AICE: negato l’accesso al campo estivo di Formia a un bambino affetto da crisi convulsive

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AICE: negato l’accesso al campo estivo di Formia a un bambino affetto da crisi convulsive – AICE, Associazione Italiana Contro l’Epilessia comunica: “Il mancato accoglimento del “ragionevole accomodamento” del Garante per i
diritti delle persone con disabilità da parte di una società sportiva di Formia ha impedito ad un minore con epilessia di godere al pari
degli altri bambini ad un campo estivo.
Al minore è prescritta, in caso di crisi convulsiva prolungata, la somministrazione
per via orale di un medicinale per interromperle. Tale somministrazione, a lui
garantita nella sua scuola come pure a tutti i bambini che lo necessitino anche
per asma, allergia, diabete, ecc., non necessita di competenza o discrezionalità
medica e la responsabilità dei relativi effetti rimane in capo al medico
prescrittore e realizzabile da adulto adeguatamente formato. In ogni caso gli
educatori a cui vengono affidati i bambini del campo estivo, devono essere
adeguatamente formati per il primo soccorso, formazione che prevede
specificatamente anche interventi per le crisi convulsive.
L’Associazione Italiana Contro l’Epilessia- AICE ha garantito alla società un
gratuito corso formativo per la somministrazione del medicinale prescritto al
giovane ed a fronte del rifiuto di formare il proprio personale s’è rivolta al
Garante per i diritti delle persone con disabilità.

Il 29 maggio con Delibera n. 18 il
Garante dispone che la società “metta a disposizione un proprio collaboratore
in grado di somministrare il farmaco salvavita al minore in caso di necessità,
anche avvalendosi della formazione gratuita resa disponibile dalla medesima
associazione, così da garantire l’effettivo godimento del diritto del minore con
disabilità alla pratica sportiva e alla piena partecipazione alle attività del
campo estivo in condizioni di uguaglianza e sicurezza” ritenendo tale
“ragionevole accomodamento “coerente con i doveri di solidarietà sociale e di
inclusione che gravano su una associazione sportiva dilettantistica operante
sul territorio e che fruisce di forme di sostegno pubblico, sotto forma di
concessione di una struttura pubblica”.
Diversamente da quanto accade in tutt’Italia, in cui AICE ha consolidati
protocolli per la somministrazione dei farmaci al bisogno, realizzati con UISP e
CONI, per altro società a cui afferisce la società e di cui gode l’uso d’impianti,
tale società ha continuato a non adottare il “ragionevole “accomodamento”
rigettando la formazione dei propri operatori e trasferendo sulla famiglia del
minore gli oneri organizzativi necessari a garantire la gestione della specifica
condizione sanitaria del minore con disabilità. Purtroppo a Formia e
nonostante la collaborazione del Comune, si segna una brutta pagina di
discriminazione di un minore con epilessia. Una occasione che, come accade in
tutte Italia, avrebbe potuto contribuire ad una crescita di una cultura inclusiva
per la disabilità spesso vantata nello sport ma che i questo caso, a Formia,
determina la discriminazione di un minore
affetto da epilessia.”