Iscriversi all’università è un grosso “affare”. Per quanto si possa promuovere ed incentivare gli studenti con la frase/mantra “segui le tue passioni”, la realtà ha una veste cinica: sempre più matricole optano per i corsi di laurea che fanno guadagnare di più. Secondo il Rapporto sul Profilo dei Laureati di AlmaLaurea che coinvolge 291 mila laureati del 2020 e 76 Atenei, tra le facoltà che maggiormente consentono l’inserimento quasi immediato nel mondo del lavoro e un salario di ingresso più alto rispetto alla media abbiamo informatica, ingegneria ed economia. 

Prima di analizzare nel dettaglio i livelli di retribuzione d’ingresso e in base alla formazione on job, bisogna valutare innanzitutto quali sono le facoltà che rispetto alle altre consentono una maggiore occupazione. Secondo i dati Istat analizzati su di una popolazione compresa tra 20-64 anni circa l’occupazione, è emerso che il 78% dei lavoratori possiede un titolo di laurea. Tra le università che garantiscono una maggiore occupazione e guadagni alti troviamo tantissimi corsi di laurea triennale e magistrale in ingegneria biomedica, ingegneria informatica, delle tecnologie ICT, civile, ingegneria industriale e dell’informazione ed anche i percorsi della laurea triennale in ingegneria meccanica online. Al di fuori dell’area ingegneristica tra le facoltà che assicurano una immediata occupazione e guadagni alti abbiamo economia, architettura, medico-sanitaria, veterinaria, lingue, politico sociale e comunicazione; psicologia, giuridica, scienze motorie e sportive; letterario-umanistico; arte e design, educazione e formazione.

 Che sia un corso di laurea tradizionale o che si avvalga della metodologia didattica e-learning tra queste due non esiste alcun tipo di differenza se non nella modalità di approccio all’insegnamento che avviene attraverso piattaforme accessibili 24 ore su 24. L’unica differenza nella formazione e-learning è legata ad un innalzamento qualitativo della vita in quanto questo tipo di approccio telematico garantisce la possibilità di poter conciliare lo studio con altre attività lavorative o rientranti nella sfera privata. Non sorprende se questi atenei, come l’Università Telematica Niccolò Cusano, presentano un numero elevato di corsi di laurea all’avanguardia e in linea con il mercato del lavoro.

University report 2021: salario d’ingresso e formazione on job

Secondo l’indagine condotta dalla “University Report 2021” è stato constatato che i professionisti laureati guadagnano il 46% in più rispetto ai non laureati. Tasso che è aumentato rispetto al 2018 dove un laureato guadagnava il 37,0% in più rispetto ad un diplomato di scuola secondaria di secondo grado. Questa attività di ricerca unita a quella condotta dall’Osservatorio Job Pricing per il 2021 ha consentito di individuare quelle che sono i corsi di laurea che garantiscono una retribuzione media annua pari a 35.782 euro lordi per una fascia di età che va dai 25 ai 34 anni. Poco inferiore, nello stesso range d’età, abbiamo i laureati in scienze giuridiche, con un guadagno medio di circa 34.656 euro e i laureati in scienze fisiche con uno stipendio lordo annuo di 34.425 euro. A questi fanno seguito medicina, con uno stipendio annuo di 32.746 e ingegneria gestionale con uno stipendio annuo di circa 32.014.

Occupazione, laurea, stipendi e gender gap

Se in prima battuta non esiste alcun gender gap tra uomo e donna in termini di titoli di studi e occupazione, facendo anzi emergere una presenza maggiore del genere femminile, non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda il salario. Purtroppo, nel 2022 continua a sussistere un divario salariale in base al sesso di appartenenza. Così per quanto riguarda facoltà come Medicina ed infermieristica, sebbene la presenza femminile sia preponderante, da un punto di vista stipendiale, gli uomini guadagnano poi quasi la metà in più: 1.677 euro per le donne contro 2.018 degli uomini. Anche i laureati in economia presentano un gap di genere e lo stesso possiamo dire nei settori dell’ingegneria registrando un salario medio di 1.746 euro contro un 1.623 euro.