POTERE AL POPOLO – AREA MARINA PROTETTA A FORMIA: IL TAVOLO DELLA BEFFA. NESSUNATUTELA SENZA LA DELOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI! – Francesco Leonelli, Potere Al Popolo Latina E Provincia, COMUNICA: “Abbiamo assistito in questi giorni all’ennesima passerella istituzionale. Il “tavolo
tecnico” per l’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP), sbandierato con enfasi dalla
Giunta Taddeo e dai vari enti coinvolti, non è altro che fumo negli occhi per i cittadini di
Formia. Come Potere al Popolo, denunciamo con forza questa operazione: è l’ennesima
presa in giro elettorale che ignora deliberatamente il primo e più grande problema del
nostro mare.
La grande ipocrisia: proteggere cosa? Parlano di “Area Marina Protetta”, ma nel
frattempo si guardano bene dal nominare la parola scomoda: delocalizzazione. Che
senso ha istituire una zona di tutela se, a pochi metri dalle nostre spiagge, rimangono
quegli “ecomostri” galleggianti che da decenni deturpano il Golfo? Come si può parlare di
salvaguardia dell’ecosistema se non si spostano offshore gli impianti di mitilicoltura e
itticoltura? Fare un’area protetta lasciando intatti i filari di cozze e le gabbie di pesce – con
tutto il loro carico di inquinamento da plastica, residui organici e mangimi – è come voler
pulire una stanza senza buttare via la spazzatura.
Passerelle elettorali e “Greenwashing” Questo tavolo tecnico non serve a nulla se non
a fare propaganda. È il solito “greenwashing” della politica di sistema: si mettono le
etichette “bio” e “protetto” per nascondere la realtà. La verità è che questa
amministrazione, in perfetta continuità con chi l’ha preceduta, non ha il coraggio di sfidare
gli interessi privati che tengono in ostaggio il nostro litorale. Preferiscono i convegni nelle
sale del Comune alla lotta vera per restituire il mare alla città.
Il mare di Formia sta morendo Oltre agli impianti, il nostro mare soffre per gli
sversamenti costanti, per un sistema di depurazione che fa acqua da tutte le parti e per
una gestione del territorio che ha sempre messo il profitto davanti alla salute pubblica.
Prima di fare le aree protette sulla carta, bisognerebbe rendere il mare pulito nei fatti.
L’AMP, in queste condizioni, è solo un paravento per giustificare altri quindici anni di
immobilismo.
Potere al Popolo non ci sta: Non ci servono tavoli tecnici tra “esperti” e politici complici.
Serve un atto di coraggio politico che questa città aspetta dal 2010:
- Delocalizzazione immediata: Nessun progetto di Area Marina Protetta è credibile
finché quegli impianti non verranno portati fuori dal Golfo. - Stop allo scaricabarile: Basta con il gioco delle parti tra Comune e Regione Lazio.
Se volete proteggere il mare, dovete liberarlo. - Bonifica e depurazione: Investimenti seri contro gli sversamenti abusivi e per il
potenziamento dei depuratori.
Il mare di Formia appartiene ai cittadini, non alle cooperative protette o ai politici in cerca
di consensi. Non permetteremo che il nostro futuro venga svenduto per l’ennesima
passerella elettorale. Riprendiamoci il mare!”














