FORMIA OSPITA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUEL VISIONARIO DI EUGENIO PERUCATTI” DI ROSA CIRONE – Venerdì 31 luglio, alle ore 18.00, la Sala Sicurezza del Palazzo Comunale di Formia ospiterà la presentazione del libro “Quel visionario di Eugenio Perucatti”, scritto da Rosa Cirone, ex funzionaria dell’Amministrazione penitenziaria e originaria di Ventotene. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Formia, offrirà l’occasione per approfondire la figura di Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano dal 1952 al 1960 e considerato uno dei precursori della riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975. L’autrice dialogherà con il giornalista de Il Messaggero Sandro Gionti. A moderare l’incontro sarà Pietro Evangelista. Saranno presenti all’incontro la figlia e un nipote di Eugenio Perucatti.
Presentazione libro di Rosa Cirone – Rosa Cirone ha prestato servizio per molti anni nell’Amministrazione penitenziaria, concludendo la propria carriera come funzionaria presso la casa circondariale di Pistoia. Originaria di Ventotene, è profondamente legata alla storia dell’isola e del carcere di Santo Stefano: suo nonno e suo padre vi lavorarono, un legame che ha alimentato il desiderio di approfondire la figura di Eugenio Perucatti attraverso una rigorosa ricerca storico-archivistica durata quasi due anni. Nel corso del lavoro ha esaminato circa duemila documenti conservati negli Archivi di Stato di Roma, Latina, Napoli e Bari, oltre al prezioso archivio privato della famiglia Perucatti, riportando alla luce testimonianze e materiali inediti che consentono di ricostruire con maggiore completezza il profilo umano e professionale del direttore.
Presentazione libro di Rosa Cirone – Il volume ripercorre la vita di Perucatti dagli esordi come istitutore per minori, avvocato e commissario di Pubblica Sicurezza, fino agli anni trascorsi alla direzione del carcere di Santo Stefano e successivamente dell’istituto di Turi. Attraverso documenti, testimonianze e fonti d’archivio, il libro restituisce il ritratto di un uomo che, con il suo approccio innovativo e profondamente umano, anticipò i principi della riforma penitenziaria del 1975, contribuendo a cambiare il modo di concepire il trattamento delle persone detenute. L’ingresso è libero.















