Da lunedì 26 entra in vigore il nuovo dpcm: cambiano regole e divieti.

La circolare del Viminale e le note del governo chiariscono i dubbi sulle nuove norme.

Niente consumazione al banco nei bar, un solo tampone per andare in vacanza, nuove regole per le seconde case.

Alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto riaperture, con tutte le regole e i divieti per contenere i contagi da Covid-19, la circolare del Viminale e le note del governo chiariscono i dubbi sulle nuove norme.

Gli spostamenti tra regioni gialle sono liberi.

Gli spostamenti tra regioni arancioni e rosse per lavoro, salute e urgenza sono consentiti con autocertificazione.

Anche gli spostamenti per turismo tra regioni arancioni sono consentiti, ma solo se chi viaggia è in possesso della «certificazione verde» che attesta di essersi sottoposti al vaccino, di essere guarito dal virus oppure di aver fatto nelle precedenti 48 ore il test antigenico o molecolare, con risultato negativo.

La certificazione di vaccinazione e quella di guarigione hanno validità sei mesi: alla scadenza, sia i guariti sia i vaccinati devono comunque effettuare il tampone.

Per tutti gli altri cittadini il tampone ha validità di 48 ore e serve per transitare da una regione all’altra.

Se non c’è un’ordinanza specifica nella regione di destinazione, non è necessario ripeterlo.

Devono essere sottoposti a tampone anche i minori sopra ai 2 anni.

Resta vietato uscire di casa tra le 22.00 e le 5.00, se non per ragioni di lavoro, salute ed emergenze, che vanno comprovate con l’autocertificazione.

Seconde case

Il rientro a casa è sempre consentito, ed è anche possibile andare nelle seconde case.

Nelle zone bianche, gialle e arancioni (non in quelle rosse) si possono raggiungere le abitazioni di vacanza anche con amici e parenti, ma in numero massimo di quattro persone, oltre ai minori.

Visite a parenti e amici

Sempre rispettando il coprifuoco dalle 22 alle 5, dal 26 aprile al 15 giugno nelle zone gialle e nelle zone arancioni (ma in questo caso solo in ambito comunale) ci si potrà recare «in una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno» per andare a trovare familiari e amici.

Il numero massimo consentito di persone che possono spostarsi è quattro, più minori di 18 anni (e non più minori di 14 come nel precedente decreto).

Per le zone rosse questa deroga non è prevista.

La scuola

Dal 26 aprile aumentano le lezioni in presenza alle superiori.

Nelle zone rosse deve essere garantito «almeno il 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca e nelle zone gialla e arancione almeno il 70% e fino al 100%».

Bar e ristoranti

I locali pubblici sono aperti a pranzo e a cena, ma possono ospitare i clienti soltanto all’aperto.

Dal primo giugno sarà possibile ricevere i clienti anche al chiuso, ma solo a pranzo, dalle 5.00 alle 18.00.

I bar in zona gialla possono fare soltanto servizio al tavolo all’aperto, quindi non è consentito prendere il caffè o consumare cibo al banco.

Resta permessa la vendita da asporto.

I bar potranno rimanere aperti fino alle 22, per il servizio all’aperto e con i clienti seduti al tavolo.

L’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18.

La ristorazione negli alberghi è permessa per i soli clienti che vi alloggiano.

I negozi

Nelle regioni gialle e arancioni i negozi sono tutti aperti.

I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi, quindi anche il sabato e la domenica.

Nelle regioni rosse sono aperti i negozi che vendono beni di prima necessità.

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Spettacoli

Riaprono cinema, teatri e sale da concerto, esclusivamente con posti a sedere pre-assegnati e nel rispetto della distanza di un metro.

La capienza non può superare il 50% di quella massima autorizzata, il numero massimo di spettatori è di 1.000 all’aperto e 500 al coperto.

Le stesse regole valgono per gli eventi sportivi, dove però la capienza massima di stadi o palazzetti è del 25%.

In zona gialla le regole possono variare «nel rispetto dei principi fissati dal Cts».

Le discoteche restano chiuse.

Piscine e palestre

Dal 15 maggio in zona gialla riaprono le piscine all’aperto e, dal primo giugno, anche le palestre.

Dal 26 aprile si può svolgere all’aperto «qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto».