"Sulla costa della Riviera di Ulisse, in provincia di Latina, si trovano ancora numerosi tratti di un’antica strada costruita in epoca romana: la via Flacca (o Valeria). Tracciata intorno al 184 a.C. dal censore Lucio Valerio Flacco, correva lungo la costa collegando nel basso Lazio le cittadine di Terracina, Fondi e Formia. Probabilmente la strada venne costruita per servire il nucleo urbano di quest'ultima che, in quei tempi, era stato elevato a municipio. Nel fertile territorio che l’antica via Flacca attraversava, fin dall’Età repubblicana, erano sorte numerose aziende rurali che si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. La costruzione di un asse viario di collegamento tra le varie unità produttive e i centri urbani sulla costa avrebbe favorito lo sviluppo dell’economia locale, basata anche sull’esportazione dei prodotti verso altri paesi affacciati sul Mediterraneo. E così fu.

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La presenza di questa strada in una zona di particolare bellezza paesaggistica come questa incentivò, inoltre, la costruzione di numerose dimore di villeggiatura estiva destinate all’alta aristocrazia romana. Prima tra tutte la grandiosa villa dell’imperatore Tiberio, ereditata dai suoi avi e poi rimaneggiata e ampliata, costruita a ridosso di uno sperone dei Monti Ausoni proteso sul mare, nei pressi di Sperlonga. L’antica strada romana si inerpicava a mezza costa, raggiungendo anche quote intorno ai 60 metri dal piano di campagna; per la sua costruzione venne usata una tecnica già collaudata che consisteva nel porre alla base del tracciato viario grossi massi megalitici.

Come molte altre opere di ingegneria costruite in epoca romana, anche la via Flacca non è del tutto scomparsa. Di essa rimangono tracce nel tratto di costa che va da Gaeta a Sperlonga, in particolare nel tratto che collega Punta Cetarola con il promontorio della Villa di Tiberio. Dal mare infatti sono ancora ben visibili gli antichi muri di sostegno e le massicciate utilizzate per la sua costruzione.

Con l’istituzione, nel 2002, del Monumento Naturale “Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento – Punta Cetarola”, conosciuto anche come Monumento Naturale di Sperlonga, e, nel 2003, del Parco regionale Riviera di Ulisse, una parte dell’antica via Flacca è stata riscoperta come percorso di trekking di suggestiva bellezza. Il percorso, lungo circa 6 km, parte dalla spiaggia di Sant’Agostino, nei pressi di Gaeta e arriva fino a Sperlonga. Alterna tratti da percorrere sull’antico tracciato, che corre sul costone roccioso a picco sul mare, a tratti in cui si cammina sul ciglio della SR 213 via Flacca, visto che in alcuni punti l’antica strada romana risulta impraticabile. Si tratta di un percorso di difficoltà-medio alta, per la presenza di alcuni tratti esposti e larghi non più di un metro; è adatto quindi a chi già ha esperienza e, soprattutto, a chi non soffre di vertigini.

Dopo aver attraversato la spiaggia di Sant’Antonio, giunti ai piedi del monte Vannelamare si ritorna lungo la strada carrabile; si percorre un tratto in galleria fino a incontrare un cancelletto: da qui parte un sentiero che conduce di nuovo al percorso di antiche origini. Seguendolo, si arriva ad una piccola spiaggia, chiamata la spiaggia “delle bambole”. Ripresa di nuovo la carrabile, si giunge al tratto di percorso compreso all’interno dell’Area Protetta.

Sul promontorio di Cetarola, lungo il percorso, si attraversa una bellissima grotta, aperta su due lati, l’antro di Punta Cetarola. Tutta questa zona è caratterizzata dalla presenza di scogliere e falesie a picco sul mare, ricche di grotte e anfratti naturali.

Tra sentieri sterrati a strapiombo sul mare, immersi nella macchia mediterranea, dove predomina il Pino di Aleppo, scalette, cale e spiaggette spettacolari, punti panoramici, promontori e ruderi di torri di avvistamento, il percorso affascina per la meravigliosa vista sul mare e sulle isole pontine che si avvistano all’orizzonte.

Verso la fine degli anni cinquanta del Novecento, una nuova strada carrabile, l’ex Strada Statale SS 213 via Flacca, oggi Strada Regionale SR 213 via Flacca, si è praticamente sovrapposta all’antica strada romana, che nel corso dei secoli aveva perso numerose parti del suo tracciato originario. La moderna via Flacca nasce nei pressi di Terracina, da una variante a scorrimento veloce della via Appia alla quale si ricollega dopo Formia. Il progetto della nuova arteria stradale, alternativa a quella della via Appia, partì dalla iniziativa del Comune di Gaeta e che vide coinvolte in un impegno sinergico tutte le forze politiche della Provincia. Inaugurata nel 1958, la realizzazione della Litoranea Flacca costituì subito un’eccezionale attrattiva turistica e divenne il principale volano della ripresa economica e sociale dell’intero comprensorio. Non solo fu giudicata la migliore realizzazione italiana, sia sotto il profilo paesistico che tecnico-estetico, ma fu anche riconosciuta come «una delle più belle strade panoramiche del Lazio» dai giornali del tempo." Articolo di Massimo Rizzi