Formia – “Sembra un tagadà”: automobilisti esasperati per le buche sotto il ponte

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Continuano le segnalazioni da parte di automobilisti e residenti per le condizioni del manto stradale nel territorio di Formia, in particolare nella zona sottostante il ponte nei pressi del Centro commerciale Itaca. Una situazione che, secondo diverse testimonianze raccolte, avrebbe ormai raggiunto livelli critici a causa della presenza di numerose buche concentrate in pochi metri. “Passare lì sembra di stare sul tagadà, altro che giostre di Sant’Erasmo”, racconta uno degli automobilisti che ha inviato la segnalazione alla redazione, descrivendo un tratto di strada fortemente dissestato e difficoltoso da percorrere anche a bassa velocità. Le buche, secondo quanto riferito, si susseguirebbero ravvicinate rendendo il transito particolarmente insidioso per veicoli e motocicli.

Nel dibattito locale non manca l’amara ironia: “Il Giro d’Italia è passato ma le buche restano”, osserva un altro cittadino, facendo riferimento agli interventi di manutenzione spesso realizzati in occasione di grandi eventi sportivi, ma percepiti come non risolutivi nel lungo periodo. Il problema, tuttavia, non sarebbe circoscritto esclusivamente a questa area. Un altro punto segnalato riguarda il tratto nei pressi del ponte di via Pietra Erta, nel punto in cui ha inizio il primo segmento della strada provinciale Via Formia–Sparanise. Anche in questo caso, gli automobilisti parlano di un fondo stradale deteriorato, con avvallamenti e buche che renderebbero complessa la circolazione.

Tra i cittadini emerge una richiesta condivisa: interventi strutturali e non solo manutenzioni temporanee. C’è chi, provocatoriamente, auspica “un Giro d’Italia ogni anno” per garantire il rifacimento periodico delle strade, mentre altri chiedono che l’emergenza venga affrontata “quanto prima”, sottolineando come il problema delle buche rappresenti ormai una criticità cronica per la viabilità locale. In attesa di eventuali risposte da parte degli enti competenti, resta il disagio quotidiano di chi percorre quei tratti, tra rallentamenti, manovre improvvisate e il rischio costante di danni ai veicoli.