Economia digitale: come i mercati regolamentati sostengono i servizi dello Stato

Come la legalità protegge le Casse dello Stato tra controlli fiscali e monitoraggi informatici

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Image by Denis Fedotov from Pixabay

L’equazione digitale-crescita è oggi una di quelle più care all’economia italiana e questo non solo perché si associa di solito l’idea dello sviluppo tecnologico all’avvento di nuovi posti di lavoro. Il vero nocciolo della questione è che, secondo il report Anitec-Assinform, nel 2025 il valore del mercato digitale italiano si è aggirato intorno agli 84,4 miliardi di euro.

Startup, big data, tecnologie legate all’IA e Servizi ICT sono solo alcuni dei tasselli che muovono una fetta di mercato incredibilmente importante. Ciò su cui non ci si sofferma è che qualsiasi struttura stabile necessita di una base solida, che in Italia è garantita anche da una regolamentazione del mercato digitale sempre più orientata alla salvaguardia delle attività legali. L’obiettivo è ovviamente anche difendere le Casse dello Stato.

Di fatto lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha recuperato oltre 36 miliardi di euro. Parte di questo tesoretto si deve all’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, che l’Italia ha adottato per prima in Europa. Tutte le risorse che sono rientrate grazie ad essi nel circuito statale sono oggi alla base dei finanziamenti destinati a sanità, istruzione e infrastrutture.

Il comparto che proprio grazie alla sua normativa di riferimento continua ad essere quello più redditizio, però, rimane quello dell’intrattenimento digitale. Con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cioè l’istituto di vigilanza per eccellenza dei giochi, nel 2025 la raccolta è stata di 165,3 miliardi. Il corrispettivo in termini di entrata erariale è stato di ben 11,4 miliardi.

L’ADM si muove come una grande macchina che ha la capacità di intervenire su più fronti per contrastare il mercato del gioco digitale illegale. Da un lato agisce certificando software ed algoritmi, ma con il Decreto legislativo 41/2024 è stato innalzato il livello di attenzione anche sulle singole transazioni. Un sistema centralizzato ha permesso all’ente di monitorare adeguatamente gli operatori del settore, aiutando gli utenti a identificare i siti di casino online legali rispetto alle piattaforme non autorizzate. Non a caso, proprio l’ADM si occupa periodicamente di aggiornare la black list dei portali oscurati.

Il quadro che emerge è quello di uno Stato consapevole del fatto che controllo fiscale, verifica delle licenze e monitoraggio delle infrastrutture informatiche siano strumenti fondamentali per convertire la crescita in rete in valore pubblico. La legalità digitale, dunque, non può essere ridotta a mera burocrazia, poiché oggi rappresenta uno dei motori principali del nostro Paese.