Bonus caldaia 2026, cosa cambia davvero dal 3 agosto: stop agli incentivi per alcune sostituzioni

Dal 3 agosto 2026 il quadro degli incentivi per il riscaldamento domestico diventa più selettivo. A essere penalizzate sono soprattutto le sostituzioni di vecchi impianti alimentati da combustibili fossili con apparecchi a biomassa. Ma non significa che tutti i bonus per il riscaldamento siano spariti.

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Bonus caldaia 2026, cosa cambia davvero dal 3 agosto: stop agli incentivi per alcune sostituzioni – Chi sta pensando di cambiare la caldaia deve prestare attenzione alle nuove regole entrate in vigore ad agosto. La normativa europea sulla promozione delle energie rinnovabili ha infatti rafforzato i criteri ambientali legati all’utilizzo delle biomasse, mentre in Italia le detrazioni fiscali hanno già escluso le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili. Il risultato è un sistema di incentivi che cambia direzione: sempre meno sostegno alla semplice sostituzione di un generatore con un altro apparecchio a combustione e maggiore attenzione alle tecnologie considerate più coerenti con la decarbonizzazione.

Il primo punto da chiarire riguarda le caldaie a gas. La legge di Bilancio 2025 ha previsto che, per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, le detrazioni per interventi di efficienza energetica e ristrutturazione non spettino per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate da combustibili fossili. Per gli altri interventi agevolabili sono invece previste aliquote differenti a seconda dell’anno e della tipologia di immobile. Quindi il cosiddetto “bonus caldaia” non può più essere considerato, nel 2026, come un incentivo generalizzato all’acquisto di una nuova caldaia a gas.

Dal 3 agosto il problema riguarda anche la biomassa

La novità che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda invece legna, pellet e altre biomasse. La direzione della politica energetica europea è quella di privilegiare l’utilizzo della biomassa in applicazioni dove il materiale può avere un impiego più efficiente e di limitare la combustione ai casi in cui risulti realmente sostenibile. Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima italiano già indicava la necessità di mantenere requisiti ambientali e prestazionali stringenti per gli impianti a biomassa, proprio a causa delle emissioni di particolato prodotte dagli apparecchi di combustione. Questo non significa, però, che dal 3 agosto 2026 ogni stufa, caldaia o apparecchio a biomassa sia automaticamente escluso dagli incentivi.

Non è uno stop indistinto a pellet e legna

È questo probabilmente il punto più importante per chi deve acquistare un nuovo impianto. Le regole sugli incentivi possono continuare a prevedere l’accesso per apparecchi a biomassa che rispettano determinati requisiti tecnici e ambientali. La normativa italiana, per esempio, stabilisce requisiti specifici per generatori a biomassa, compresi standard di rendimento ed emissioni. Per alcune categorie di caldaie a biomassa sono richiesti livelli prestazionali elevati e certificazioni specifiche. La disciplina del Conto Termico, inoltre, prevede condizioni precise per gli interventi di sostituzione e per le caratteristiche del generatore. Per questo motivo è fuorviante trasformare la novità in un semplice “dal 3 agosto niente più bonus per il pellet”. La situazione dipende dal tipo di impianto sostituito, dal nuovo generatore, dall’incentivo richiesto e dai requisiti tecnici previsti dalla misura.

La direzione è verso le pompe di calore

La vera trasformazione del sistema degli incentivi è più ampia e riguarda il modo in cui viene incentivata la riqualificazione energetica delle abitazioni. La sostituzione di una vecchia caldaia con un altro sistema basato sulla combustione viene progressivamente considerata meno favorevole rispetto all’installazione di tecnologie che riducono l’utilizzo diretto di combustibili fossili. Tra queste rientrano soprattutto le pompe di calore, che utilizzano energia elettrica per trasferire calore dall’ambiente esterno all’edificio. La logica è quindi quella di accompagnare le famiglie verso sistemi di riscaldamento più efficienti e meno dipendenti dal gas.

Cosa deve fare chi deve cambiare caldaia

Per chi ha una vecchia caldaia e deve sostituirla nel 2026, la domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto costa il nuovo impianto?”. Prima di firmare il preventivo conviene verificare:

  • quale combustibile alimenta il vecchio impianto;
  • quale tecnologia si intende installare;
  • quale incentivo si vuole utilizzare;
  • se il nuovo apparecchio possiede tutti i requisiti richiesti;
  • se l’intervento rientra nelle detrazioni fiscali oppure in un meccanismo incentivante diverso;
  • quali sono le eventuali prescrizioni regionali o locali sulla biomassa.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per gli impianti a legna e pellet, perché le amministrazioni regionali possono prevedere prescrizioni ulteriori legate alla qualità dell’aria.

Per le famiglie cambia la scelta dell’impianto

La conseguenza pratica è significativa: chi deve rinnovare l’impianto di casa non dovrebbe più partire dal semplice confronto tra “vecchia caldaia” e “nuova caldaia”. La convenienza va valutata considerando insieme costo dell’intervento, consumi, rendimento, eventuali lavori necessari sull’abitazione e soprattutto incentivo effettivamente accessibile. La stagione dei bonus pensati per favorire indistintamente la sostituzione del vecchio generatore sembra ormai superata. Le agevolazioni vengono sempre più utilizzate per orientare il mercato verso impianti efficienti, a basse emissioni e compatibili con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Per chi sta per affrontare una spesa importante, dunque, la regola è semplice: prima di acquistare la nuova caldaia bisogna verificare quale incentivo è realmente disponibile per quello specifico intervento. Non basta più che il nuovo apparecchio sia semplicemente più moderno del precedente.

ARTICOLO CORRELATO: Caldaie, obbligatorio il bollino verde – Ecco come acquisirlo

In pratica cos’è il BOLLINO VERDE? La Provincia di Latina ha inoltrato una nota stampa sul bollino verde obbligatorio (vedi il paragrafo seguente). Non essendo pratici dell’argomento, per far capire bene ai lettori di cosa parliamo, abbiamo chiesto chiarimenti ad Antonio Di Nucci della Termotecnica ADN, il quale ha spiegato che il bollino verde certifica l’avvenuta revisione della caldaia. Il rilascio del bollino verde rappresenta la garanzia del buon funzionamento della caldaia che si possiede e accerta l’assenza di anomalie, problemi e guasti che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza ed essere causa di bollette elevateQuesto bollino è obbligatorio per tutti i comuni fino ai 40.000 abitanti (quindi per tutti i comuni del Golfo di Gaeta) e viene rilasciato solo da un tecnico o una ditta di manutenzione iscritta nell’apposito elenco regionale.

“La Provincia di Latina – in una nota stampa spiega che – ha avviato la procedura per l’acquisto del segno identificativo cosiddetto Bollino Verde, a carico dei manutentori ed installatori abilitati, che devono poi riportare sul rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE) degli impianti termici, da inviare alla Provincia. Le predette modalità di acquisto e trasmissione del RCEE sono totalmente informatizzate, attraverso il portale telematico dell’ente, disponibile al seguente link: Sportello telematico | Sportello Telematico Unificato (provincia.latina.it) Con determinazione dirigenziale del 14 marzo, il Settore ambiente ha formalizzato quanto previsto dalle norme di settore, finalizzate al catasto delle caldaie ed alla sicurezza degli impianti.


A partire da oggi l’acquisto del Bollino Verde è obbligatorio
La norma prevede che la Provincia provveda per i Comuni al di sotto di 40.000 abitanti, sono quindi esclusi da questa procedura, gli impianti ricadenti nei Comuni di Aprilia, Latina e Terracina, che devono operare attraverso le proprie regolamentazioni. Si tratta di misure obbligatorie, volte ad ottimizzare il più possibile l’utilizzo di energia finalizzata alla climatizzazione invernale o estiva, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato. Tale procedura è inoltre necessaria per l’implementazione del catasto degli impianti termici.

Ogni dettaglio è disponibile nel regolamento provinciale n°36 del 02/07/2021 qui disponibile https://www.provincia.latina.it/…/BLOB%3AID%3D114/E/pdf…La gestione del servizio (trasmissione dei rapporti e acquisto del bollino verde) avviene esclusivamente in modalità telematica. Lo sportello telematico consente ai tecnici abilitati di acquistare i bollini verdi e di gestire/ presentare, i rapporti di efficienza energetica. Non verranno accettati rapporti di efficienza energetica presentati in modo difforme dalla procedura telematica e non verranno accettati bollini verdi acquistati in modo difforme dal PagoPA. Per informazioni rivolgersi a:URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico allo 0773 401 313 dal lunedì al venerdì dalle ore 09:30 alle ore 13.30 – il martedì e il giovedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 – mail: urp@provincia.latina.it Settore Ecologia e Tutela del Territorio 0773 401 315 il martedì ed il giovedì dalle 09:30 alle 13:30 – mail: m.marini@provincia.latina.it.”