Il mare torna al centro dello sviluppo economico del Lazio. Lo conferma con chiarezza il IX
Rapporto sull’Economia del Mare, presentato il 21 marzo 2026 nella cornice di Palazzo
Caetani a Fondi, che restituisce un’immagine concreta di un settore sempre più strategico
per il sistema produttivo regionale.
I numeri parlano da soli. Nel 2023 la Blue Economy nel Lazio ha generato 14,4 miliardi di
euro di valore aggiunto, pari al 6,7% dell’economia regionale. L’impatto complessivo della
filiera sale a 37,2 miliardi di euro, raggiungendo il 17,4% del valore totale, con oltre 205 mila
occupati e più di 35 mila imprese coinvolte. Non si tratta solo di economia costiera o turismo.
Il Rapporto evidenzia con chiarezza come il mare sia oggi un sistema complesso che integra
infrastrutture, logistica, industria, energia e servizi.
Il ruolo strategico del Basso Lazio
All’interno di questo scenario, il Basso Lazio emerge come uno dei territori più dinamici, ma
anche più esposti alle trasformazioni in corso. Le imprese mostrano resilienza, ma anche
crescente cautela: quasi la metà ha mantenuto stabile il fatturato, mentre aumentano le
incertezze sugli investimenti futuri. Il dato più significativo riguarda il cambio di paradigma: si
passa da investimenti di mantenimento a scelte più strutturali legate a digitalizzazione, sostenibilità e innovazione tecnologica. È proprio in questo contesto che diventa evidente un
punto spesso sottovalutato: la competitività della Blue Economy non si gioca solo sul turismo
o sulla riqualificazione urbana, ma anche — e soprattutto — sulla capacità di garantire
infrastrutture logistiche efficienti e integrate.
Gaeta: un porto commerciale al centro della filiera
Il porto commerciale di Gaeta rappresenta, in questo quadro, un’infrastruttura chiave per il
Lazio meridionale. Non solo per la movimentazione delle merci, ma per il ruolo che svolge
nel collegare il territorio alle filiere industriali nazionali e internazionali. La centralità dei
traffici industriali è confermata anche dalle dinamiche globali: oltre il 70% delle merci
movimentate via mare è costituito da rinfuse, ovvero materie prime indispensabili per
produzione, edilizia, energia e agroalimentare. Gaeta è uno degli scali che consente a
queste filiere di funzionare.
Intergroup: infrastruttura industriale dentro l’infrastruttura portuale
In questo contesto si inserisce il ruolo di Intergroup, presente nel porto di Gaeta dal 1986.
Più che un semplice operatore, rappresenta oggi una vera e propria infrastruttura logistica
all’interno del sistema portuale. Da quarant’anni, l’azienda contribuisce allo sviluppo dello
scalo attraverso investimenti, network internazionale, occupazione e capacità operativa,
garantendo con una logistica green e digitalizzata continuità a traffici fondamentali per il
territorio.
Oggi questo ruolo si evolve ulteriormente lungo tre direttrici:
● modernizzazione infrastrutturale, con interventi su fondali, banchine e capacità
operativa
● transizione verso modelli di green logistics, in linea con le politiche europee
● integrazione delle filiere industriali, a supporto della competitività del sistema
produttivo
La vera sfida: integrare turismo, industria e logistica
Il Rapporto sull’Economia del Mare indica chiaramente la direzione: il futuro del Lazio passa
dalla capacità di integrare più dimensioni. Turismo, riqualificazione costiera, innovazione e
sostenibilità sono elementi fondamentali, ma non possono sostituire il ruolo della logistica e
della portualità commerciale. Senza infrastrutture in grado di garantire approvvigionamenti,
movimentazione delle merci e connessione con i mercati, la Blue Economy rischia di restare
incompleta.
Un sistema che deve crescere insieme
Il Lazio oggi ha tutte le condizioni per rafforzare il proprio posizionamento nel Mediterraneo:
numeri solidi, una filiera articolata e un sistema portuale con margini di sviluppo. Ma perché
questo accada, serve un equilibrio reale tra visione strategica e operatività concreta. Gaeta,
in questo scenario, non è una variabile secondaria. È uno degli snodi su cui costruire il
futuro del Lazio meridionale. E operatori come Intergroup rappresentano il punto di contatto
tra politiche, infrastrutture e sistema produttivo.














