Antonia De Francesco, giornalista; laureata in “Media e Giornalismo” all’Università “Cesare Alfieri” di Firenze e in “Editoria e scrittura” all’Università “La Sapienza” di Roma; con master in “Critica giornalistica” all’Accademia d’arte drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e
formazione in Social Media Manager. Per diversi anni volto dell’informazione televisiva, ha all’attivo diverse collaborazioni con giornali on-line. E’ ideatrice del progetto editoriale www.narranto.it. Già autrice dei romanzi “Nelle pagine di Sofia” (2016) e “L’Animologo” (2018). “L’anarchia della civetta – Misteriosa storia di disperati amori” è il suo terzo romanzo.
Antonia De Francesco ha presentato il suo nuovo romanzo “L’anarchia della civetta – Misteriosa storia di disperati amori” il 2 settembre sulla terrazza della Banca Popolare del Cassinate a Formia. La location è stata decorata con delle luci e decorazioni a tema che hanno fatto immergere il pubblico completamente nel romanzo.


Siamo nel 2063. Nina, 73enne non vedente, fa rientro dal funerale del suo primo amore dal quale ha avuto un figlio, Gabriele, e cena al ristorante dell’aeroporto dove lavora come cameriera la fidanzata di lui, Assunta. Le due non si conoscono personalmente, ma Nina sa
bene chi è la ragazza e comincia a parlarle di sé. Quando Nina decide di lasciare il ristorante, Assunta non può fare a meno di seguirla, avventurandosi con lei in un viaggio in taxi dalla destinazione ignota. Scorre il tempo e Nina, giornalista dalla complessa parabola esistenziale, le racconta della sua sparizione avvenuta nel lontano 2019 quando lavorava alla rivista “Spazio Altro”.
Storia misteriosa che Nina narra in terza persona perchè, dice, l’accomuna ad un intero spaccato generazionale: trentenni di allora, quali Fabrizio il suo primo amore, Luna la sua migliore amica e il fidanzato Carlo, ma anche il suo editore Roberto e il collega/amico
Stefano. E’ a causa dei loro “amori disperati” che Nina scompare: quello di Fabrizio nei suoi confronti che inciampa in un tradimento; quello di Roberto ossessionato dall’immagine di lei, ma non corrisposto; quello che lega Luna, Carlo e il cinema.


Ognuno di loro realizza un sogno con la produzione del film “L’Anarchia della civetta”. Mentre Nina svela ad Assunta l’epilogo di questa storia, alla quale ora guarda con dolcezza ed indulgenza, il taxi arriva sotto l’abitazione di suo figlio Gabriele.
Nina è tornata in città proprio per “accompagnare a casa” Assunta, così come nessuno aveva fatto per lei quarant’anni prima, ritrovandosi a chiudere il cerchio della sua storia.
La vicenda le consegna una maggiore consapevolezza delle mille sfumature dell’amore e della libertà, delle quali è significativa espressione proprio il titolo del film “L’Anarchia della Civetta”: l’apparente illogicità che sottende ogni azione dei predatori.
Una storia d’amore e di mistero rappresentativa del teatro degli uomini in grado di sopravvivere anche all’ultrafuturo.