Scuola, proposta per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti

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Scuola, proposta per l’introduzione di moduli orari da 45 minuti – “Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rende pubblica la
formulazione di una proposta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe
Valditara, volta alla rimodulazione dell’unità oraria scolastica mediante l’introduzione generalizzata
di moduli didattici della durata di 45 minuti, in coerenza con modelli organizzativi già consolidati in
numerosi ordinamenti scolastici europei.
La presente iniziativa si inscrive nell’alveo dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 33 e 34 della
Costituzione, nonché nel quadro dei diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con
particolare riferimento al diritto all’istruzione quale diritto sociale inviolabile, da garantire secondo
criteri di effettività, equità e qualità. In tale prospettiva, la dimensione temporale dell’attività
didattica assume rilevanza giuridica e organizzativa, incidendo direttamente sull’effettivo
godimento del diritto all’apprendimento.


La proposta si configura come atto di indirizzo culturale e tecnico, finalizzato a promuovere una
revisione sistemica dell’organizzazione del tempo scuola, attualmente ancorata a modelli orari rigidi
e non sempre rispondenti alle esigenze cognitive, relazionali e inclusive della popolazione
studentesca. L’introduzione di unità orarie da 45 minuti, lungi dal determinare una compressione
dei contenuti disciplinari, consentirebbe una razionalizzazione dell’offerta formativa, favorendo una
maggiore efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e una più equilibrata distribuzione
dei carichi cognitivi.
Sotto il profilo organizzativo-amministrativo, la rimodulazione proposta appare idonea a produrre
effetti positivi rilevanti. In particolare, essa potrebbe contribuire a superare criticità strutturali quali
la mobilità territoriale fortemente limitata per alcune classi di concorso — tra cui la A-46
(discipline giuridiche ed economiche) — nonché il fenomeno dei docenti soprannumerari. Una più
flessibile articolazione del tempo scuola consentirebbe, infatti, una diversa composizione delle
cattedre e una più efficiente allocazione delle risorse umane, in conformità ai principi di buon
andamento ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione.


Sul piano pedagogico-didattico, la riduzione dell’unità oraria si tradurrebbe in un incremento della
soglia di attenzione degli studenti, in una maggiore dinamicità delle metodologie didattiche e in un
rafforzamento delle pratiche educative inclusive. L’esperienza comparata di Paesi quali Germania,
Finlandia, Austria, Estonia e Polonia dimostra come l’adozione di moduli da 45 minuti, spesso
accompagnati da pause strutturate, contribuisca significativamente al benessere psicofisico degli
studenti, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento degli esiti formativi.
Inoltre, la proposta si pone in linea con i più recenti orientamenti delle scienze cognitive e
pedagogiche, che evidenziano la necessità di calibrare i tempi dell’apprendimento in funzione delle
capacità di concentrazione e assimilazione degli studenti, nonché con le politiche europee in materia
di istruzione, sempre più orientate verso modelli flessibili, inclusivi e centrati sulla persona.
Non meno rilevanti appaiono i riflessi sul piano della tutela dei diritti dei lavoratori della scuola.
Una diversa articolazione oraria potrebbe infatti favorire una più equa distribuzione del carico di
lavoro, una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e una valorizzazione delle
professionalità docente, contribuendo a ridurre situazioni di precarietà e marginalizzazione
professionale.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene, pertanto, che la
rimodulazione dell’unità oraria in senso riduttivo costituisca una misura ragionevole, proporzionata
e coerente con i principi dell’ordinamento giuridico nazionale ed europeo, nonché con le esigenze
di innovazione del sistema scolastico.


Alla luce di quanto sopra esposto, si rivolge al Ministro Giuseppe Valditara un formale invito a
valutare l’opportunità di avviare un procedimento di studio e consultazione istituzionale volto
all’eventuale introduzione del modello proposto, anche in via sperimentale, coinvolgendo le
istituzioni scolastiche, le rappresentanze professionali e le componenti della comunità educante.
Il CNDDU si dichiara sin d’ora disponibile a trasmettere formalmente la proposta articolata e a
partecipare attivamente ai tavoli tecnici che si riterrà opportuno istituire, nella convinzione che una
riforma del tempo scuola rappresenti un passaggio imprescindibile per la costruzione di un sistema
educativo più giusto, efficiente e rispettoso dei diritti umani.” Lo comunica il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU.