Formia – Rio Fresco, la denuncia di Paola Villa: «Non resteremo a guardare» – Torna al centro del dibattito politico e ambientale di Formia la situazione del Rio Fresco, il corso d’acqua interessato da mesi da episodi di cattivi odori e, secondo quanto denunciato da cittadini e amministratori, da sversamenti di acque reflue. A intervenire è Paola Villa, ex sindaco di Formia e oggi consigliere comunale di opposizione, che insieme ad altri cittadini ha presentato una denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Formia. Il verbale, datato 4 agosto 2026, documenta una segnalazione relativa a una «grave criticità ambientale» che, secondo quanto riferito ai militari, interesserebbe da diverso tempo il tratto del Rio Fresco compreso in particolare tra via Ferrucci e via del Cotto, nei pressi del ponte ferroviario.
Nel documento viene riferito di un copioso sversamento di acque reflue maleodoranti all’interno del Rio Fresco. La denuncia richiama inoltre precedenti segnalazioni trasmesse al Comune attraverso posta elettronica certificata e colloca l’episodio più recente a partire dal 30 luglio 2026. Nel verbale viene anche riferito che, il 2 agosto, alcuni cittadini avrebbero contattato la Capitaneria di Porto, che sarebbe intervenuta sul posto e avrebbe richiesto l’intervento di tecnici dell’ARPA. Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, i tecnici sarebbero arrivati successivamente per effettuare prelievi di acqua nel Rio Fresco e, nello stesso contesto, sarebbero stati effettuati campionamenti anche a mare, nel punto di confluenza del corso d’acqua.
Si tratta, è bene precisarlo, di circostanze contenute nella denuncia presentata ai Carabinieri e che dovranno essere oggetto degli accertamenti degli enti competenti. È proprio sul tema della denuncia e della necessità di non voltarsi dall’altra parte che Villa concentra il suo intervento politico. «Quello che è stato e continua ad essere Rio Fresco a Formia in questi mesi è la rappresentazione plastica di quello che siamo diventati un po’ tutti: indifferenti, indolenti e menefreghisti». Parole dure, con le quali l’ex sindaco punta il dito contro quello che definisce un atteggiamento di rassegnazione di fronte alle criticità ambientali del territorio.
Villa contesta, in particolare, l’idea secondo cui chi segnala problemi e chiede interventi venga percepito come qualcuno che «non ama la nostra terra». «Far passare la favoletta che chi denuncia, documenta, evidenzia le criticità del nostro territorio, è una persona che “non ama la nostra terra”, sta educando generazioni intere a voltarsi dall’altra parte». Il riferimento è anche al dibattito politico e civile che, secondo Villa, dovrebbe accompagnare una vicenda che riguarda direttamente la qualità ambientale e la vivibilità della città. L’ex sindaco parla quindi di uno «spargimento di omertà» che rischierebbe di diventare persino più «putrido, puzzolente e nauseabondo» della situazione denunciata sul Rio Fresco.
Nel suo intervento Villa sostiene che il problema, a suo giudizio, non può rimanere confinato al racconto quotidiano dei cittadini, ma dovrebbe tradursi in atti istituzionali e momenti di confronto pubblico, citando una commissione consiliare, un consiglio comunale o una riunione comunale. «Ha invaso tutto restando nel racconto senza che diventi oggetto vero e concreto di un atto pubblico chiaro». La questione, dunque, non riguarda soltanto l’eventuale accertamento delle responsabilità ambientali, ma anche la risposta delle istituzioni davanti alle segnalazioni provenienti dal territorio.
Villa rivendica infine la scelta di continuare a denunciare e documentare, anche se – afferma – a farlo dovessero essere in pochi. «Forse siamo pochi, forse non siamo visibili, forse siamo e restiamo una minoranza, forse “non cresceremo tranquilli e senza rotture di balle”… ma sicuramente non resteremo a guardare, no, non resteremo a fare finta di niente». La denuncia depositata presso i Carabinieri rappresenta ora un ulteriore passaggio formale nella vicenda. Resta da verificare, attraverso gli accertamenti degli organi competenti e gli eventuali risultati dei campionamenti, l’origine degli sversamenti segnalati, la natura delle acque e l’eventuale presenza di profili di responsabilità.
Intanto, il Rio Fresco torna a essere un caso politico e ambientale sul quale l’opposizione chiede che venga accesa una luce istituzionale, trasformando le numerose segnalazioni dei cittadini in un confronto pubblico e in risposte concrete.














