L’AI sostituirà le segretarie? Erasmo Marciano spiega perché la vera rivoluzione è un’altra

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Negli ultimi anni il dibattito sull’intelligenza artificiale si è spesso concentrato su una domanda tanto semplice quanto fuorviante: le macchine sostituiranno le persone? In particolare, ruoli operativi come quello della segretaria o dell’assistente amministrativo sono stati indicati tra i più esposti al rischio automazione. Ma questa visione, per quanto diffusa, rischia di non cogliere la trasformazione reale in atto nelle aziende.

Secondo Erasmo Marciano,  osservatore delle dinamiche legate all’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, il punto non è la sostituzione, bensì l’evoluzione del lavoro umano.

Il paradosso delle attività a basso valore

“Oggi molte figure amministrative vengono impiegate in attività che non sfruttano realmente le loro competenze”, spiega Marciano. “Parliamo di operazioni ripetitive come leggere email, estrarre informazioni, copiarle in altri sistemi e assegnare compiti.” Si tratta di attività necessarie, ma a basso valore aggiunto, che occupano una parte significativa del tempo lavorativo.

Il risultato è un paradosso: risorse qualificate vengono impiegate in mansioni che potrebbero essere automatizzate, mentre il lavoro più strategico – quello che richiede giudizio, contesto e capacità relazionale – resta spesso compresso.

Dall’automazione dei task alla trasformazione dei ruoli

Le tecnologie oggi disponibili permettono già di ridisegnare questi flussi operativi. Un esempio concreto: una richiesta inviata tramite un sito web può essere automaticamente letta da un sistema di intelligenza artificiale, che ne estrae le informazioni rilevanti, genera una scheda operativa su una piattaforma di gestione (come Trello o strumenti analoghi) e assegna il compito al team competente.

Un processo che fino a ieri richiedeva diversi passaggi manuali può essere oggi gestito in modo automatico e continuo. “Questo non elimina il ruolo umano”, sottolinea Marciano. “Lo sposta semplicemente a un livello superiore.”

Più efficaci, non solo più efficienti

La differenza, secondo Marciano, è sostanziale. “Molti parlano di efficienza, ma il vero cambiamento riguarda l’efficacia. L’intelligenza artificiale accelera i processi, ma sono le persone a dare direzione e qualità al lavoro.” Liberate dalle attività ripetitive, figure come le segretarie possono concentrarsi su:

  • gestione delle priorità
  • coordinamento tra team
  • relazione con clienti e stakeholder
  • gestione delle eccezioni

In altre parole, su ciò che richiede competenze propriamente umane.

Collaborazione, non sostituzione

La narrazione “uomo contro macchina” appare quindi sempre meno aderente alla realtà operativa. “Non è una sfida tra esseri umani e intelligenza artificiale”, afferma Marciano. “È una collaborazione. L’AI esegue, le persone interpretano e decidono.” Questo modello ibrido sta già emergendo in molte organizzazioni, soprattutto in contesti dinamici come startup e aziende digitali, dove la velocità operativa è un fattore competitivo cruciale.

Il vero vantaggio competitivo

Le aziende che stanno adottando con successo queste tecnologie non sono necessariamente quelle che riducono il personale, ma quelle che riescono a ridisegnare i processi. Automatizzare significa ridurre errori, tempi morti e attività ridondanti. Ma soprattutto significa liberare risorse per attività a maggiore impatto. La domanda, quindi, cambia radicalmente.

Non è più: “Quali lavori verranno sostituiti?” Ma piuttosto: “Come possiamo utilizzare meglio il lavoro umano, affiancandolo all’intelligenza artificiale?”

Una trasformazione già in corso

La trasformazione non è futura. È già in atto. E riguarda meno la scomparsa dei ruoli e più la loro evoluzione. “Il rischio non è essere sostituiti dall’AI”, conclude Marciano. “Il rischio è continuare a lavorare come se l’AI non esistesse.” Email :aideverasmo@gmail.com