Pedemontana di Formia, nel 2029 l’inizio dei lavori. A breve gli espropri

Acquisizioni, svincoli e tutela delle falde tra salvaguardia del progetto urbanistico e garanzia dei diritti edificatori

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Immagine non ufficiale ma fittizia realizzata dalla redazione solo ai fini illustrativi

Si è svolta nel mese di aprile presso la VI Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio l’audizione sullo stato di avanzamento dell’iter procedurale della Pedemontana di Formia, infrastruttura considerata strategica per la viabilità del Sud Pontino ma da decenni al centro di dibattiti, rinvii e polemiche. Al tavolo istituzionale sotto l’encomiabile direzione dei lavori del Presidente Mitrano erano presenti rappresentanti di ANAS, della Regione Lazio, dei Comuni di Formia e Gaeta e dei comitati civici del territorio. Nel corso dell’audizione il presidente della Commissione, Cosmo Mitrano, ha rivendicato il lavoro istituzionale svolto negli ultimi anni per riportare la Pedemontana di Formia al centro dell’agenda regionale e nazionale.

Mitrano ha ricordato come l’opera sia attesa da decenni e ha sottolineato che, grazie al confronto con ANAS e Regione Lazio, si sia riusciti prima a inserire l’intervento nel Piano delle opere pubbliche e successivamente ad avviare la progettazione definitiva e l’iter per la Valutazione di Impatto Ambientale. Il presidente della Commissione ha inoltre evidenziato l’importanza del confronto con cittadini, associazioni e amministratori locali, definendo l’audizione “un momento costruttivo” utile ad affrontare le criticità ancora aperte, dal tema delle risorse economiche fino agli svincoli e alla prosecuzione del collegamento verso la Flacca. Tra gli interventi più attesi, quello del dottor Gaetano Quercia, presidente del Comitato per l’incolumità stradale degli abitanti di Formia (CISAF), che ha consegnato una serie di osservazioni tecniche e politiche sul progetto.

Quercia ha denunciato quella che definisce una “mancanza di informazione e coinvolgimento della popolazione”. “Se oggi siamo qui – ha dichiarato – è grazie alle pressioni esercitate dal territorio e all’impegno di alcuni rappresentanti istituzionali che hanno sostenuto questa battaglia”. Il presidente del CISAF ha espresso forti perplessità sul tracciato previsto nella zona della Canzatora, definendo “un’aberrazione” l’iniziale ipotesi di interventi a pochi metri dalla Tomba di Cicerone. Secondo Quercia, il rischio è quello di trasferire il congestionamento del traffico da Formia a Gaeta senza risolvere realmente i problemi strutturali della mobilità del comprensorio.

I dubbi sui tempi e sui costi

Nel suo intervento, Quercia ha chiesto chiarimenti sui tempi della Conferenza dei servizi, sull’avvio dei cantieri e sul cronoprogramma dell’opera. Particolare attenzione è stata dedicata al tema economico. Secondo i dati riportati dal comitato, il costo complessivo dell’infrastruttura sarebbe cresciuto progressivamente negli anni: dai circa 335 milioni di euro inizialmente previsti nel 2023 si sarebbe arrivati già a oltre 650 milioni nel 2025. “Chi finanzierà quest’opera?”, ha chiesto Quercia, evidenziando la necessità di comprendere se vi sia un reale coordinamento tra ANAS e Ministero delle Infrastrutture sulle ingentissime coperture finanziarie future, rispetto agli attuali 79 milioni già disponibili dal 2008.

Le preoccupazioni ambientali

Nel corso dell’audizione sono emerse anche forti preoccupazioni ambientali. I rappresentanti dei comitati e delle associazioni territoriali, l’Onorevole Raffaele Trano (n.q. di Presidente del Comitato Pontone), il dr.Francesco Carta (n.q. di Presidente dell’associazione Comunità del Lazio Meridionale e delle isole Pontine) e l’ing.Marcello Di Marco ( n.q. Presidente dell’associazione Incontri e Confronti) hanno chiesto approfondimenti sui rischi idrogeologici dell’area della Canzatora e sulle possibili interferenze con gli acquiferi che alimentano il territorio. Particolarmente delicati i temi della sorgente Mazzoccolo e del progettualmente Campo Pozzi dell’Acebara, da cui dipende l’approvvigionamento idrico di Formia e Gaeta. Le associazioni hanno chiesto garanzie definitive sulla tutela delle falde, giudicando insufficienti le rassicurazioni contenute nella documentazione tecnica.

Dal decreto statale Commissari, di concerto con la Regione, stanziati altri 12 milioni di euro per il collegamento verso la Flacca

A fornire un aggiornamento istituzionale è stato il direttore regionale ai Lavori pubblici, Luca Marta, che ha annunciato l’avvio di un nuovo percorso progettuale condiviso con ANAS per il collegamento tra la Pedemontana e la Flacca attraverso via dell’Agricoltura e via Sant’Agostino. A tal riguardo i senatori Fazzone, Durigon e Calandrini per velocizzare tutto l’iter procedurale hanno fatto inserire nel decreto statale Commissari la nomina dell’amministratore delegato di Anas quale Commissario Straordinario e le risorse economiche per lo studio preliminare del nuovo tratto, ritenuto fondamentale da amministratori e comitati per evitare che il traffico venga scaricato drammaticamente sulle arterie urbane di Gaeta.

Il progetto della Pedemontana

Il nodo espropri: “Serve chiarezza con i cittadini”

Tra i temi più delicati emersi durante l’audizione c’è stato quello degli espropri, considerato cruciale sia dai comitati sia dalle amministrazioni locali. Il sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, ha sottolineato la necessità di affrontare la questione con grande cautela e trasparenza, spiegando che molti cittadini attendono di conoscere con precisione quali aree saranno interessate dal tracciato definitivo. “Non possiamo creare allarmismi o convocare oggi proprietari e residenti senza avere ancora un quadro definitivo”, ha spiegato il primo cittadino, evidenziando come eventuali modifiche progettuali possano ancora incidere sulle aree coinvolte. In merito, il responsabile di ANAS, Paolo Nardocci, ha spiegato che la procedura entrerà presto nella fase pubblica degli espropri. “A breve tutti i cittadini interessati riceveranno un avviso”, ha dichiarato nel corso dell’audizione, precisando che, trattandosi di un numero elevato di proprietari coinvolti, gli avvisi saranno pubblicati sui quotidiani e affissi agli albi pretori dei Comuni interessati.

Uno svincolo per il Policlinico del Golfo

Nel corso dell’audizione è emerso anche il tema del Policlinico del Golfo, considerato uno dei punti più delicati sotto il profilo della viabilità futura. Il sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, ha chiesto che venga attentamente valutata la possibilità di modificare l’innesto previsto dal progetto, spostandolo di alcune centinaia di metri proprio per evitare criticità nell’area del nuovo presidio sanitario. “Non bisogna dimenticare il Policlinico del Golfo, che rappresenta un tema sensibile per tutto il comprensorio”, ha sottolineato Taddeo, invitando ANAS a studiare soluzioni compatibili con i futuri flussi di traffico legati alla struttura ospedaliera. Alla richiesta del sindaco ha risposto il responsabile Nuove Opere di ANAS, Paolo Nardocci, spiegando che eventuali adeguamenti e prescrizioni potranno essere approfonditi nella fase successiva della progettazione esecutiva, nell’ambito delle procedure di ottemperanza collegate alla Valutazione di Impatto Ambientale e alla Conferenza dei servizi.

I tempi dell’opera: cantieri previsti tra fine 2028 e inizio 2029

Sul fronte dei tempi, ANAS ha indicato un cronoprogramma che, se confermato, porterebbe all’avvio dei lavori tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029. Il responsabile Nuove Opere, Paolo Nardocci, ha spiegato che dopo la Conferenza dei servizi sarà necessario completare la gara d’appalto, la progettazione esecutiva e le procedure di ottemperanza ambientale. “Se la Conferenza dei servizi partirà entro quest’anno e si chiuderà nei tempi previsti, l’obiettivo è arrivare all’apertura dei cantieri tra fine 2028 e inizio 2029”, ha riferito Nardocci nel corso dell’audizione, sottolineando comunque la complessità tecnica e amministrativa dell’opera.

Il progetto della Pedemontana

I sindaci: “Serve un confronto permanente”

Sia il sindaco di Formia Gianluca Taddeo e sia l’assessore ai lavori pubblici di Gaeta Massimo Magliozzi hanno chiesto un confronto costante con i comitati e con il territorio.

“È probabilmente l’ultima occasione per realizzare quest’opera”, ha dichiarato Taddeo, sottolineando però la necessità di affrontare contestualmente criticità urbanistiche, espropri, sicurezza idraulica e sostenibilità ambientale. Dall’audizione emerge dunque un quadro complesso: da una parte la necessità di dotare il Sud Pontino di un’infrastruttura ritenuta strategica per alleggerire il traffico; dall’altra le forti preoccupazioni di cittadini, associazioni e amministratori locali sui costi, sull’impatto ambientale e sulla reale sostenibilità del progetto.

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Marcello Rosario Caliman
Direttore Editoriale della presente testata. Giornalista accreditato CEI. Diacono dell'Arcidiocesi di Gaeta e Vice Direttore della Commissione Diocesana per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Presidente Regionale del Lazio di Italia Nostra Onlus. Delegato per Gaeta dell'AICC affiliata UNESCO. Titolare di Cattedra Universitaria di Storia Greca - Università Telematica Pegaso Napoli, nonchè Cultore Universitario di Storia Contemporanea.