Era il marzo del 2022 quando l’allora candidato sindaco Cristian Leccese presentava pubblicamente una delle più ambiziose visioni di trasformazione urbana per la Riviera di Ponente e la Piana di Sant’Agostino. Un progetto articolato, illustrato attraverso uno studio di fattibilità e una serie di slide durante una diretta Facebook, che delineava un futuro fatto di nuove infrastrutture, viabilità alternativa, lungomare attrezzato, valorizzazione turistica e rilancio economico di una delle aree più suggestive del territorio gaetano. A distanza di oltre quattro anni da quelle dichiarazioni, tuttavia, il quadro che emerge percorrendo oggi la località Sant’Agostino appare profondamente diverso rispetto alle aspettative generate da quel programma.
L’idea illustrata da Leccese puntava a una trasformazione radicale dell’intera area. Al centro della proposta vi era la realizzazione di una nuova rete viaria secondaria parallela alla via Flacca, concepita per alleggerire il traffico sulla principale arteria stradale e garantire l’accessibilità ai terreni e alle aree interne della Piana di Sant’Agostino. Elemento chiave del progetto erano due nuove rotatorie, previste all’ingresso nord e sud dell’area, destinate non soltanto a regolare i flussi veicolari ma anche a fungere da elementi di arredo urbano e qualificazione paesaggistica. Sul fronte costiero, invece, il piano immaginava la nascita di un vero e proprio lungomare turistico attrezzato, dotato di illuminazione, aiuole, parcheggi e servizi, capace di rendere fruibile il territorio durante tutto l’arco della giornata e dell’anno, favorendo lo sviluppo delle attività commerciali, alberghiere e ricettive.
Particolare attenzione veniva inoltre riservata alle infrastrutture essenziali della zona interna di Sant’Agostino, dove erano state evidenziate criticità relative alla copertura della telefonia mobile, alla rete idrica, al gas e all’illuminazione pubblica. L’obiettivo dichiarato era trasformare Sant’Agostino in uno dei quartieri strategici della città, facendo del turismo il motore principale dello sviluppo economico locale. Le parole del candidato suscitarono interesse tra residenti, operatori turistici, balneari e proprietari delle attività economiche presenti lungo la Riviera di Ponente.
La Piana di Sant’Agostino rappresenta infatti uno dei luoghi più caratteristici dell’intero comprensorio gaetano. La presenza della spiaggia, dei siti archeologici, delle grotte naturali, delle sorgenti e delle aree montane frequentate dagli appassionati di arrampicata sportiva costituisce un patrimonio di enorme valore paesaggistico e turistico. Inoltre, la Riviera di Ponente rappresenta uno dei principali accessi alla città per chi arriva da nord lungo la via Flacca, assumendo quindi anche una funzione simbolica come porta d’ingresso di Gaeta. Per questo motivo molti cittadini interpretarono il progetto come l’inizio di una nuova fase di sviluppo urbanistico per l’intera area.






La situazione oggi
Ad oggi, però, gran parte delle opere annunciate nel 2022 non risultano realizzate. La nuova strada parallela alla Flacca non è stata costruita. Le rotatorie previste agli estremi del tratto non sono state realizzate. Del lungomare attrezzato con servizi, illuminazione e arredo urbano non vi è traccia. L’intervento più evidente percepito da residenti e frequentatori della zona è rappresentato dall’installazione di un autovelox lungo il rettilineo di Sant’Agostino, misura introdotta nell’ambito delle politiche di sicurezza stradale.
Negli ultimi tempi sono comparsi anche nuovi guard rail lungo diversi tratti della carreggiata. Interventi che rispondono evidentemente a esigenze di sicurezza e protezione degli utenti della strada, ma che secondo alcuni operatori economici avrebbero avuto anche l’effetto di limitare l’accesso diretto alle attività presenti lungo il rettilineo.
Tra i temi più frequentemente evidenziati dagli operatori commerciali vi è la questione dell’accessibilità. Secondo diversi imprenditori della zona, la presenza di soli tre accessi lungo l’intero tratto interessato renderebbe più difficile raggiungere alcune attività, soprattutto durante i periodi di maggiore afflusso turistico. «Ci vorrebbe una rotonda all’inizio e una alla fine del lungomare», osserva un commerciante della zona, richiamando proprio una delle soluzioni che figuravano nello studio di fattibilità presentato nel 2022. Una proposta che, secondo alcuni operatori, consentirebbe una migliore distribuzione dei flussi veicolari, agevolando l’ingresso e l’uscita dalle attività commerciali e migliorando la sicurezza della circolazione.
Il tema evidenzia un confronto che interessa molte località turistiche italiane: da un lato la necessità di aumentare la sicurezza stradale attraverso controlli della velocità, barriere protettive e regolamentazione degli accessi; dall’altro l’esigenza di garantire la piena fruibilità delle attività economiche che operano lungo le principali arterie di collegamento. Nel caso di Sant’Agostino, il dibattito appare ancora più significativo perché si inserisce all’interno di una visione di sviluppo molto più ampia che era stata annunciata durante la campagna elettorale.
Il divario tra progetto e realtà
La distanza tra il progetto illustrato nel 2022 e la situazione attuale rappresenta oggi uno degli argomenti maggiormente discussi tra residenti e operatori economici della zona. Se da un lato l’amministrazione può evidenziare la complessità burocratica, urbanistica e finanziaria che accompagna opere di questa portata, dall’altro rimane il fatto che molte delle infrastrutture presentate come strategiche per il rilancio dell’area non sono ancora visibili sul territorio. La nuova viabilità, il lungomare turistico, le rotatorie e il programma di valorizzazione urbana restano, almeno per il momento, sulla carta.
Sant’Agostino continua a rappresentare una delle aree con il più elevato potenziale turistico di Gaeta. Le sue caratteristiche ambientali, paesaggistiche e naturalistiche restano un patrimonio straordinario che potrebbe costituire un importante motore di crescita economica. Tuttavia, a oltre quattro anni dall’annuncio di quel progetto, la percezione diffusa tra molti cittadini e operatori del settore è quella di una distanza significativa tra le promesse di trasformazione illustrate nel 2022 e gli interventi concretamente realizzati.
La domanda che oggi si pongono residenti e imprenditori è semplice: il grande progetto per la Sant’Agostino del futuro è soltanto in ritardo oppure rischia di trasformarsi definitivamente in un miraggio? Una risposta che il territorio attende ancora.














