Fondi celebra San Sotero e il decennale della ripresa del culto con una pubblicazione speciale che si arricchisce, quest’anno, anche del contributo di uno studioso di Gaeta, a testimonianza di un legame territoriale e culturale sempre più ampio nel nome del pontefice fondano.
È stato pubblicato, a cura dell’Associazione Pro Loco Fondi APS in collaborazione con la Parrocchia di San Pietro Apostolo, il pieghevole “Speciale San Sotero: 2016-2026. Fondi e Roma unite nel nome di San Sotero. Il Papa della carità”. Un’iniziativa che celebra non solo il dodicesimo pontefice della Chiesa cattolica, nato a Fondi, ma anche i dieci anni dalla ripresa del culto, avviata nel 2016 grazie all’impegno congiunto della comunità parrocchiale e della Pro Loco.
La pubblicazione è disponibile gratuitamente in formato cartaceo presso edicole e attività di Fondi, oltre che in versione digitale interattiva – arricchita da contenuti multimediali – sul sito www.prolocofondi.it e sui canali social della Pro Loco. Oppure si può scaricare dal seguente link: http://sansoteropapa.altervista.org/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-San-Sotero-2026-Fondi-impaginato-8xA4-WEB.pdf
Nel corso degli anni, lo “Speciale San Sotero” si è trasformato in un vero e proprio diario collettivo della città: uno spazio editoriale in cui fede, memoria, tradizioni e identità si intrecciano attraverso testimonianze, studi, immagini e racconti. L’edizione 2026, in particolare, assume un valore simbolico, segnando un traguardo importante nel percorso di riscoperta della devozione popolare.
Tra i contributi più significativi spicca quello del ricercatore gaetano Lino Sorabella, studioso della storia e delle tradizioni locali. Il suo articolo, intitolato “San Sotero Papa: il reliquiario di Gaeta e il sigillo dei Calcagnini”, offre un approfondimento di grande rilievo sul valore storico e devozionale delle reliquie.
Sorabella concentra la sua analisi su un prezioso calendario reliquiario a tabella conservato nella Cattedrale di Gaeta, che custodisce una reliquia ex ossibus di San Sotero. L’indagine mette in evidenza non solo l’importanza artistica dell’opera, ma anche il suo ruolo nella diffusione e nella legittimazione del culto del papa martire. Particolarmente significativo è il riferimento al sigillo del vescovo Calcagnini, presente sul retro del reliquiario, che ne attesta l’autenticità e suggerisce una possibile committenza, rafforzando il legame storico tra Gaeta e Fondi.
L’articolo si inserisce in un più ampio quadro di ricostruzione storica: dalla sensibilizzazione promossa nel 1605 dal vescovo Comparini, passando per il consolidamento della devozione sotto gli episcopati di Giovanni Pietro Pinto e Filippo Alfieri Ossorio, fino alla visita ad limina del 1768, quando lo stesso Calcagnini attestò la presenza delle reliquie del pontefice. Un percorso che dimostra come il culto di San Sotero si sia radicato nel tempo, attraversando secoli di storia ecclesiastica e territoriale.
Accanto a questo contributo, lo speciale propone altri contenuti che raccontano la vitalità della comunità fondana: dai saluti del parroco don Gianni Cardillo al testo dedicato al decennale a firma di Gaetano Orticelli, fino all’articolo “Il filo della memoria: il libro per i dieci anni di rinascita nel nome di San Sotero”, che ripercorre le tappe del progetto editoriale. A completare il progetto, anche la valorizzazione dell’immagine iconografica e storica del pontefice, presente nella Galleria dei Papi della Basilica di Superga a Torino, dove San Sotero ritrova spazio nella memoria visiva della Chiesa.
Non manca uno sguardo al territorio, con un itinerario tra sapori, storia e paesaggi, impreziosito dal simbolico “Dolce di San Sotero”, che sarà offerto durante le celebrazioni.
Il programma religioso e culturale culminerà venerdì 24 aprile con la Santa Messa solenne nel Duomo di Fondi, presieduta dall’arcivescovo Luigi Vari, mentre sabato 25 aprile spazio alla scoperta della città con il trekking urbano “La Fondi che non ti aspetti”, tra luoghi suggestivi e meno conosciuti.
Il 2026 si conferma così come un anno significativo per Fondi: un’occasione per rinsaldare il legame tra passato e presente e per ampliare, anche grazie al contributo di studiosi provenienti da altri territori come Gaeta, la conoscenza e la valorizzazione della figura di San Sotero.















