Gaeta – Persone, imprese, lavoro: la sfida del cambiamento – “Persone, imprese, lavoro: la sfida del cambiamento” è il convegno organizzato
dall’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, ANLA, a Gaeta sabato 16 maggio
ed ospitato dalla Geberit Ceramica in Lungomare Giovanni Caboto 108. Il Convegno, a cui partecipano esponenti di livello nazionale di Confindustria, mondo
accademico, Conferenza Episcopale Italiana e panorama industriale laziale, giunge
all’indomani della firma di un protocollo d’intesa fra ANLA e Confindustria sulla
valorizzazione del ruolo dei Gruppi Anziani d’Azienda come trait d’union fra
l’impresa sostenibile e il territorio in cui si trova ad operare, un unicum perché si
incontrano il profit e il non – profit, come sottolinea il presidente nazionale
dell’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani Edoardo Patriarca: “Attraverso
questo accordo ANLA, con la costituzione di gruppi di anziani d’azienda ad essa
afferenti, potrà consentire all’impresa al suo interno una maggiore armonia fra le
generazioni, e all’esterno un migliore radicamento nel tessuto sociale di riferimento
creando comunità sempre più solidali”.
Il Convegno nazionale di Gaeta, organizzato a livello locale dal Gruppo Aziendale
ANLA Geberit Ceramica coordinati dal presidente regionale ANLA del Lazio
Giuseppe Rinaldi, che modererà il convegno, si colloca nella prospettiva tracciata dal protocollo d’intesa ANLA – Confindustria, una riflessione concreta ed operativa sul
trinomio persone – imprese – lavoro in questo cambiamento d’epoca, come sottolinea
il presidente nazionale ANLA Edoardo Patriarca: “ciò che lega tutto, ciò che dà
senso a tutto è sempre la persona. Ecco perché abbiamo scelto questo titolo, ecco
perché abbiamo voluto dividere il convegno in due momenti distinti, un primo panel
dedicato al lavoro come dimensione fondamentale dell’uomo, e un secondo panel in
cui parliamo dell’impresa come luogo e soggetto di relazione sociale. Il lavoro
definisce l’uomo, la sua dignità e la sua libertà, come può accadere anche il
contrario e rendere il lavoro luogo, spazio e tempo di promozione sociale e
collettiva? Se non poniamo la persona al centro, non lasceremo una società più
umana, non lasceremo nulla alle giovani generazioni”.
Due i relatori del primo panel, dedicato al lavoro come dimensione fondamentale
dell’uomo: don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il
lavoro della Cel, e Andrea Michieli, professore a contratto di Diritto costituzionale
presso l’Università degli Studi di Padova. “Il lavoro è in costante trasformazione.
Ogni epoca deve ridirsi cos’è il lavoro, il suo senso e le sue prospettive future, a
partire dalle crisi che attraversa. In Italia i dati sociologici ci parlano di crescita del
costo della vita, mentre gli stipendi rimangono al palo. Le famiglie ne soffrono
drammaticamente” sottolinea don Bignami nell’intervista concessa ad ANLA,
mente il prof. Michieli evidenzia: “Mi pare che il paradosso odierno sia che il
lavoro creativo dell’uomo torni ad avere centralità, poiché alcune mansioni (sia
cognitive sia “di fatica“) sono assorbite ed eseguite da strumenti digitalmente
potenziati. Lo vediamo nell’industria 5.0 o nelle grandi aziende di sviluppo, in cui il
contributo dei lavoratori è essenziale per l’innovazione e la crescita. Il problema
semmai è di attribuire a tale lavoro un valore giuridico, un riconoscimento che vada
al di là della mansione, e si estenda a tutta la “persona che lavora”. Il rischio infatti
è che, anche in questa rivoluzione digitale, il lavoro sia degradato a un bene della
produzione, piuttosto che riconosciuto come un diritto e un valore perché inscindibile
dalla persona”.
Nel secondo panel, dedicato all’impresa come luogo e soggetto di relazione sociale,
fra i partecipanti anche Vittorio Celletti, Presidente Unindustria Cassino, direttore
generale Lear Corporation Italia, che in un’intervista concessa ad ANLA spiega il
perché oggi più di prima l’impresa debba avere una ricaduta sociale: “Perché
l’impresa è parte integrante della società e ne riflette le dinamiche. In un contesto
complesso e interconnesso, non è più sufficiente generare profitto: è necessario
creare valore condiviso. Le persone non scelgono solo un prodotto o un salario, ma
un sistema di valori, un ambiente di lavoro, una visione. Investire sul capitale umano,
sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sull’inclusione e sulla sostenibilità sociale
significa rafforzare il tessuto economico e civile dei territori. Un’impresa che ha una
ricaduta sociale positiva è più resiliente, più attrattiva e più credibile nel lungo
periodo. Vero è che c’è tanta strada da fare”.
A.N.L.A.
A.N.L.A., Associazione Nazionale Lavoratori Anziani d’Azienda, nasce nel 1949 ed è diffusa su tutto il territorio
nazionale. Iscritta al nr. 95845 del R.U.N.T.S. sezione A.P.S.; iscritta al nr. 988/2014 del Registro Persone Giuridiche;
iscritta al nr. 22 del Registro delle Associazioni di Promozione Sociale.
L’Associazione è presente con propri delegati nelle Commissioni regionali e in quella nazionale presso il Ministero del
Lavoro per il conferimento ai lavoratori più meritevoli della onorificenza della Stella al Merito del Lavoro.
L’Associazione ha come obiettivo primario la tutela della dignità e degli interessi dei lavoratori anziani, una
accresciuta valorizzazione del loro ruolo nell’ambito aziendale e della società civile unitamente alla diffusione dei valori
spirituali e sociali del lavoro quali la fedeltà, l’esperienza e la professionalità, e opera per rafforzare i rapporti
intergenerazionali e fornire servizi di supporto ai propri tesserati favorendone la socializzazione e l’aggregazione.
La rivista Esperienza è organo ufficiale di stampa dell’Associazione.














