“Il Senatore Claudio Fazzone ha recentemente dichiarato di volersi occupare dello scarico del petcoke e delle altre merci sfuse nel porto di Gaeta. Egli dunque, folgorato come San Paolo, vorrebbe cimentarsi con l’ecologia e, in questo, gli dà man forte anche l’europarlamentare Nicola Procaccini, che ha addirittura scritto un libro dal titolo “L’ecologismo dei conservatori”. Chi studia questi temi e si batte per essi, non può che esserne felice, perché si tratta di persone che rivestono ruoli importanti e decisivi per l’adozione di leggi e allocazione di risorse. E allora vale la pena prenderli sul serio, segnalando loro alcuni fatti gravi per la sostenibilità ambientale del golfo e del litorale di Formia.
La dispersione di polveri nel porto commerciale di Gaeta è cosa nota. La movimentazione del petcoke non sempre è stata esente da dispersioni delle sue polveri in mare, a livello di banchina. La perdita di materiale minuto talvolta è anche avvenuta lungo il percorso dei camion che trasportano il materiale fino a Sessa Aurunca, attraversando il centro di Formia.
Il porto di Gaeta si avvia a divenire un sito fortemente industrializzato con la realizzazione di silos alti 15 metri e capannoni estesi oltre diecimila metri quadrati. Insomma non proprio un bel vedere sulla linea di costa e per la vicina spiaggia di Vindicio. Nel porto commerciale sbocca poi il canale dei reflui del depuratore, senza alcuna condotta di allontanamento dalla riva. Il risultato finale è che polveri di petcoke e reflui urbani, praticamente e sistematicamente, finiscono addosso alla principale spiaggia di Formia.
Il depuratore di Gaeta deve essere poi adeguato aggiungendo il c.d. terzo stadio, in grado di abbattere Azoto e Fosforo. A questo proposito, la Direttiva numero 2024/3019 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2024 obbliga i comuni con popolazione superiore ai mille abitanti a dotarsi di ulteriori trattamenti di depurazione per l’abbattimento dell’Azoto e del Fosforo. Questi nutrienti, che provengono per 63% dai depuratori e per il 13% dagli allevamenti di pesce, secondo gli studi del prof. Ardizzone, costituiscono i principali elementi di eutrofizzazione delle acque. Va altresì segnalato che i mitili allevati in rada concentrano anche microplastiche che, da uno studio dell’ARPA Lazio, risultano presenti nelle acque con una percentuale più alta rispetto all’intero litorale laziale. Come si prepara il gestore del ciclo delle acque, Acqualatina, alle disposizioni della direttiva europea già citata?
Andrebbero inoltre realizzate nei porti della costa piccole isole ecologiche per il conferimento della plastica raccolta dalle reti durante la cosiddetta pesca a strascico. Oramai le testimonianze dei pescatori sono unanimi: le reti raccolgono, soprattutto nell’area di mare che va da Formia a Sperlonga, una enorme quantità di plastiche. Oggi queste plastiche vengono rigettate in mare perché manca un luogo di conferimento.
Confidiamo che il senatore Fazzone, che è stato tra i principali promotori e sostenitori di Acqualatina, da cui dipende la gestione dei depuratori, possa impegnarsi per avviare a soluzione i diversi problemi ambientali che affliggono il golfo. In particolare quelli relativi alla spiaggia e al litorale di Vindicio costituiscono una vera urgenza – emergenza. Aspettiamo concrete iniziative, anche da parte dei sindaci del golfo e degli amministratori della Regione Lazio.” Lo ocmunica la Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine e l’Associazione Incontri & Confronti














