema nervoso centrale. In alcuni casi l'infezione può infatti provocare meningite, encefalite o meningoencefalite. L'Istituto Superiore di Sanità lo considera una delle cause rilevanti di meningiti e meningo-encefaliti estive nei Paesi mediterranei. Questo non significa, però, che una persona punta da un pappatacio svilupperà necessariamente una forma grave: la maggior parte delle infezioni decorre in maniera asintomatica o paucisintomatica .
Il caso di Tommaso Paradiso
A riportare il Toscana virus all'attenzione del grande pubblico è stato proprio il caso di Tommaso Paradiso. Il cantautore ha dichiarato attraverso le proprie Instagram Stories di essere stato punto da un pappatacio e di aver contratto il virus. Ha inoltre comunicato di essere in fase di guarigione, ma di non essere ancora completamente ristabilito. L'infezione lo ha costretto a rinunciare a due appuntamenti musicali all'Arena di Verona, tra cui gli eventi RTL Power Hits e Radio Zeta Future Hits.
Come proteggersi dai pappataci
Non esiste un vaccino di uso comune contro il Toscana virus. La prevenzione passa quindi soprattutto dalla riduzione delle punture dei pappataci. È consigliabile utilizzare repellenti appropriati, indossare abiti che coprano braccia e gambe quando ci si trova nelle zone a rischio e adottare misure che limitino l'ingresso degli insetti negli ambienti domestici.
Un virus da conoscere, senza allarmismi
Il caso di Tommaso Paradiso ha riportato l'attenzione su un'infezione presente in Italia da molti anni. Il Toscana virus non è un nuovo virus e non rappresenta, di per sé, motivo di allarme generalizzato. La maggior parte delle infezioni è lieve o addirittura passa inosservata. Tuttavia, davanti a febbre importante associata a un forte mal di testa, vomito, rigidità del collo, confusione o altri sintomi neurologici, è importante rivolgersi tempestivamente a un medico. La conoscenza del virus e delle modalità di trasmissione rimane quindi la principale arma di prevenzione, soprattutto durante i mesi in cui i pappataci sono maggiormente attivi.





