Il caldo uccide? A Latina i dati ufficiali dicono che durante alcuni dei periodi più caldi degli ultimi anni la mortalità è aumentata rispetto a quella statisticamente attesa. Ma raccontare il fenomeno con una semplice conta delle “morti per caldo” sarebbe fuorviante. Il dato più corretto da osservare è quello dell'eccesso di mortalità, cioè la differenza tra i decessi effettivamente registrati e quelli attesi sulla base dell'andamento storico. È il metodo utilizzato dal Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (SiSMG) del Ministero della Salute, che monitora anche Latina tra le città italiane sottoposte a sorveglianza. Il sistema viene utilizzato insieme ai bollettini sulle ondate di calore per individuare eventuali effetti sulla salute delle temperature elevate.
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Estate 2024: 14 decessi oltre l'atteso - Uno dei dati più dettagliati disponibili riguarda l'ondata di calore dell'agosto 2024. Per Latina, il rapporto del Ministero della Salute indica, nella popolazione di 65 anni e oltre, 55 decessi osservati a fronte di 41 attesi. La differenza è dunque di 14 decessi, pari a un eccesso del 32%. Il dato, tuttavia, deve essere letto con prudenza: l'analisi statistica riportava un p-value di 0,118, quindi l'incremento non raggiungeva la soglia comunemente utilizzata per considerarlo statisticamente significativo. In altre parole, il Ministero registrò un numero di morti superiore a quello atteso, ma i dati disponibili non permettevano di stabilire con sufficiente certezza statistica che quell'aumento fosse dovuto all'ondata di calore.
Agosto 2025: a Latina +40% - L'anno successivo il segnale è stato ancora più evidente. Nel rapporto ufficiale relativo a luglio-agosto 2025, il Ministero della Salute rileva che ad agosto Latina è stata l'unica città, tra quelle analizzate nel gruppo di riferimento, a presentare un eccesso di mortalità: +40% rispetto all'atteso. Ma anche in questo caso il rapporto introduce una precisazione fondamentale. L'incremento della mortalità non può essere attribuito interamente alle ondate di calore di metà agosto, perché il numero dei decessi aveva iniziato ad aumentare già nella settimana precedente, quando le temperature erano più basse. È quindi corretto parlare di eccesso di mortalità osservato durante il periodo caldo, mentre sarebbe scorretto trasformare automaticamente quel +40% in una cifra di persone “morte per il caldo”.
E nel 2026? Il fenomeno è tornato sotto osservazione anche quest'anno. Nel rapporto del Ministero della Salute relativo al periodo 25 maggio-30 giugno 2026, Latina compare tra le città nelle quali è stato rilevato un incremento della mortalità nell'intero periodo di osservazione. Le altre città indicate nel rapporto sono Torino, Novara, Roma, Bari, Palermo e Catania. Il Ministero sottolinea però che la situazione è stata eterogenea: anche città sottoposte a un'elevata esposizione alle temperature non hanno necessariamente registrato un aumento della mortalità. Questo elemento è importante perché dimostra come l'impatto del caldo sulla salute non dipenda esclusivamente dalla temperatura assoluta, ma anche dalle caratteristiche della popolazione, dalla durata dell'esposizione e dalle condizioni sanitarie e ambientali.
Il punto critico: Latina non è la provincia
C'è poi un'altra questione da chiarire. I numeri riportati dal sistema nazionale riguardano la città di Latina, che è inserita nella rete di monitoraggio nazionale. Non possono essere automaticamente estesi a tutta la provincia di Latina. Il sistema nazionale di allerta per il caldo monitora 27 città italiane, tra cui Latina, mentre il sistema SiSMG utilizza una rete più ampia per la sorveglianza della mortalità giornaliera. Questo significa che non possiamo dire, sulla base dei rapporti nazionali, che nel 2024, nel 2025 o nel 2026 ci siano stati “14”, “40” o un determinato numero di morti per caldo in tutta la provincia pontina. Per arrivare a questo dato servirebbe un'analisi specifica della mortalità nei singoli comuni della provincia, incrociata con le temperature e con i periodi di allerta.
Perché il caldo può aumentare i decessi senza essere scritto sul certificato
Il problema epidemiologico è proprio questo. Le temperature molto elevate possono aggravare condizioni cardiovascolari e respiratorie e aumentare il rischio soprattutto per gli anziani e per le persone più vulnerabili. Il caldo può quindi contribuire al decesso senza essere necessariamente indicato come causa diretta. Per questo motivo il Ministero utilizza il confronto tra mortalità osservata e mortalità attesa, invece di limitarsi a cercare nei certificati una causa di morte riconducibile esplicitamente al caldo. Il sistema di allerta considera inoltre le condizioni meteorologiche specifiche di ciascuna città e non una singola temperatura-soglia valida per tutta Italia.
Tre numeri per capire il fenomeno
Per Latina, i dati ufficiali consentono dunque di mettere in fila almeno tre elementi:
2024 — 55 decessi osservati contro 41 attesi tra gli over 65 durante l'ondata di calore: 14 in più, +32%. Il risultato non era statisticamente significativo.
2025 — +40% di mortalità ad agosto rispetto all'atteso. Il Ministero precisa però che l'eccesso non era interamente attribuibile alle ondate di calore.
2026 — Latina nuovamente tra le città con incremento della mortalità nel periodo 25 maggio-30 giugno. Il rapporto conferma l'aumento, ma il dato sintetico pubblicato dal Ministero non fornisce nell'abstract il valore percentuale specifico per Latina.
Il quadro che emerge è quindi quello di un segnale epidemiologico ricorrente, che merita attenzione ma che non può essere trasformato, senza ulteriori analisi, in una semplice conta delle vittime del caldo. E soprattutto resta da rispondere a una domanda più precisa: quanto è costato il caldo in termini di vite umane nell'intera provincia di Latina? Per rispondere servono i dati disaggregati dei comuni pontini e un'analisi epidemiologica che permetta di distinguere l'effetto delle temperature dagli altri fattori che possono influenzare la mortalità. È questo il passaggio che potrebbe trasformare un dato nazionale sulla città capoluogo in una vera fotografia dell'impatto del caldo sull'intero territorio pontino.





