“La Signora del Vento”, il racconto di una verità ritrovata dopo sette anni
Una storia di mare, di coraggio e di giustizia finalmente ritrovata. È quella della “Signora del Vento”, antica e affascinante imbarcazione che sette anni fa fu protagonista di un drammatico episodio nelle acque di Gaeta, a causa di condizioni meteomarine particolarmente avverse. La Signora del Vento, storico veliero a tre alberi lungo oltre 80 metri e simbolo della tradizione marinara di Gaeta, costruita nel 1962 e divenuta negli anni nave scuola dell’Istituto Nautico Caboto, fu gravemente colpita dalla violenta mareggiata del 2019 che la trascinò alla deriva fino all’incaglio, provocando ingenti danni ma senza conseguenze per l’equipaggio. Quel giorno il mare non lasciò scampo: vento forte, oltre i 60 nodi, onde impetuose e una situazione che, in pochi attimi, si trasformò in una vera emergenza. A bordo, il comandante – Antonio Camelio – si trovò ad affrontare praticamente da solo una delle prove più difficili della sua carriera.
Il naufragio e il salvataggio dell’equipaggio
Secondo quanto raccontato, la nave subì gravi difficoltà fino ad arrivare a incagliarsi. In quei momenti concitati, mentre il pericolo cresceva minuto dopo minuto, il comandante fu chiamato a prendere decisioni rapide e decisive. Nonostante le difficoltà e l’assenza di un supporto immediato, Camelio riuscì a mantenere il sangue freddo e a mettere in sicurezza l’equipaggio. Grazie alla sua lucidità, predispose una via di fuga utilizzando una scala a trampolino, consentendo ai presenti a bordo di lasciare l’imbarcazione in condizioni di sicurezza. Un gesto che si rivelò determinante e che evitò conseguenze ben più gravi.
Anni di silenzio e di attesa
Dopo quell’evento, però, iniziò una lunga fase di incertezza. Per sette anni la vicenda rimase sospesa, accompagnata da accertamenti e responsabilità da chiarire. Il comandante fu isolato e si istituirono tavoli tecnici per accertarne le responsabilità. Nel tempo, il comandante si è trovato ad affrontare un percorso complesso, segnato non solo dall’episodio in mare, ma anche da un iter giudiziario che ne ha messo alla prova la serenità personale e professionale.
La svolta: il proscioglimento
A segnare il punto di svolta è stato l’intervento dell’avvocato Cardillo Cupo di Formia, che ha seguito la vicenda portando avanti la difesa del comandante fino alla conclusione. Dopo sette anni, è arrivata finalmente la decisione: Camelio è stato prosciolto da ogni accusa, con il riconoscimento del suo operato e della gestione responsabile dell’emergenza. Non è la prima volta che l’avvocato Cardillo Cupo riesce a fare luce su situazioni complesse e intricate. Lo caratterizza una grande fiducia nella giustizia e nella ricerca della verità. “E’ decisivo andare fino in fondo alle questioni – dichiara l’avvocato – avere pazienza e inanellare tutti i dettagli di un evento nefasto. Il mio assistito ha trascorso momenti difficili, non poteva esprimersi come avrebbe voluto, ma possedeva carte e documentazioni messe agli atti processuali, e così come nell’avversità sono state scritte tante cose, ora nel finale positivo, i media devono sapere e diffondere”. (Il video integrale della conferenza si trova sulla pagina FB di FormiaTV e sulla pagina GaetaChannel).
Il racconto pubblico al Bajamar Hotel
Un momento particolarmente significativo si è svolto domenica 17 maggio presso il Bajamar Hotel di Formia, dove il comandante ha scelto di ripercorrere pubblicamente quei momenti. Alla presenza di giornalisti, cameramen, parenti e colleghi, il comandante Camelio ha raccontato in prima persona quanto accaduto, ricostruendo le fasi più drammatiche di quella giornata e di quelle successive, condividendo le emozioni vissute durante e dopo l’incidente. Un racconto intenso, che ha restituito umanità e profondità a una vicenda spesso raccontata solo attraverso atti e carte giudiziarie.
Una storia di mare e giustizia
Quella della “Signora del Vento” non è solo la cronaca di un incidente nautico, ma una storia più ampia, fatta di responsabilità, resistenza e verità. È il racconto di un comandante che, nel momento più difficile, ha messo al primo posto la sicurezza del proprio equipaggio, e che ha dovuto attendere anni prima di vedere riconosciuto il proprio operato. Oggi, quel capitolo si chiude con una verità finalmente chiarita, restituendo dignità a chi, in mezzo alla tempesta, non ha mai smesso di fare il proprio dovere. Al termine della conferenza stampa così ha dichiarato Antonio Camelio: – “Ora, continuerò la mia professione. Ringrazio i colleghi e la Marineria italiana”.













