Una vicenda nata negli anni più difficili della Seconda guerra mondiale torna oggi alla luce attraverso un gesto di memoria, riconoscenza e profondo valore culturale. Il Comune di Campodimele ha ricevuto in dono un dipinto realizzato dal pittore Mario Vollaro, artista originario di Sorrento, la cui storia personale si intreccia con quella della comunità campomelana. A donare l’opera è stata Ivana Vollaro, cittadina argentina e nipote del pittore, che ha scelto di affidare il quadro al Comune di Campodimele per il particolare legame storico che unisce l’opera al territorio. La donazione è stata accolta dal Sindaco Tommaso Grossi, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza. Secondo la memoria familiare, il dipinto risalirebbe alla fase finale del secondo conflitto mondiale, quando Mario Vollaro trovò rifugio a Campodimele dopo essere riuscito a fuggire da un treno diretto a Roma, destinato alla deportazione di uomini e donne. Erano anni segnati dalla paura, dagli spostamenti forzati, dalla presenza dei soldati tedeschi e da una quotidianità sospesa tra pericolo e sopravvivenza. In quel contesto drammatico, Campodimele rappresentò per l’artista un luogo di riparo e di umanità. Il paese, con la sua comunità e il suo paesaggio, entrò così nella vicenda personale di Mario Vollaro, lasciando una traccia che sarebbe rimasta custodita per decenni all’interno della famiglia. Il quadro presenta una caratteristica particolarmente significativa: nella parte frontale raffigura un ritratto di donna, mentre sul retro della tela compare un’immagine di Campodimele. Non si tratta quindi soltanto di un’opera pittorica, ma di una testimonianza materiale di un passaggio storico, umano e artistico.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Tommaso Grossi, che ha sottolineato il significato profondo della donazione: “Questa donazione rappresenta per Campodimele un momento di grande valore storico, culturale e umano. Il quadro di Mario Vollaro non è soltanto un’opera d’arte che entra nel patrimonio del Comune, ma è un ponte tra gli eventi drammatici della Seconda guerra mondiale e la società di oggi. Attraverso questa tela riaffiora una storia di paura, fuga e salvezza, ma anche una storia di accoglienza, solidarietà e umanità. Sono valori che appartengono al passato, ma che parlano con forza anche al nostro presente.” Il Sindaco ha poi evidenziato come la memoria non debba essere considerata un semplice esercizio celebrativo, ma uno strumento vivo per comprendere il presente: “In un tempo in cui le nuove generazioni rischiano di percepire la guerra come qualcosa di lontano, questo quadro ci ricorda che la grande storia è passata anche attraverso le piccole comunità, le case, le strade e i volti dei nostri paesi. Campodimele, in quel momento difficile, fu luogo di rifugio per un uomo in fuga. Oggi, accogliendo questa opera, abbiamo il dovere di trasformare quel ricordo in consapevolezza civile, in educazione alla pace e in rispetto della dignità umana”. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare a Ivana Vollaro per il gesto compiuto: “Ringrazio profondamente Ivana Vollaro per aver scelto di affidare al nostro Comune un bene così importante per la sua famiglia. La sua decisione ci onora, perché trasforma una memoria privata in patrimonio pubblico. È un gesto che unisce Campodimele, Sorrento e l’Argentina, dimostrando come l’arte e la memoria siano capaci di superare i confini geografici e il passare del tempo.”
Particolarmente emozionata anche Ivana Vollaro, che con questo gesto ha voluto riportare idealmente il quadro nel luogo al quale esso è legato: “Ringrazio molto il Sindaco per avermi accolto in questo splendido posto, così importante per la storia della mia famiglia. Vorrei che la donazione di questo quadro, compiuto in un periodo storico contraddistinto da una grande instabilità, rappresentasse un gesto di fratellanza e pace tra i popoli.”
La scelta di Ivana Vollaro assume per questo un valore speciale. Arrivata dall’Argentina, terra in cui Mario Vollaro si trasferì dopo la guerra, la nipote ha voluto trasformare una memoria familiare in memoria pubblica, consegnando alla comunità un frammento della storia del nonno. Mario Vollaro, nato e vissuto a Sorrento, emigrò infatti in Sud America al termine della Seconda guerra mondiale. A Buenos Aires si affermò come pittore, esponendo in importanti gallerie e consolidando un percorso artistico maturato tra le radici italiane e l’esperienza argentina. La donazione ricevuta dal Comune di Campodimele non ha dunque soltanto un valore artistico. Racconta una pagina di storia che attraversa la guerra, la fuga, l’accoglienza e il successivo cammino di un artista italiano emigrato oltreoceano. Racconta anche il ruolo, spesso silenzioso ma decisivo, delle piccole comunità nei momenti più difficili della storia nazionale. L’opera diventa così un segno concreto di continuità tra passato e presente. Da una parte richiama gli eventi tragici della guerra e delle deportazioni; dall’altra invita la società di oggi a interrogarsi sul valore dell’accoglienza, della memoria storica e della responsabilità collettiva. Con l’ingresso del dipinto nel patrimonio comunale, Campodimele diventa custode di un’opera che parla al tempo stesso di arte e di memoria. Il gesto di Ivana Vollaro restituisce al paese un segno concreto di quella vicenda lontana, trasformando il ricordo privato di una famiglia in un bene condiviso dalla collettività.
Il quadro di Mario Vollaro sarà conservato dal Comune come testimonianza storica e culturale, a beneficio della comunità e delle future generazioni. Un’opera nata in un tempo di guerra che oggi trova nuova vita come simbolo di memoria, riconoscenza, identità e pace.














