Vincenzo Sforza, maestro del levabolli: un’arte artigiana tra tecnica, passione e sostenibilità

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Vincenzo Sforza, maestro del levabolli: un’arte artigiana tra tecnica, passione e sostenibilità – A 54 anni, con quasi quarant’anni di esperienza alle spalle, Vincenzo Sforza rappresenta una figura di riferimento nel settore del levabolli da carrozzeria, una specializzazione ancora poco conosciuta al grande pubblico ma sempre più richiesta per la sua efficacia, economicità e rispetto dell’ambiente. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo lavoro, la sua storia e la sua visione di questo mestiere.

Vincenzo, come nasce la sua passione per il mestiere di levabolli? «Ho iniziato giovanissimo, a soli 15 anni. Era il 1985 e questa tecnica era già abbastanza diffusa nel Nord Italia, mentre qui da noi era quasi sconosciuta. Mi ha subito affascinato: lavorare sulla lamiera, capirla, “sentirla” sotto le mani… è qualcosa che va oltre il semplice lavoro manuale.»

In cosa consiste esattamente il lavoro del levabolli? «Il levabolli – o Paintless Dent Repair (PDR) – è una tecnica che permette di eliminare ammaccature dalla carrozzeria senza dover verniciare. Si interviene direttamente sulla lamiera con strumenti specifici, come leve, ganci e sistemi a pressione, oppure con tecniche a colla. Il principio è semplice ma richiede grande esperienza: si lavora dall’interno o dall’esterno della lamiera per riportarla alla forma originale, rispettando la vernice. Non si usano stucco, vernici o prodotti chimici.»

Quali sono i principali vantaggi di questa tecnica? «Sono tanti: Economici: si evitano costi di verniciatura e materiali; Ecologici: zero emissioni di solventi o vernici; Veloci: spesso l’intervento si conclude in poche ore; Conservativi: l’auto mantiene la vernice originale. È la soluzione ideale soprattutto per danni da grandine, ma anche per piccoli urti da parcheggio.»

Lei lavora principalmente su chiamata, giusto? «Sì, esatto. Collaboro con autosaloni e autocarrozzerie in un raggio di circa 60 km da Formia, dove vivo. Quando serve il mio intervento, mi sposto direttamente sul posto con tutta l’attrezzatura. Questo è un aspetto importante: il mio è un lavoro “mobile”, flessibile, che si adatta alle esigenze del cliente.»

La grandine è uno dei nemici principali delle auto. Come interviene in questi casi? «La grandine crea decine, a volte centinaia di piccoli bolli sulla carrozzeria. Il mio lavoro consiste nello studiare ogni singola ammaccatura con luci tecniche e strumenti di precisione. Con movimenti graduali e controllati, riesco a riportare la lamiera alla sua forma originale. È un lavoro di pazienza, sensibilità e precisione: ogni colpo è diverso e va interpretato.»

Serve molta esperienza per raggiungere questi risultati? «Assolutamente sì. Non è un lavoro improvvisato. Serve: conoscenza dei materiali; manualità estrema; occhio tecnico; tanta pratica. La lamiera “parla”, ma bisogna saperla ascoltare.»

Cosa la soddisfa di più del suo lavoro? «Vedere un’auto tornare perfetta senza aver toccato la vernice. E soprattutto la fiducia dei clienti: molti mi chiamano da anni, sanno come lavoro e questo per me vale tantissimo.»

Guardando al futuro, cosa le piacerebbe fare? «Mi piacerebbe trasmettere questo mestiere ai giovani. Non solo la tecnica, ma anche l’approccio: lavorare con onestà, rispetto e passione. Oggi si parla tanto di sostenibilità: il levabolli è già una risposta concreta, perché è un lavoro pulito, ecologico e intelligente.»

Come si può contattarla? «Sono sempre disponibile per consulenze e interventi su appuntamento.» Cellulare: 340 79 66 647 Operativo su Formia e dintorni (raggio circa 60 km) Quella di Vincenzo Sforza non è solo una professione, ma una vera e propria arte artigiana che unisce tecnica, sensibilità e rispetto per l’ambiente. In un’epoca in cui si cerca sempre più di ridurre sprechi e costi, il mestiere del levabolli si conferma una soluzione moderna, con radici profonde nella tradizione del lavoro fatto bene.

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Stefania Maria Giulia Di Benedetto
Stefania Maria Giulia Di Benedetto nasce a Fondi, dove vive attualmente. Fin da bambina nutre una profonda passione per l'arte, la storia, la scrittura e la letteratura. Ha sempre scritto diari, un modo per preservare ciò che altrimenti sarebbe stato dimenticato. Ogni piccolo ricordo si trasformava in una storia, che, forse per gioco, assumeva spesso una forma letteraria. Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma e ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato presso la Corte d'Appello di Roma. Nonostante il suo percorso giuridico, la sua passione per la comunicazione l'ha sempre accompagnata. Stefania è ideatrice e amministratrice della pagina Facebook "Misteri Pontini fin sui Monti Aurunci, Ausoni e Lepini", che cura anche come editrice. Dal 2022, collabora con l'Associazione Pro Loco Fondi Aps, dove ricopre il ruolo di segretario e direttore, gestendo i profili social dell'associazione e collaborando nella organizzazione di eventi e manifestazioni. Studiosa indipendente appassionata di ricerca storica. Negli ultimi anni ha approfondito lo studio di fonti d’archivio, cronache locali e testimonianze documentarie, sviluppando progetti di ricerca originali e contribuendo alla divulgazione storica attraverso articoli, conferenze e incontri pubblici. Ha collaborato in qualità di referente al progetto editoriale "Italian Ghost Story" ed è coautrice del libro “I fantasmi di Fondi”. È autrice del testo teatrale “Giulia Gonzaga, la contessa di Fondi: tra amori, intrighi e rivalità” e dei libri "Il bassorilievo di via P. Giannone a Fondi: un'ipotesi dionisiaca, tra mito antico e devozione popolare"; "Le reliquie del santi fondani. Con accenno storico alla reliquia eccellente di San Tommaso d'Aquino a Fondi" .