“Occorre fare uno sforzo maggiore per superare con slancio la fase emergenziale della sanità e rendere più accessibili i servizi ai cittadini. I dati forniti dal Ministero della Salute ed elaborati dalla Corte dei Conti per nella memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 evidenziano come il potenziamento del personale sanitario nella regione va ulteriormente incrementato e reso più omogeneo fra le varie realtà territoriali.

Nel Lazio sono poco più di 3.300 le unità di personale inserite per via dell’emergenza Covid. Di queste però solo 713 sono state assunte con contratto a tempo indeterminato, fra cui appena 31 medici. L’aumento del personale peraltro potrà essere meglio valutato quando saranno disponibili con maggior dettaglio i dati sul numero di operatori che nel 2020 hanno invece lasciato il lavoro per raggiunti limiti di età o per la possibilità che deriva da ‘quota 100’. Il quadro purtroppo non è affatto roseo. La disponibilità di operatori soprattutto in alcune specializzazioni rimane uno degli aspetti più delicati della fase attuale.Nei prossimi anni mancheranno specialisti ed urge aumentare il loro numero. Vi è già da tempo una grave carenza di alcune figure mediche importanti, penso agli anestesisti, ai ginecologi, ai pediatri, ai cardiologi, come pure agli ortopedici, ai geriatri e ai medici di medicina d’urgenza. La mancanza di specialisti determina in molti ospedali seri problemi di funzionamento, nei grandi centri urbani come pure nelle piccole realtà di provincia, dove c’è il rischio reale di chiudere i servizi. 

A tal riguardo, i 395 specializzandi inseriti quest’anno nel Lazio per via dell’emergenza Covid, peraltro legati  solo da un rapporto libero professionale o a tempo determinato devono rappresentare solo un primo passo per superare l’attuale urgenza.Proprio per questo motivo occorre assolutamente aumentare i contratti di specializzazione tenendo conto del reale fabbisogno nei prossimi anni. Entro il 2023, secondo una stima del sindacato dei medici dirigenti Anaao, per effetto dei pensionamenti mancheranno oltre 10.000 specialisti. Non c’è dubbio che per quanto concerne la nostra regione, l’uscita dal commissariamento della sanità abbia rappresentato un fatto positivo per tutti i cittadini. Ma ora c’è l’esigenza di aprire una fase nuova. Al tempo stesso auspico fortemente che il governo Conte non perda l’occasione di utilizzare i fondi del Mes, perché si tratta di risorse necessarie per aiutare la sanità laziale a recuperare posizioni in termini di qualità dell’offerta. 

Serve inoltre una programmazione anche pluriennale, fatta di investimenti in nuove strutture sanitarie, ulteriori assunzioni per potenziare il personale medico ed infermieristico, rafforzando possibilmente i servizi territoriali, colmando le lacune accumulate in questi anni.Bisogna sempre ricordarsi che gli utenti, soprattutto delle realtà più periferiche, non vanno abbandonati a sé stessi. I cittadini non possono essere considerati alla stregua di numeri, bensì come persone i cui diritti devono essere le nostre priorità. Ecco perché per avviare una nuova stagione per la sanità del Lazio, fatta di assunzioni e investimenti, bisogna poter e saper utilizzare ulteriori risorse economiche, fondamentali per il rilancio dei nostri servizi ospedalieri e territoriali”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare