Dal Monte Redentore a Galliate, seguendo un sentiero che custodisce le tracce di un delitto. Giuseppe Mallozzi ha conquistato il primo premio della Sezione C del concorso letterario “Ombre Gialle” con il racconto “La strada di San Michele”, ambientato sul versante formiano dei monti Aurunci. La premiazione si è svolta domenica 13 settembre a Galliate, in provincia di Novara, nell’ambito della terza edizione del concorso promosso e organizzato dalla Biblioteca comunale in collaborazione con il gruppo di lettura “Ombre Gialle”. Mallozzi ha partecipato alla Sezione C – Premio Italia Nostra, riservata ai racconti inediti e dedicata quest’anno al tema “Un bosco in giallo”.
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Questa la motivazione del primo premio: «Il racconto manifesta un’ottima aderenza al tema facendosi apprezzare per le suggestive descrizioni dei boschi e la ricchezza espressiva. Ben congegnato l’intreccio che mantiene coerenza e tensione narrativa fino alla fine, coinvolgendo il lettore e regalando un finale che ci restituisce la forza dei boschi e della natura. Ben delineata anche la figura della tenace protagonista, guida escursionistica legata alla sua terra, che conosce approfonditamente i luoghi e le persone e affianca con successo il maresciallo incaricato delle indagini».
Il racconto prende avvio all’alba, sul sentiero che dal piazzale di Pornito sale verso l’eremo di San Michele e la cima del Redentore. Nora Conte, guida escursionistica originaria di Maranola, scopre il corpo di un uomo in un punto appartato del bosco, lungo una deviazione ormai cancellata dalle mappe e conosciuta soltanto da chi frequenta il monte da molti anni.
Il premio di Galliate arriva a poco più di una settimana dal secondo posto conquistato da Mallozzi al concorso “Giallo Giaveno”. Sabato 5 settembre lo scrittore pontino era salito sul podio con “Il sangue del Mascherone”, racconto ambientato nella città piemontese e costruito intorno a un’antica fontana dalla quale, una mattina, comincia a sgorgare sangue. La storia, che si sviluppa tra archivi, borgate della Val Sangone e un processo per stregoneria risalente al 1643, è stata pubblicata nell’antologia della quinta edizione del concorso, edita da Impremix.

Nello stesso pomeriggio del 5 settembre era arrivato un altro riconoscimento da Dervio, sul lago di Como: “Causa ignoratur”, già inserito tra i dieci racconti finalisti, aveva ricevuto la menzione speciale del presidente della giuria del concorso “Corenno in Giallo”. Il racconto porta Federico Barbarossa nella Corenno del 1154, al centro di un intrigo nel quale ricostruzione storica e invenzione narrativa si incontrano. Molto articolata la motivazione: «Per aver scritto un racconto maturo, stilisticamente raffinato e colto, ma privo di pedanterie, narrato attraverso la voce disillusa e profonda di Ildebrando da Pavia; per la capacità di creare personaggi indimenticabili, come il ritratto tagliente dell’affascinante Mabilia che passa “gli occhi sul seguito con metodo, come chi conta” e “ascolta sempre più di quanto risponda”, o quello di Ottone, con un sorriso “già lì prima che aprano bocca”. Bellissimo anche il ritratto di Federico I, la vera star, condensato in poche lucide pennellate, mentre guarda lontano a bordo della barca. Uno splendido testo dal valore letterario che invita a riflettere sulle verità storiche e sul potere del silenzio».
La vittoria a Galliate si aggiunge agli altri risultati ottenuti da Mallozzi nel 2026. Durante l’estate “Candeggina”, racconto dai risvolti noir che affronta il tema della camorra, è stato selezionato tra i finalisti del “Garfagnana in Giallo” ed è entrato nell’“Antologia Criminale 2026”.
In primavera “Ombre su Minturnae” aveva ottenuto il primo premio nella Sezione C, dedicata al tema della libertà, della seconda edizione del Concorso letterario nazionale di Narrativa e Poesia “Luigi Rusca”, promosso dal Comune di Cernusco Lombardone in collaborazione con la Commissione Biblioteca. Il racconto è ambientato tra l’area archeologica di Minturnae e il Ponte Real Ferdinando, e affronta il rapporto tra memoria della guerra e libertà. Questa la motivazione: «Con una scrittura intensa e cinematografica, l’autore racconta la libertà come scelta morale capace di opporsi alla violenza della storia. Il racconto intreccia con grande sensibilità il conflitto interiore, la fragilità umana e la forza dei legami invisibili, mostrando come la libertà possa nascere anche da un singolo atto di coscienza. Una narrazione evocativa e profondamente umana, in cui salvare un ponte significa, simbolicamente, salvare la possibilità stessa di un futuro».
Il prossimo 4 ottobre Mallozzi sarà infine premiato a Ceprano per il primo posto nella sezione saggistica della seconda edizione del “Certamen Manfredi di Svevia”, ottenuto con il lavoro “Manfredi di Svevia e la famiglia Lancia”.
Giornalista, docente e autore, Giuseppe Mallozzi dirige il quotidiano online LaCronaca.it e collabora con Il Messaggero. Laureato in Lettere moderne all’Università Federico II di Napoli, presiede il Visioni Corte International Short Film Festival e cura per Ali Ribelli Edizioni la collana “Visioni di Cinema”.





