Il richiamo del tamburello: il viaggio di Maria Assaiante nella Pizzica Salentina 

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Maria Assaiante è insegnante qualificata di danze popolari e Pizzica Salentina. Da oltre vent’anni pratica la danza e, circa quindici anni fa, è rimasta profondamente affascinata dal ritmo travolgente della pizzica, una danza che le ha trasmesso energia, benessere e una forte sensazione di libertà. Da quel momento ha iniziato un intenso percorso di studio e approfondimento. All’epoca nel territorio non esistevano insegnanti specializzati, perciò ha cercato la sua formazione direttamente nel basso Salento. Qui ha studiato con danzatrici e maestri riconosciuti della tradizione salentina, partecipando a lezioni, stage e percorsi formativi con alcuni dei più importanti professionisti del settore, tra cui Mihaela Coluccia Fabrizio Nigro e Veronica Calati. Per perfezionare costantemente la propria preparazione ha seguito corsi sia in presenza sia online, recandosi ogni anno in Puglia per vivere e apprendere la cultura autentica di questa danza direttamente nei luoghi in cui è nata. Il suo percorso nell’insegnamento della Pizzica Salentina è iniziato grazie all’incontro con Centro Formazione Danza, diretto da Ilaria Ciardo. Dopo aver osservato il suo talento e la sua preparazione durante un progetto coreografico dedicato alle danze popolari, Ilaria Ciardo le propose di insegnare presso la scuola. Maria intraprese un percorso di formazione professionale specializzato in Pizzica Salentina, studiando direttamente con maestri e danzatori riconosciuti del Salento e conseguendo successivamente le qualifiche necessarie per l’insegnamento, riconosciute dal CONI e dalle associazioni nazionali di categoria. Nel tempo è diventata anche giudice di massimo livello per la Pizzica Salentina, acquisendo tutte le competenze necessarie per insegnare questa disciplina in tutta Italia.

Assaiante ci tiene profondamente alle origini di questo ballo, una delle espressioni più autentiche della tradizione popolare del Sud Italia. Le sue origini affondano nel fenomeno del tarantismo, un rito diffuso soprattutto nel Salento tra il Medioevo e il Novecento. Secondo la credenza popolare, alcune donne, spesso contadine e appartenenti alle classi più umili, venivano colpite dal morso simbolico della “taranta”, un ragno che provocava uno stato di profonda sofferenza fisica e psicologica. Per guarire da questo male, le donne venivano accompagnate da musicisti che suonavano incessantemente tamburelli, violini, organetti e altri strumenti tradizionali. Attraverso una danza frenetica e liberatoria, la persona colpita esorcizzava il proprio dolore fino a raggiungere uno stato di sollievo. Con il tempo, studiosi e antropologi hanno interpretato il tarantismo non come una vera malattia causata da un ragno, ma come una forma di disagio sociale e psicologico che trovava nella musica e nella danza un mezzo di espressione e liberazione. Centro simbolico di questa tradizione è la città di Galatina, dove sorge la storica Cappella di San Paolo. Qui, secondo la tradizione, le tarantate si recavano ogni anno il 29 giugno, giorno dedicato ai Santi Pietro e Paolo, per chiedere la guarigione attraverso la benedizione del santo e l’acqua del pozzo custodito nella cappella. Oggi la pizzica è diventata un simbolo della cultura salentina, valorizzata da festival, scuole di danza e artisti.

Negli anni il suo lavoro ha contribuito alla diffusione della pizzica nel territorio di Formia e dei comuni limitrofi. Partendo da un piccolo gruppo di allieve, è riuscita a coinvolgere sempre più persone, arrivando a formare classi numerose con donne e uomini di diverse età. Molti allievi hanno trovato nella danza non solo un’attività fisica, ma anche uno strumento di benessere, socializzazione ed espressione personale. 

Nel suo insegnamento Maria trasmette non solo la tecnica, ma anche il significato culturale e umano della pizzica. Ritiene fondamentale far conoscere alle nuove generazioni la storia di questa danza, il valore della libertà di espressione e la forza che la musica e il movimento possono offrire alle persone. Ancora oggi continua a studiare, aggiornarsi e recarsi regolarmente in Salento per approfondire la propria conoscenza di una tradizione che sente profondamente sua e che continua a vivere attraverso il suo lavoro, il suo insegnamento e la sua passione.