Il viaggio-testimonianza di Norbert, da Corato a Santiago de Compostela, fa tappa a Monte San Biagio

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Il viaggio-testimonianza di Norbert, da Corato a Santiago de Compostela, fa tappa a Monte San Biagio – Ha fatto tappa, ieri mattina, a Monte San Biagio,
Norbert M., il cinquantatreenne austriaco, da tempo residente in Italia, che, partito da
Corato, in Puglia ed attraverso la via Francigena, sta affrontando il cammino verso
Santiago de Compostela, con il dichiarato intento di “trasformare in testimonianza
una storia personale rimasta nascosta per oltre cinquant’anni, tra paura, vergogna e
silenzi mai raccontati”. A Monte San Biagio, Norbert è stato accolto dal vicesindaco
ed assessore ai Servizi Sociali, dott. Arcangelo Di Cola e dall’assessore al Turismo,
Cultura ed Attività Produttive, Anna Maria Ferreri, con i quali ha condiviso
pubblicamente la propria storia di dolore, ma anche di consapevolezza e rinascita,
dopo aver trovato, finalmente, il coraggio di rompere il muro del silenzio e divenire,
lungo il suo cammino, punto di riferimento per tante altre persone vittime di abusi e
che si riconoscono nelle sue parole.

“Quando avevo dieci anni – racconta Norbert,
senza abbassare lo sguardo – sono stato violentato da tre uomini; abusi durati per
anni, senza che trovassi mai la forza, per paura e vergogna, di raccontare ciò che
stavo subendo. Perché un bambino non ha voce; cerca di nascondere tutto!”. Per
Norbert, ora, il Cammino di Santiago è una metafora perfetta della sua “guarigione”
ed a tutti coloro che incontra, il suo messaggio è diretto e potente: “Parlate,
raccontate quello che vi è successo, perché la strada è lunga, fatta di dolore, di
difficoltà ed anche di gioie, ma soprattutto, passo dopo passo, si può rinascere ed
andare avanti”. Anche il colore rosso dell’abbigliamento che indossa durante il
viaggio, per Norbert ha un significato specifico, perchè rappresenta il dolore che
aveva dentro e che avverte il bisogno di mostrare all’esterno, unitamente a quei tanti
piccoli oggetti che lascia lungo la strada, o spedisce a casa, alleggerendo
simbolicamente il proprio zaino dei ricordi e delle pene. Il suo obiettivo dichiarato è
creare dialogo e consapevolezza su un tema ancora troppo spesso nascosto: “I
bambini sono sacri, conclude Norbert, non devono essere violati, né costretti a portare
un trauma per tutta la vita. Pertanto, parlate, non nascondetevi, poiché il silenzio
protegge chi fa del male, mentre la parola può salvare una vita”.