Potremmo dire fatti e non parole. Finalmente una bella notizia. Mentre stanno cercando di realizzare il vaccino per il corona-virus la Moderna (USA), con previsione: entro diciotto mesi, l’Università Baylor del Texas, e ancora le aziende farmaceutiche Inovio, GlaxoSmithKline, Sanofi e Johnson & Johnson, perviene una conferma dal New York Post: la ditta israeliana Migal sarebbe a poche settimane dalla realizzazione del vaccino contro il coronavirus Covid-19, e a tre mesi dalla sua diffusione. All’istituto lavorerebbero 80 medici e 260 ricercatori in 53 laboratori.

Il motivo della celerità è che avevano appena finito di lavorare sul vaccino contro il virus della bronchite infettiva aviaria IBV che è un coronavirus simile al Covid-19, e che usa le stesse modalità infettive. La proteina antigene (macromolecola simile al virus, innocua e che lo emula) sarebbe introdotta dalle cellule tramite “endocitosi”, cioè con la formazione da parte della membrana cellulare di piccole vescicole che contengono l’antigene, stimolando la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B, detti anche plasmacellule. Degno di nota che si tratta di un Paese grande quanto la Calabria, per metà desertico, impegnato in guerra, a torto o a ragione, in pratica con tutto il mondo arabo e musulmano da oltre un secolo, e che ha solo quindici casi positivi al Covid-19.

Il gruppo dei ricercatori

Eppure si occupa di trovare il vaccino che potrebbe risolvere un problema dell’umanità, anche se bisognerà vedere se ci riusciranno. Chiunque troverà il vaccino comunque troverà un tesoro. Sia chi lo prenderà, ma soprattutto chi lo produrrà. Ma stranamente, di fronte al disastro mondiale che il Covid-19 sta compiendo alle vite, alla salute, alle società e alle economie, altrove se ne parla poco. Di polemiche, specie tra politici, invece scorrono fiumi di parole. Chi scrive ha consultato il sito ufficiale della MIGAL e riporta testualmente la loro nota traducendola dall’inglese: “Dopo 4 anni di ricerche finanziate dal Ministero della Scienza e della Tecnologia israeliano, i ricercatori del MIGAL hanno sviluppato un vaccino efficace contro il virus della bronchite infettiva da coronavirus (IBV), da adattare presto e creare un vaccino umano contro il COVID-19. Il Ministro della Scienza e della Tecnologia israeliano, Ofir Akunis, ha commentato: “Congratulazioni a MIGAL per questa eccitante svolta. Sono fiducioso che ci saranno ulteriori rapidi progressi, che ci consentiranno di fornire una risposta necessaria alla grave minaccia globale COVID-19 “.

Il Ministro Akunis ha incaricato il Direttore Generale del Ministero della Scienza e della Tecnologia di accelerare tutti i processi di approvazione con l’obiettivo di immettere sul mercato il vaccino umano il più rapidamente possibile. Dopo 4 anni di ricerche multidisciplinari finanziate dal Ministero della scienza e della tecnologia israeliano in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura israeliano, MIGAL ha realizzato una svolta scientifica che porterà alla rapida creazione di un vaccino contro il Coronavirus. Questa possibilità è stata identificata come un sottoprodotto dello sviluppo da parte di MIGAL di un vaccino contro l’IBV (virus infettivo della bronchite), una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto Volcani. MIGAL ha ora apportato le necessarie modifiche genetiche per adattare il vaccino al COVID-19, il ceppo umano del coronavirus, e sta lavorando per ottenere le approvazioni di sicurezza che consentiranno test in vivo, consentire l’avvio della produzione di un vaccino per contrastare il Coronavirus epidemia attualmente diffusa in tutto il mondo, Dalla ricerca condotta presso MIGAL, è stato scoperto che il coronavirus del pollame ha un’elevata somiglianza genetica con il COVID-19 umano e che utilizza lo stesso meccanismo di infezione, un fatto che aumenta la probabilità di ottenere un vaccino umano efficace in breve tempo periodo di tempo.

Commentando la notizia, David Zigdon, CEO del MIGAL GALILEE RESEARCH INSTITUTE, ha dichiarato: “Data l’urgente necessità globale di un vaccino contro il coronavirus umano, stiamo facendo tutto il possibile per accelerare lo sviluppo. Il nostro obiettivo è produrre il vaccino nelle successive 8-10 settimane e ottenere l’approvazione della sicurezza in 90 giorni. Sarà un vaccino orale, che lo renderà particolarmente accessibile al grande pubblico. Attualmente stiamo discutendo intensamente con potenziali partner che possono aiutare ad accelerare la fase di sperimentazione sull’uomo e ad accelerare il completamento dello sviluppo del prodotto finale e le attività normative”.Il dottor Chen Katz, leader del gruppo di biotecnologia del MIGAL, ha commentato: “Il quadro scientifico per il vaccino si basa su un nuovo vettore di espressione proteica, che forma e secerne una proteina solubile chimerica che trasporta l’antigene virale nei tessuti della mucosa mediante endocitosi autoattivata ( un processo cellulare in cui le sostanze vengono introdotte in una cellula circondando il materiale con la membrana cellulare, formando una vescicola contenente il materiale ingerito), facendo sì che il corpo formi anticorpi contro il virus. In studi preclinici (IN-VIVO), i ricercatori di MIGAL hanno dimostrato che la vaccinazione orale induce alti livelli di anticorpi specifici anti-IBV.