GAETA – Il candidato sindaco per le elezioni amministrative del prossimo anno a Gaeta, Antonio Salone, e l’ideatore del suo progetto politico, Luigi Zazzaro, in una nota stampa comunicatno: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Stando a queste straordinarie parole di un uomo straordinario come il “Mahatma” Gandhi – esordiscono Salone e Zazzaro -, la città di Gaeta e la sua amministrazione comunale si pongono certamente come migliori interpreti della filosofia illuminata di uno dei più grandi esempi della nostra umanità. Infatti quando si tratta di animali, il Comune della nostra amata città non bada a spese, ed elargisce a flusso continuo somme per l’assistenza e il recupero di cani e gatti sul nostro territorio comunale. Viene solo da chiedersi se l’attenzione sia effettivamente per i nostri amici a quattro zampe oppure nei confronti di coloro ai quali sono stati affidati diversi servizi di assistenza e contrasto al randagismo. Dopotutto non costa molto individuarli visto che sono sempre gli stessi.

Evidentemente però – proseguono – sono molto impegnati e ci piacerebbe poter conoscere il numero di esemplari ai quali devono dedicarsi. Che allora sono moltissimi. Bisogna però dire che la vicenda è molto complicata e anche piuttosto oscura. Cerchiamo allora di fare chiarezza. Va subito precisato che nel mondo del randagismo urbano i Comuni devono predisporre autonomamente o per affidamento due diversi servizi distinti e separati. Ovvero quello di mantenimento giornaliero di cani e gatti, con ricovero, pasti, lavaggio eccetera, eppoi quello di pronto intervento stradale, primo soccorso, operazioni e anche recupero spoglie di animali deceduti. Ovviamente nel primo caso parliamo di appalti-madre, quelli più ingenti, annuali o pluriennali, e in questo caso Gaeta si trova a pagare più di un milione di euro ad una associazione di imprese, la Val srl e la Galileo Galilei, in virtù di un appalto di tre anni che scade il prossimo 30 agosto. Mentre per il secondo servizio, le determine di spesa sono pressochè continue, basti pensare che solo dall’inizio dell’anno ne sono state firmate ben 5, con una spesa complessiva di ulteriori 100mila euro. Ci sono infatti le numero 226, 227 e 228, rispettivamente dall’importo di 7mila euro, di 30mila euro e 10mila euro. Come se non bastasse, con le determine 109 e 128 del marzo scorso vengono stanziati altri 47mila euro. Ora sia queste ultime due che la 226 dispongono pagamenti per servizi proprio per 15mila euro di nuovo alla Val srl e alla Galileo Galilei per la “stabilizzazione dei gatti randagi” e ben 32mila euro per “primo soccorso per primo intervento e stabilizzazione di cani e gatti.

Sembra dunque logico domandarsi – precisano i due ex assessori – per quale motivo questa enorme quantità di denaro finisca spesso, per non dire sempre, nelle tasche dei soliti noti, a prescindere dal tipo di servizio che viene richiesto. Possibile che nessun altro sul territorio sia in grado di offrire analogo servizio? Non lo sappiamo, quello che sappiamo però è che già il Consiglio di Stato è dovuto intervenire e ridimensionare letteralmente il business di uno dei protagonisti di questa storia, la Val Srl, che è così dovuta passare da quasi 670 cani ospitati a circa 430. A questo punto però corre l’obbligo di precisare che grosse responsabilità in questo caos ce l’ha proprio l’Asl che è stata infatti bacchettata dal Consiglio di Stato nel merito della vicenda, considerato che le disposizioni normative che avevano consentito l’aumento del numero di animali di ben un terzo in più le avevano dettate proprio da Latina. E’ chiaro che c’è qualcosa che non va, anche perché ogni singolo cane in più a ricovero significa una spesa giornaliera in più per ogni esemplare da parte delle casse del Comune dove il cane viene preso in custodia. A Gaeta, secondo l’appalto in essere fanno circa 3,30 euro più Iva in più per ogni cane al giorno.

Un altro aspetto che non comprendiamo è ad esempio quello relativo alla spesa sostenuta del vicino Comune di Formia che conta non solo il doppio dei nostri abitanti, ma soprattutto una estensione territoriale di oltre due volte e mezza quella di Gaeta, tra cui cinque frazioni. Ciò nonostante Formia ha pagato, alla stessa Ati formata da Galileo Galilei e Val Srl circa 300mila euro in meno per lo stesso servizio.

Vorremmo allora capire – concludono Salone e Zazzaro – quanti cani paga il Comune di Gaeta per il mantenimento e la cura, ad esempio quale è stata la spesa per l’anno scorso? Quanti sono gli esemplari? Quanti cani può effettivamente contenere la struttura che paghiamo? E quanti interventi di pronto soccorso o operazioni cliniche sono stati effettuati? E a quanto ammontano le fatture a fronte dei continui pagamenti per questi ulteriori servizi? Insomma è evidente che parliamo di tanti soldi ed è altrettanto evidente che vogliamo un servizio efficace che faccia del bene ai nostri amici a quattro zampe, alla legge e pure alle casse del Comune. Vorremmo cioè che Gandhi fosse orgoglioso di come trattiamo gli animali e non chi si ne occupa”.